29 dicembre 2007

Le grandi abbuffate

Col Natale già “onorato”, il Capodanno imminente e la prossima Epifania si avviano a conclusione le feste per il palato. Secondo diverse indagini svolte da associazioni e federazioni “salutiste” gli italiani, durante tutto il periodo natalizio, si trasformano in provette betoniere che possono arrivare a ingurgitare e macinare oltre 1500 calorie in più del normale fabbisogno giornaliero: un peccato che alla fine delle feste ci farà piangere lacrime di coccodrillo visto che tutto ciò si trasformerà almeno in 2 o 3 chili di peso corporeo in più.
Alla faccia dei media e degli esperti che ci avevano ammorbato riguardo i rischi reali di un Natale sottotono, dovuto ai rincari vari, al caro mutui e alle tredicesime striminzite. Ma così non è stato! Togliete tutto all’italiano…ma non le abbuffate natalizie! Sono stati infatti quasi 3 i miliardi spesi in cibi e bevande, da 23 milioni di famiglie italiane, solo per il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, trascorso prevalentemente a casa con parenti o amici: 900 milioni di euro per carni o pesce, 500 milioni per primi piatti e condimenti, altri 500 milioni per
dolci (con gli immancabili panettone, pandoro e panetteria-pasticceria), 300 milioni per vini e spumanti, 300 milioni per salumi e formaggi e 200 milioni per frutta fresca o secca. Il calo delle spese è stato comunque del 10 per cento rispetto al 2006.

Ma il sentore di un Natale non proprio “povero” poteva notarlo chiunque…a partire dalle orde di famigliole che hanno preso in ostaggio i centri commerciali, intente a spulciare idee e avventarsi come avvoltoi famelici su tutto quello che “fa natale” o che era in offerta. Manco dovesse arrivare una violenta carestia, un assalto di cavallette o l'apocalisse. Ed anche quest’anno a farla da padrone nelle tavole imbandite sono stati i menù a base di prodotti o ingredienti nazionali e di altre mille specialità presenti in tutte le regioni italiane. Successone anche per i relativi regali enogastronomici tipici, tra i più gettonati e graditi. Una delle soluzioni che ha permesso di contenere l’allarme, denunciato dalle associazioni che tutelano i diritti dei consumatori, circa la cattiva qualità di alcuni prodotti “ripieni” di sostanze non proprio benefiche: sono tutti i coloranti, i conservanti, gli antimicrobici e gli antiossidanti, gli esaltatori di sapore, gli agenti di rivestimento, gli
aromi naturali e artificiali, gli stabilizzanti, i gelificanti, i lievitanti, gli emulsionanti, gli acidificanti, insomma tutti quegli additivi alimentari che in occasione delle abbuffate natalizie i consumatori ingurgitano in quantità notevoli. Ma forse è, egoisticamente, un rischio che molti corrono con piacere…d’altronde non ci resta che rallegrarci e tenerci stretto il nostro caro vecchio modo di aggrapparci a quello che rimane dell’atmosfera natalizia…basti pensare che questo Natale, negli States, è scoppiata la “Guerra del Natale”: gli ecologisti per primi si sono scagliati contro i fanatici delle decorazioni (lo spreco di energia per le luci natalizie è secondo molti di loro «criminale»). A Indianapolis c'è chi ha organizzato rivolte popolari contro le decorazioni «offensive», «di cattivo gusto» e «antiecologiche». A Cincinnati due uomini sono stati arrestati perché sorpresi a pugnalare un gigantesco pupazzo di neve in plastica. Altro vandalo "beccato" mentre decapitava un Babbo Natale gonfiabile alto due metri in Pennsylvania. A Brooklyn se la passano male elfi, renne volanti e personaggi Disney, specie se sistemati orrorificamente nel presepe. Insomma, una battaglia contro tutta la retorica estetica delle feste.

