29 novembre 2007

"Come tu mi vuoi": essere o apparire?






Latina. Cinema del Corso.
Fila al botteghino allucinante…i mercoledì a 4 euro sono evidentemente manna dal cielo per i nostri portafogli bistrattati.
L’intento è quello di riuscire ad accaparrasi la sala 3. Non resisto, la mia anima da calabro-allergicoallefile viene fuori prepotentemente e in un batter di ciglia mascarate delle orde di teenagers presenti e accalcate, riesco a guadagnare con incommensurabile FDC (facciadic**o) l’attenzione del bigliettaio (si chiama cosi?).
Sala 3 piena zeppa. Incitato dai miei amici (rimasti mooooooooolto indietro) sono costretto a ripiegare sulla sala 2: “Come tu mi vuoi”. E va bene…non ho scelta.
La sala è ripiena di mascarate e glitterate (ecco DOVE andavano!) e sopra le loro teste fluttua una nuvola pregna di ormoni che si sente distintamente nell’aria.

Qualche minuto e inizia la pellicola.
Intendiamoci subito, “Come tu mi vuoi” è una commedia che giustamente è inserita nel recente e fortunato filone giovanilistico (vedi “3metri sopra il cielo”, “Notte prima degli esami” Ieri & Oggi), che ha dato qualche soddisfazione e ha permesso di lanciare le carriere della nuova generazione di attori di belle speranze.
Gli elementi ci sono tutti, a partire dai protagonisti assoluti:
Cristiana Capotondi e Nicolas Vaporidis, la neo-coppia d'oro del cinema italiano che si riconferma dopo i fasti del già citato film-fenomeno “Notte prima…”. Aggiungete anche il debutto ufficiale da regista di Volfango De Biasi, giovane autore segnalatosi nel 2004 con “Matti per il calcio”.

L’idea alla base del film diciamo che non è originalissima ma neanche tanto scontata o facile da sviluppare: l'analisi generazionale dei 25-30enni infarcita di discorsi sulle ipocrisie circa l'ideale contemporaneo della donna affetta dal “complesso della velina” e sulla vacuità di certi stili di vita non proprio ortodossi. Un viaggio nella “piramide sociale” (nominata dalla protagonista), tra invidie, involuzioni ed evoluzioni. Elementi spiazzanti che naturalmente vengono presentati con una confezione patinata e un molto furbetta, anche se va detto che "Come tu mi vuoi" si discosta leggermente dal turpiloquio e dalla sconnessione tipica di certe commedie simili.

De Biasi racconta così la storia di Giada (interpretata da una bravissima Cristiana Capotondi), una studentessa modello di Scienze della Comunicazione, in purissimo stile Ugly Betty: look sfigato con maglioncino di lana della nonna, occhialoni da miope, molto sciatta, brufolosa ma determinata e molto intelligente. Il dilemma che la assale è quello antico, ma sempre attuale, come il cucco: essere o apparire? La sua vita però è destinata a cambiare quando un giorno, in un'aula d'esame all'università, conosce Riccardo (Nicolas Vaporidis), il classico ragazzo viziato e belloccio, tipico prodotto moderno dei quartieri alti, tutto muscoli, moda e qualunquismo.
Due mondi esattamente all’opposto che entrano in rotta di collisione. Ma non finisce mica qui! Giada, costretta a trovare dei lavoretti per mantenersi, si ritroverà a dare ripetizioni proprio a Riccardo. Tra i due scocca la scintilla di un amore impossibile tanto che Giada capisce che Riccardo si vergogna di lei, che non la considera degna di entrare nel suo mondo. Pur di riconquistarlo, arriverà a rinnegare i propri ideali, cambierà modo di essere, di vedere e di pensare (proprio come la vuole lui e la società) in un risultato scontatissimo che purtroppo affoga in una smisurata quantità di stereotipi-macchietta, appena accennati all’inizio.