Se in Italia il problema più sentito legato alle feste è quello dei botti di Capodanno, che ogni 31 dicembre fanno morti e feriti, effettivamente sembra lontana una rivolta contro il Pandoro o il Zampone con le lenticchie.
In ogni caso, voi siete pronti per il bis di Capodanno? Bene, ma sappiate che ingrasseremo come suini e ingurgiteremo additivi di ogni tipo (non odiatemi…). Non mi resta che augurarvi un felice anno nuovo e, permettetemi, di proclamare tutta la mia solidarietà ai vostri poveri stomaci.
Abbiate un briciolo di pietà per loro. ;)

24 dicembre 2007

Auguri!


Grazie per i vostri graditissimi messaggi di auguri che già avete postato nei precedenti post. Uno speciale augurio di Natale da parte mia a voi tutti, amici bloggers & Co.!

ps: scusate se non passo personalmente nei vostri blog per gli auguri...ma in questi giorni tutto il tempo che ho desidero dedicarlo ai miei. Manco tanto da casa...e non sarebbe carino "isolarmi" da loro :) ma prometto che torno presto a trovarvi TUTTI quanti. Capite che potrebbero diserederarmi...vero?! ;)

23 dicembre 2007

Il Festival dei Regali Inutili

Natale si sta avvicinando paurosamente e sale alla grande la fobia delle ultime corse al regalo. I centri commerciali traboccano di acquirenti di ogni età a caccia del “regalo perfetto” che dia il giusto equilibrio tra soddisfazione del ricevente del dono…ed il nostro portafogli.
Ma come ogni Natale che si rispetti, anche quest’anno non mancheremo di assistere alle performance del fantomatico “festival dei regali inutili”.
Si scatena, in molti di noi, la fantasia. E quindi altissimo è il rischio di fare&ricevere in dono un oggetto assolutamente inutile e magari pure un po' pacchiano. A darci una mano santa alla ricerca del “regalo perfettamente inutile” arriva, ovviamente, il web.
Grilli secchi ricoperti di cioccolato, stampi per gelatina a forma di mano o di cervello, biancheria intima in plastica a bolle (che "protegge adeguatamente ciò che avete di più caro"). Sono solo alcuni dei regali folli che è possibile acquistare comodamente su Internet. Un sito, paradiso terrestre per gli internauti fantasiosi, che sta facendo fortune è Stupid.com (link a fine post) che adotta una politica chiara e onesta di affari: si autodefinisce STUPIDO! Come chi ammette di esserlo chi acquista il divertente ed assurdo assortimento di roba bizzarra messa a disposizione dal sito.

Ma cerchiamo di mettere ordine e selezioniamo alcuni dei regali più fuori di testa (e fondamentalmente inutili) trovati sia all’interno di Stupid.com che navigando in rete. Possiamo prima di tutto affermare che questi futuristici doni hanno almeno una delle seguenti caratteristiche: inutilità, trasgressività, hitech estremo, semplicità.
Partiamo dagli “inutili”: il re della categoria è sicuramente il futuristico “rilevatore di bugie”. Una specie di guanto rigido che si infila nella mano e che sarebbe in grado di rilevare quando chi lo indossa dice una bugia, rilasciando una scarica elettrica per punizione. Geniale ma destinato a essere usato (con molto piacere) solo una o due volte. Un'altra megaidea inutile sono i biscotti al burro con la vostra foto a colori sopra! Da regalare ai parenti serpenti. La bruceranno con infinita goduria nel loro camino addobbato a festa! Il cane dei vostri amici è stanco del solito panorama? La cuccia con attico lo renderà felice! E ancora, che ne dite del kit per coltivare le perle? All’interno c’è anche una catenina per appendere la fantasmagorica perla!

Sezione “Hitech estremo”: assolutamente il primo posto a “Prex”,il Rosario digitale elettronico! Un aggeggio portatile, prodotto rigorosamente italiano (sarà “Ratzinga Spa”?), dalle dimensioni ridotte che recita il santo rosario. Basta premere un pulsante per selezionare il giorno della settimana desiderato, ciascuno con i suoi misteri, e il vostro Prex vi offre un Rosario recitato da una voce femminile e da un coro di persone che risponde. Da notare che è possibile personalizzare il Prex con placche raffiguranti le varie Madonne e alcuni Santi. Farete un figurone di fronte alla nonna ipertecnologica o all’amico blasfemo.
“HotSpot Finder” è invece un piccolo gioiello che potrebbe risolvere molti problemi su regali da fare ad amici e parenti tecnologici. Piccolo come un portachiavi, è un congegno che rileva eventuali connessioni wireless presenti in un largo raggio, mostrandone anche la potenza di segnale. L’ ideale per scovare la connessione a banda larga senza fili dei vicini di casa…
Chi possiede invece un gatto che ama passeggiare sulla tastiera del computer non potrà non gradire "PawSense", il sistema di sicurezza che individua il passo felpato di Felix e salva automaticamente i programmi. E per finire, non poteva mancare l'antidoto all'onnipresente millennium bug: ed è lo spray anti-bug (ovvero baco), che spruzzato sulla tastiera, sul video e sul mouse "mette al riparo da ogni rischio".
Inversione di tendenza, ma sempre verycool, è invece la cornetta del vecchio telefono a disco che da oggi potrete collegare al vostro futuristico cellulare. Non passerete inosservati…lungo le corsie dell’istituto di igiene mentale.
Sulla stessa scia cristiano-hitech troviamo anche il lettore mp3 appunto a forma di croce, il “Saint B”. Non riproduce video nè immagini ma solo audio e sul display si può leggere il brano in corso e le altre info. All’occorrenza si possono inserire playlist di inni religiosi, salmi e letture. O magari il precedente rosario elettronico.

Passiamo alla categoria “semplicità” :interessante il “Money Soap”, la saponetta per mamme disperate con figli che non amano lavarsi le mani. All'interno, c'è una banconota di taglio a piacere. Più ci si lava, più ci si avvicina. Altra genialata: gli “acchiappa-pops”. Cosa c'è di più sfizioso del mangiare il pop-corn con le mani…ma vi lasciano sempre unti e luridi. Con questi bastoncini di plastica avete risolto il problema: ne prenderete uno per volta e con perfetta educazione. Un classicone della categoria è invece il sito che permette di intitolare una stella (con tanto di certificato di garanzia) al vostro lui o alla vostra lei…ma tenetevi forte: oggi è anche possibile regalare alla vostra dolce metà un piccolo lotto di terreno marziano. Come dire: una manciata di terra marziana è per sempre!

Reparto “trasgressività -VM18”: la palma d’oro del regalo più assurdo, cervellotico e decisamente anticonformista va a “The Toy” (“Il Giocattolo”). A sole 295 euro potrete contribuire attivamente al piacere sessuale della vostra lei quando siete lontani, semplicemente inviandole dei semplici sms che trasmettono direttamente impulsi al suo vibratore, collegato via bluetooth al suo cellulare. Abbatte le distanze ma sia chiaro…potrebbe messaggiarla benissimo anche qualcun altro.
Valido per tutti è invece “IBuzz”, già in voga da qualche tempo ma oramai intramontabile. E' un accessorio che interfaccia l'IPod alle parti intime maschili o femminili (anello in lattice per lui, mini vibratore per lei) e li stimola facendoli vibrare al ritmo della vostra musica preferita. Ma scordatevi di regalarlo a chi ascolta metallo pesante, house e hard-rock…potrebbe essergli fatale.