Il risultato è che tutte le tesi coraggiosamente messe in gioco finiscono per diventare troppo didascaliche e decisamente note anche se alcune scene forti mostrano, oltre che raccontarli, anche i mali di questo mondo. Il racconto di certi scontri finisce con l'essere inevitabilmente banale, soprattutto se lambisce ambiti moralistici. Forse sono proprio le situazioni estreme, i personaggi troppo sopra le righe e alcune battute maschiliste a rendere il film privo di serie intenzioni, con non poca ruffianeria. O forse anche perché testi e ruoli non possono che limitare e limitarsi alla cornice che li definisce.
Numerose scene e battute riescono comunque a strappare qualche sincero sorriso, specialmente nella prima parte del film, grazie ad una convincente Capotondi che riesce a caratterizzare ottimamente la versione “bruttina” di Giada. Un personaggio indubbiamente impegnativo anche a livello di trucco che ha richiesto oltre due ore di preparazione tra bolle finte, un apparecchio per incicciottire le guance, tubi di plastica nel naso per farlo più rotondo e una mezza nuca grigiastra. Deludente invece il tanto osannato Vaporidis (ma che c’avrà di bello????), che abbandona il cliché del bravo ragazzo ma non convince in questa recitazione piuttosto pigra e incolore (stendiamo un velo PIETOSISSIMO sul Vaporidis versione Tony Manero...).
La vera rivelazione del film sembra invece essere Elisa Di Eusanio (Sara, coinquilina di Giada) che debutta in questo film ma arriva direttamente dal teatro. Il suo personaggio è davvero molto spiritoso e numerose battute convincenti sono sue!

Concludendo, le iniziali premesse dell’intera operazione ci sono tutte ma prendono pieghe scontate e troppo moralistiche ma in fondo va detto che “Come tu mi vuoi” ha una riuscita decisamente sopra la media… l’intento del regista di “realizzare una commedia che con il sorriso possa far riflettere” è in parte mantenuta. Il debutto al primo posto degli incassi cinematografici dei primi giorni, ad oltre 2,1 milioni di euro, potrebbe esserne la conferma. Sarà per la morale giovanilistica o la fiaba del brutto anatroccolo che si trasforma in cigno...ma poi ritratta?
Ugly Betty docet.

Il mio voto: 6


"Come tu mi vuoi", trailer uficciale:

28 novembre 2007

"Doodlez" Project

Doodlez è una simpaticissima serie animata canadese che ho scoperto per caso spulciando sul maremagnum di YouTube.
Protagonista degli episodi “shorts” di circa 2 minuti è Dood, un innocente, piccolo ma poco disponibile omino che nasce dallo schizzo del suo creatore: una mano con una matita. L’ originalità al cuore di Doodlez è proprio l’ innovatore "motore di animazione" che permette all’animatore un ruolo attivo della “mano” che interagisce in tempo reale con Dood ed il suo mondo.
Ogni avventura comincia da una pagina bianca dalla quale il nostro eroe è subito disegnato in azione. Alcuni colpi di matita della mano e il mondo di Dood cambia di minuto in minuto, creando delle avventure tragicomiche spiritose, creative e molto fantasiose. Dood è così in completa balia dell’umore imprevedibile della sua mano-creatrice.

La serie è completamente creata con la tecnica di animazione digitale in 2D generata con l’uso massiccio del software “Flash”. Inizialmente è stata prodotta, nel 2001, per la televisione dalla “Cellar Door Productions” e animata dalla “Trapeze Animation Studios Ltd”. Attualmente i corti vanno in onda su “TeleTOON” in Canada e “Nicktoons Network” in Usa. Ma si sta diffondendo anche nel resto del mondo, così come sta invadendo il web.
Geniale creatore “director/writer” di Dood è il simpaticissimo Campbell MacKinlay, un omone che sembra egli stesso un cartone vivente e che ha inizialmente utilizzato Doodlez come esperimento per sondare alcune tecniche di animazione e apportare migliorie al flash e al suo rilancio. Molti sono gli artisti che attendevano da molto tempo un aggiornamento degno che mettesse a fuoco i propri bisogni tecnico-creativi. Ed il progetto Doodlez è sicuramente un modo degno e celebrativo.

A seguire alcuni storici corti del mitico Dood, che trovate a decine su YouTube digitanto semplicemente Doodlez.








26 novembre 2007

Musica: autostop per Natale

A poco più di un mese da Natale, grandi sono i movimenti che stanno avvenendo nella discografia musicale dei grandi numeri, dei grandi nomi e delle grandi produzioni, che sta sfornando un bel numero di nuovi progetti, alcuni mastodontici e altri segnati da ritorni più o meno attesi. Ma le vere “novità” si contano sulle dita di una mano se teniamo conto di alcuni scongelamenti e dei soliti triti e ritriti greatest hits in confezione doppia (ma anche tripla e quadrupla) in un comodo e precofenzionato packaging natalizio (per la serie prendi 3mila dischi al prezzo di uno e hai la discografia completa di tizio e caio).