Adesso non avete più scuse per dichiarare che...non sapete COSA regalare! Ci sentiamo al prossimo post per gli auguri ufficiali del vostro Mimmo. Voletevi bene... auguri! :)

21 dicembre 2007

"Come d'incanto": la fiaba della porta accanto

Tante sono le uscite cinematografiche natalizie e, grazie al cielo, non ci sono solo cinepanettoni avariati e onnipresenti. Così, quasi per controtendenza, le mie scelte di questo periodo cadono quasi sempre su produzioni animate e “semi-fantastiche”. La scelta piacevolmente obbligata dell’altra sera è stata dettata dalla buon vecchia Disney, che da qualche tempo ha dovuto cedere il suo scettro e lasciare spazio alle decine di pellicole animate della numerosa “concorrenza” piuttosto agguerrita. Ma il fatto è che Disney è sempre Disney…e quando regala gioiellini deliziosi…non si può non amarla.

Cinema Giacomini, centro di Latina, sala 2 (appena rimessa a nuovo…colore dominante: blu puffo!) semigremita. Alla sala accanto ritroviamo il roboante “La bussola d’oro”, che francamente non mi convince molto (nonostante ci sia la mia pupilla, Nicole Kidman), ma che fa molto “natale” e farà un buon risultato. Io però scelgo “Come d’incanto”, che invece mi aveva incuriosito molto. Curiosità ripagata fino all’ultimo centesimo.

Enchanted”, nella versione originale, è uno spettacolare sogno cinematografico interpretato da Amy Adams, Susan Sarandon, James Marsden, Patrick Dempsey e diretto dall’eccellente Kevin Lima (già regista di "Tarzan" e "La carica dei 102", sempre Disney) che ci regala una piacevolissima commedia ricca di citazioni disneyane e ricolma di rimandi a film di culto (l’omaggio a King Kong e la sua scalata sull’ Empire State Building). Un mondo di colori ed invenzioni che rompe la moda della parodia, inaugurata da Shrek, e vuole essere invece un affettuoso omaggio ai grandi classici Disney.

Così, tra animazione e attori in carne ed ossa, il film parte da un tradizionale inizio animato, con l'immancabile 'C'era una volta...' e una storia animata in 2D, per poi esplodere di fantasia e ritmo nella parte live-action, dove la principessa Giselle, addobbata a festa come un'enorme meringa, si ritrova catapultata nella grande Mela dove dovrà fare i conti con una New York emblema della società cinica e imbruttita dei giorni nostri, dove non tutti i nani sono gentili, gli anziani signori posso essere tutt'altro che compassionevoli ed esprimere i propri sentimenti cantando a squarciagola in libertà è visto come una pura follia.
Ma anche in una città caotica come New York, in cui la gente a malapena si guarda in faccia, i buoni sentimenti possono tranquillamente trionfare. E la Disney lo dimostra proprio mettendo in discussione la storica immagine delle sue eroine indifese affette dalla sindrome del Principe Azzurro. È da qui che parte lo spunto per questo film che vorrebbe rispondere a questo curioso quesito: cosa accadrebbe se una principessa Disney venisse trasformata in una donna in carne e ossa e catapultata nel bel mezzo di New York da una perfida strega? E se il suo innamorato principe azzurro decidesse di andare a cercarla e salvare?

Tutto questo accade alla bellissima Giselle (Adams) che vive nella sua casetta nel bosco del fatato regno di Andalasia, a Cartoonia, dove attende, canticchiando, l’arrivo del principe azzurro e fantastica sul suo primo bacio del “vero amore”. E, come in tutte le favole, arriva il valoroso principe Edward (Marsden) che la salva da un mostro, la bacia, la carica sul suo cavallo e la conduce a palazzo per farne la sua sposa. Tutto sembra pronto per le nozze, ma la regina Sarissa (Sarandon), matrigna cattiva del principe, non vuole perdere il trono e decide di spedire la povera Giselle nel mondo reale attraverso un pozzo che sbuca nel bel mezzo di New York. Trasformata così in essere umano, sola, spaesata e infreddolita, la povera principessa non può che restare in attesa di essere salvata dall’amatissimo Edward. Trovata e aiutata (suo malgrado) da Robert (Dempsey), affascinante ma freddo avvocato divorzista con tanto di simpatica figlioletta a carico (Rachel Covey).