Se dobbiamo parlare di “scongelamenti” doc è quasi impossibile non parlare del ritorno in pompa magna delle ex-ragazze speziate: le Spice Girls. È infatti uscito da qualche settimana l’attesissimo singolo, che ha già infestato ogni possibile canale musicale, ed è stato accompagnato da un videoclip molto cool e molto contestato visto le mise molto sexy e iperscosciate. Le nuove fab-five pare abbiano attaccato definitivamente al chiodo i zatteroni, proponendo un immagine molto più matura, chiccosa e patinata (d’altronde oramai hanno tutte una certa età…). Onestamente mi aspettavo un ritorno molto più…saporito…con una nuova “Wannabe”, ad esempio. Una conferma è data dal fatto che "Headlines" si sarebbe rivelato un flop: finora il singolo inedito avrebbe venduto solo 5278 copie nella prima settimana, riuscendo a malapena a entrare nella top ten inglese. Ma forse dobbiamo aspettare di ascoltare interamente il loro faticosissimo ultimo album da reunion (scritto da mezzo mondo tranne che da loro personalmente!) per dare almeno la sufficienza all’ennesima e malcelata operazione PRETTAMENTE commerciale.

Uscito invece da qualche settimana "As I Am", il terzo album in studio dell'incontrastata regina mondiale del new soul, Alicia Keys. A due anni e mezzo di distanza dal precedente successo "The Diary of Alicia Keys", la magnifica cantante riafferma la sua eccezionale poliedricità e stile con riferimenti chiari al soul più fresco e moderno così come al jazz, all'hip hop e alla musica classica. Il suo nuovo album pare che sarò nuovamente ricco di sonorità moderne ma anche a dei sound tipici delle atmosfere anni ‘70. È prevista anche una versione deluxe dell'album contente un DVD di una performance dal vivo del suo ultimo concerto, il making of delle sessioni in studio durante la registrazione dell'album e del video di "No One".
Il primo singolo di lancio è appunto "No One", un inno alla felicità e alla pace che conferma la sensibilità musicale di Alicia ed il suo innato talento. Scritta, come la maggior parte delle canzoni dell’album, da Alicia stessa, che è anche coproduttrice, per un risultato generale che porterà sicuramente nuovi successi alla sua sfolgorante carriera. E lei diventa anche sempre più bella! E la bellezza genuina, si sa, non guasta mai.

È tornato sul mercato discografico anche Eros Ramazzotti col nuovo album, “E2”, cioè Eros al quadrato, anticipato dal singolo “Non siamo soli” in duetto con il redivivo Ricky Martin, che sta spopolando in tutte le radio. L’album è in realtà un greatest hits che arriva a dieci anni dall’uscita della prima raccolta di successi (“Eros”, 1997) e a due anni dall’ultimo album di inediti (“Calma apparente”, 2005), “E2” è un album doppio che raccoglie il meglio della produzione artistica di Ramazzotti: il primo disco contiene ben 4 inediti e 14 hit in versione originale rimasterizzate ed alcune rivisitate per l’occasione, il secondo disco invece comprende 17 hit rivisitate da grandi artisti del panorama musicale italiano e internazionale. Il primo singolo inedito è per l’appunto “Non siamo soli”, immerso in una atmosfera dove riecheggia il classico e famosissimo stile “reggaeton”, che spopola da sempre in america latina. Un ottima mossa che farà sicuramente lievitare le vendite di questa sfavillante antologia celebrativala dalla qualità notevole. Una strenna di Natale da regalare o regalarsi per tutti i fans, e non, del celebre cantante col broncio.

Atteso e insperato ritorno sulla scena musicale italiana anche per una delle migliori interpreti italiane del panorama musicale attuale: Giorgia. Risale infatti a ben quattro anni fa l´ultimo suo album di studio, "Ladra di vento", inframezzato dall’ “MTV Unplugged” di due anni fa.
Il decimo album della grande artista, uscito da poco, s'intitola ironicamente "Stonata", un titolo paradossale che quasi prende in giro le enormi potenzialità vocali di Giorgia. L’album è trainato dal buon singolo "Parlo con te", che avrete sicuramente ascoltato in tutte le radio…anche perchè è difficile non rimanere rapiti dal raffinato pezzo che si snoda su una accorata e magistrale richiesta di ascolto che mette in mostra la rinnovata vena creativa dell´artista romana. L’album, ai primissimi ascolti, rende partecipi ancora una volta di una voce calda, pulita e suadente…inoltre una bella sorpresa è il duetto con sua maestosità Mina nel pezzo "Poche parole"! Un avvenimento rarissimo che sta suscitando tante curiosità…visto che è la prima volta che la Tigre di Cremona canta insieme a una collega della canzone italiana. Intanto il primo appuntamento del tour è già fissato: 12 dicembre al Palapartenope di Napoli.