Proprio da questi strani eventi iniziano ad innescarsi una serie di eventi dal ritmo incalzante, coadiuvati da delle immagini e delle scene di largo respiro spettacolare! Un’ora e mezza di divertimento ed efficace auto-ironia che trasportano nel mondo reale i clichè e i “vizi” dei personaggi delle favole.
Il risultato è esilarante: i teneri topini parlanti delle fiabe che si trasformano nei mega-ratti di fogna newyorkesi, la tv scambiata per uno specchio magico, tende usate da Giselle per confezionarsi un vestito (emulando la Rossella di "Via col vento"), gli improbabili “exploit canori” di Edward e di Giselle.
Memorabili alcune scene: già cult la scena quella che vede Giselle mettere ordine nel caos della casa dell'avvocato con l'aiuto di ratti, blatte, scarafaggi, piccioni… (la trovate a fine post!!)
Insomma, tutto il mondo tipico delle favole viene ribaltato, dando vita ad un film originale e piacevole dall’inizio, sino all’inevitabile lieto fine (anche questo sui generis).
L’ impiego di sincronismo musicale dei sontuosi e ironici numeri musicali, gli studiati effetti cromatici, ottenuti con una tavolozza abbastanza varia, sono la ciliegina sulla torta. Stupendi anche gli effetti speciali e le animazioni digitali.

Tutto il cast, naturalmente, è completamente calato nella parte! Prova al limite della perfezione per la fantastica Amy Adams che di dona un interpretazione PERFETTA sotto ogni punto vista: i suoi capelli rossi che incorniciano il viso di porcellana, le movenze, le mossette tipiche, lo smielato e quasi svampito comportamento, sono un summa variegato e shakerato delle varie principesse Disney (Biancaneve, Cenerentola, Belle, Ariel & Co.). Meravigliosi nelle loro movenze da cartoon anche James Marsden, il principe ingenuo, Susan Sarandon, nei panni della perfidissima matrigna e Timothy Spall, che interpreta Nathaniel, servo di Narissa.

Insomma gli ingredienti per uno strano e curioso "vissero tutti felici e contenti" ci sono tutti quanti. "Come d'incanto" riesce a trascinare grandi e piccini in un mondo fantastico ma molto reale, visto che rapisce lo spettatore e lo accompagna, subito dopo la fine del film, lasciare la sala fischiettando. Sperando che l’indomani, lanciando un urlo intonato dalla finestra, permetta di richiamare blatte e piccioni volenterosi a lustrarvi casa. Alla faccia di Cenerentola e alla sua massacrante "etica del lavoro".

Il mio voto: 8

Curiosità:
- Mentre il principe Edward si trova sul bus turistico, sullo sfondo si vedono il poster di Hairspray e Superman Returns: due film interpretati dallo stesso James Marsden.
- Nell'originale la voce narrante della pellicola è di Julie Andrews (l’indimenticabile Mary Poppins).



"Come d'incanto", il trailer:



La scena cult delle "pulizie":




http://disney.it/Film/comedincanto/

19 dicembre 2007

I paladini del CinePanettone

Italia in preda al tormento “CinePanettone”: croce e delizia del botteghino italiano natalizio. Un filone cinematografico usa&getta che, puntuale come un orologio svizzero, ci assilla dai primi di Dicembre fino alla settimana della Befana, che corrisponde all’ultima infornata prima della fine delle feste.
Tremate, perciò! I migliori Vanzina & Co. son tornati!
Chi temeva che dopo la fine del sodalizio Boldi-De Sica non avremmo avuto più nulla con cui sbellicarci dalle risate può tirare un sospiro di sollievo. I due hanno invece raddoppiato l’offerta e, in compagnia del solito Pieraccioni (che ci vuole far credere che lui non fa cinepanettoni perché non c’è la parola Natale nel titolo…sob!) e di altri sciagurati, invadono ogni orifizio televisivo, cinematografico, cartellonistico e pubblicitario possibile.
Il faccione del “simpatico” Christian De Sica & Co., in questi giorni, lo abbiamo trovato dappertutto! Addirittura una sera hanno presenziato contemporaneamente su due programmi diversi (Rai e Mediaset…sono bipartisan loro!). A momenti ce li ritrovavamo anche a fare una marchetta promozionale in una puntata di Dragonball.
Quest’anno proprio De Sica festeggia il record mondiale: un quarto di secolo di film natalizi, uno dopo l’altro. 25 per l’esattezza. Un orgoglio nazional-popolare che farà, ancora una volta, rivoltare nella tomba l’illustre padre Vittorio. È uno sporco lavoro…ma qualcuno lo deve pur fare.

I paladini del cinepanettone infatti lavorano “sodo” tutto l'anno per un unico film natalizio che ha sempre lo stesso pubblico, gli stessi incassi, la stessa trama, gli stessi personaggi, gli stessi attori (tranne la gnoccona-soubrette-tettuta di turno), gli stessi festival di tanga&topless, riuscendo a proporci sempre lo stesso sconvolgente finale, decantandone le proprietà terapeutiche e rilassanti, oltre al solito “furbesco” tentativo (nel caso di Pieraccioni) di esaltare i valori genuini e le persone "normali" (ma chi aspira più ad esserlo?) infarcendo la pellicola di luoghi comuni (dal velinismo al “brutto” ambiente dello spettacolo). Naturalmente si sorride, in alcuni casi a spizzichi e bocconi, per poi concludere in applausi popolari e qualunquisti. Sarà anche merito della tv che ha asfaltato i gusti del pubblico che è sempre più prevedibile e pilotabile?
Ma allegri, in fondo è Natale per tutti.
Fatto sta che avrò molta invidia di chi, anche quest’anno, riderà come matti, comodamente seduto sulla stessa poltrona, la stessa sala, lo stesso sacchetto di Nachos e l’identico bibitone di cola dell’anno scorso.
Non è da tutti divertirsi con poco e niente.

15 dicembre 2007

Una Eclissi Subsonica

L’Eclissi” è il quinto disco, uscito il 23 novembre scorso, della carriera musicale targata Subsonica. Il quintetto torinese (Samuel: voce, Max Casacci: chitarra, Vicio: basso, Ninja: batteria, Boosta: tastiere), che torna a distanza di due anni dall’ultimo loro lavoro (“Terrestre”), è riuscito nel tempo a crearsi una certa nicchia di pubblico fedele e appassionato di musica elettronica che è sempre stata una costante del loro stile. Il nuovo album è stato realizzato interamente dalla band negli studi torinesi di Casasonica.

In realtà questo gruppo non mi aveva mai incuriosito più di tanto e la voce non eccezionale del loro vocalist mi aveva sempre messo sull’altolà. Ma spinto dalla curiosità ho iniziato a sentire qualche traccia del loro ultimo disco…e ho cambiato parzialmente idea. “L’Eclissi” è una vera “botta di vita”, un disco che sembra un crocevia tra la più prepotente sperimentazione elettronica, ritmi techno e percorsi ibridi tra grooves e parti suonate, con aggiunta di chitarre e batterie acustiche.

Il risultato è quello di uno stile molto denso, profondo e dalle sonorità misteriose e avvolgenti che a momenti sembrano proiettare l’ascoltatore nel bel mezzo di un travolgente rave-party. Non è però un album per tutte le stagioni e tutti gli umori, in quanto il suo riuscire ad emanare una sorta di “nera” energia ad ogni traccia obbliga numerosi ascolti per riuscire a sviscerare per bene l’essenza di tutta l’opera.

I testi trattano temi abbastanza attuali e di impatto che vanno dagli abusi minorili (in “Canenero”) all' eclissi della percezione di futuro a tutti i livelli (in“Alta voracità”), passando per la mafia (in “Piombo”, dedicata a Roberto Saviano il coraggioso autore del libro-inchiesta “Gomorra”),ed il congelamento e la difficoltà nei rapporti umani (in “Stagno”) in cui i sentimenti a bassa temperatura possono produrre reazioni violente, escoriazioni o peggio ancora apatia. Testi che lasciano perciò poco spazio alla poetica e all’originalità. I Subsonica cercano così di distinguersi dal resto della produzione pop nostrana, con un lavoro maturo e riuscito che dimostra la possibilità di intraprendere delle vie alternative, in equilibrio tra cantabilità pop, gusto per la ricerca sonora e stimoli electro-dance.
Il disco, anticipato dal singolo "La glaciazione" (uno dei più radiofonici), contiene molti brani interessanti e ballabilissimi. I momenti migliori sono rappresentati dalle avvincenti “Ali scure” e "Veleno", dove si gioca con i suoni, dando spazio anche a inediti incroci ritmici. Da citare anche la magnifica “L’ultima risposta” e la potentissima "Il centro della fiamma" (la mia preferita in assoluto!), dove il gruppo ci da veramente sotto, senza esitare verso una sana virata prettamente rave, mixata a momenti più pacati. Da ballare come pazzi!

Insomma, abbiamo un buon album molto fluido, dai ritmi avvolgente e stilisticamente molto ambizioso. La media dell'intero disco mi sembra apprezzabile e una spanna sopra la media nazionale. Sicuramente un prodotto destinato ai giovani ma non sconsigliato agli over 30 che spaziano, a volte, anche nella musica elaborata elettronicamente.

Questa la tracklist completa dell’album: “Veleno”, “Ali Scure”, “La Glaciazione”, “L’ultima risposta”, “Il centro della fiamma”, “Nei nostri luoghi”, “Quattrodieci”, “Piombo”, “Alta voracità”, “Alibi”, “Canenero”, “Stagno”.
Attualmente i Subsonica stanno girando l’Italia con un live che sta riscuotendo un invidiabile successo (nel loro sito trovate tutte le date). A seguire trovate i video de “La Glaciazione” e del mio pezzo preferito, “Il centro della fiamma”.


Il mio voto: 7-

Subsonica, "La Glaciazione":


Subsonica, "Il centro della fiamma":



12 dicembre 2007

Albero di Natale: fuorimoda o verycool?

Se fino a qualche anno fa il maggiore dilemma natalizio, soprattutto per quelli che hanno un particolare occhio di riguardo per l’ambiente, era la scelta tra abete naturale o sintetico…ultimamente si è allargata la gamma di scelta.
Con il Natale alle porte molti italiani hanno già comunque acquistato (per lo più durante il ponte dell'Immacolata) e addobbato il loro alberello che quest’anno, con sette milioni di esemplari su cinque, vede la vittoria proprio dell'abete naturale che stravince su quello di plastica. Pensate che tutto il business che ruota intorno a questa operazione ha fruttato oltre 140 milioni di euro per l'acquisto di abeti veri offerti quest'anno ad un prezzo variabile dai quindici euro fino addirittura a più di 500 a seconda delle dimensioni, della varietà e del vaso in cui è riposto.
Una tendenza che è gradatamente cambiata negli ultimi tempi, forse perché per molti anni si è pensato che acquistare un abete naturale fosse un atto crudele contro l’ambiente, e quindi sinonimo di deforestazione.
Nulla di più errato: al confronto un albero naturale è un ‘prodotto’ a emissioni zero, a differenza di quello sintetico che viene realizzato con sostanze plastiche. Questo significa che viene ottenuto dal petrolio e che quindi, in fase di realizzazione, ha prodotto delle emissioni nocive all’atmosfera.
Inoltre gli abeti naturali vengono coltivati e ‘allevati’ all’interno di vivai specializzati in aree collinari che altrimenti sarebbero abbandonate e quindi non coltivate: riempire queste zone con abeti destinati al commercio natalizio rappresenta, fra le altre cose, un contributo al presidio del territorio. Una piccola parte (circa il 10%) viene invece recuperata dagli scarti delle potature che la forestale compie ogni anno per sfoltire le piante che impediscono lo sviluppo omogeneo dei boschi italiani.
Resta il fatto che lo svantaggio maggiore degli abeti naturali rimane comunque il loro smaltimento: passate le feste, sono pochi quelli che sopravvivono all’interno delle case e le famiglie se ne devono disfare in qualche modo. Così molti vanno a finire direttamente nelle discariche. Una bella proposta è quella di incoraggiare la riforestazione attraverso la creazione “boschi di Natalein cui poter ripiantare tutti gli abeti utilizzati durante le feste. Ma chi se ne prenderebbe l’incarico?
Ma torniamo alle nuove e contemporanee alternative “hi-tech” che pare sembrano mettere in ulteriore difficoltà gli eterni indecisi circa la decennale scelta dell’abete: chi di voi ha visto il proliferarsi della strana ed eccentrica moda, che io ho soprannominato, dell’”albero impiccato”? Ovvero un albero a testa in giù addobbato coi colori più strani o anche classici, che può essere agganciato al soffitto o semplicemente partire con nonchalanche da terra. Qualcuno mi spieghi il suo significato. Se vi interessa potete trovarlo ovunque. Ma non tornate più su questo blog.

Se poi volete l’albero di Natale all’ultimissimo grido (o urlo, fate voi) potete puntare su un comodissimo, pratico e poco ingombrante…Albero di Natale Pixellato. Un megaposter di 120×160 cm raffigurante
un pixelloso albero natalizio che crea un effetto molto realistico. L’ideale per risolvere ogni problema di spazio. Ma, a ben pensarci, la carta usata sarà riciclata?
Le stranezze in giro per il mondo continuano: alberi mastodontici interamente di cioccolato (da me sparirebbe entro pochi giorni), fatti di carta igienica o dalle forme essenziali.
Ma tornando alla vera e classica tradizione, come possiamo non restare indifferenti alla bellezza di un albero straordinariamente addobbato? Quest’anno il record dell’abete più alto, tra quelli naturali presenti nelle piazze italiane, è andato al gigantesco ''Albero di Luce'', l'abete di Natale inaugurato in Piazza Duomo a Milano: oltre trenta metri!
L'albero proviene dai boschi del Trentino ed e' stato selezionato tra gli esemplari destinati a essere rimossi nell'ambito del piano di risanamento boschivo. E' arrivato a Milano con trasporto eccezionale ed e' stato allestito con 40mila lampadine a basso consumo (che consumano un terzo di energia rispetto a una lampadina tradizionale) e 15mila fiori bianchi per dargli un effetto natalizio anche quando è spento. L'allestimento terminerà il 7 gennaio 2008 quando l'abete ritornerà in Trentino e sarà utilizzato per mobili e costruzioni.

Curiosità: l'immagine dell'albero (specialmente sempreverde) come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, probabilmente, in seguito assimilato dal Cristianesimo. La tradizione di ornare un albero sempreverde in occasione del Natale è invece sicuramente originaria della Germania, dove gli abitanti erano soliti addobbare le querce con pietre colorate che, col passare del tempo, vennero sostituite con ghirlande di fiori, nastri e frutti colorati. Fra i primi riferimenti storici alla tradizione abbiamo una cronaca di Brema del 1570, secondo cui un albero veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. La città di Riga si proclama invece la sede del primo albero di Natale della storia: una targa scritta in otto lingue testimonia che il "primo albero di capodanno" fu addobbato nella città nel 1510. Per molto tempo, la tradizione dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord del Reno.
Furono gli ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, a contribuire alla sua diffusione negli anni successivi. Questa usanza venne sempre più collegata alla festività del Natale al punto che si finì per sostituire le querce con gli abeti in quanto, la loro forma triangolare poteva simboleggiare la Santissima Trinità.
A Vienna l'albero di Natale apparve nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, ed in Francia nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orleans.
In Italia si diffonde rapidamente a partire dagli anni Cinquanta.