Ritorno anche per Luciano Ligabue che pubblica la prima parte del suo Best of intitolato “Primo Tempo” che ripercorre la carriera del rocker di Correggio dal disco d'esordio "Ligabue" (1990) a ''Buon compleanno Elvis'' (1995).
Il singolo inedito di lancio è il quasi tormentone “Niente paura”. Il disco avrà quindi un seguito il prossimo anno con l’uscita a maggio del disco “LIGABUE – SECONDO TEMPO” (con altri brani inediti).
Stesso identico discorso per Andrea Bocelli (con lo splendido “The best of – Vivere” che riassume ben 14 anni di carriera ), Fiorella Mannoia (“Canzoni nel tempo”), Luca Carboni (con la megaraccoltala intitolata “Una rosa per te”) e la Gianna nazionale appena uscita con il doppio album dal titolo “Giannabest”. Il meglio del meglio della produzione della Nannini che è in grande rispolvero di popolarità e creatività. Singolo di lancio è “Suicidio d’amore” che tenta di ricreare il clima e l’atmosfera di “Sei nell’anima”: risultato raggiunto in parte. Ma il doppio album è da avere assolutamente. Altra ottima strenna natalizia.

Ritorno, questa volta inedito (per fortuna), di Adriano Celentano che, a distanza di tre anni da ''C'è sempre un motivo'', pubblica il 23 Novembre un nuovo lavoro dal titolo ispiratissimo: “Dormi amore, la situazione non è buona”. Il singolo di lancio è la formidabile “Hai Bucato La Mia Vita”, della premiata e inedita ditta Bella-Mogol, già in airplay radiofonico. Autoprodotto sempre col Clan Celentano, il nuovo album propone una lunga serie di collaborazioni che spaziano dal duo Bella-Mogol a Carmen Consoli, Jovanotti, Tricarico e Neffa. Il Molleggiato ha aggiunto anche una piccola perla: il brano inedito ''Ragazzo del Sud'', composto da Domenico Modugno sul tema di immigrati ed emarginati.. L'originalissima copertina dell'album è del pittore Wainer Vaccari. Qualcuno mi sveli anche il mistero del perché ogni volta che esce un nuovo lavoro discografico di Celentano…parte in contemporanea il programma “evento” in Rai.
Le vie della promozione sono infinite.


Dopo la maternità e l’infinito e trionfale “pellegrinaggio” a Las Vegas per il suo spettacolo/musical “A New Day..”, torna, a distanza di quattro anni da “One Heart”, l’usignolo del Quebec: Celine Dion!
Uscito da poco il suo nuovo album di inediti, “Taking Chances”; un lavoro entusiasmante e cantato, come sempre, col cuore tra le mani, da un artista che mai nella sua carriera, ha sbagliato un colpo.Incredibile lo stato di salute delle corde vocali di Celine, che questa volta vira decisamente ad un approccio piu’ rock al disco sempre comunque con un insostituibile andamento pop/melodico.
La produzione è, come sempre, di livello incredibilmente impeccabile grazie ad una valanga di ospiti e tecini specializzati.
In questi giorni stò ascoltando bene l’album…e i pezzi sono da paura! Dalla conturbante “Surprise Surprise” alla magnifica “Fade Away”, una straripante rock song che trasuda melodia da tutti i pori.
La scoperta continua…




ClipGallery:

Alicia Keys, "No one":


Eros Ramazzotti feat. Ricky Martin, "Non siamo soli":


Giorgia, "Parlo con te":


Ligabue, "Niente paura":


Gianna Nannini, "Suicidio d'amore":


Adriano Celentano, "Hai bucato la mia vita":


Celine Dion, un assaggio di tutte le tracce da "Taking Chances":

23 novembre 2007

Party con delitto: indovina chi muore a cena!

I Weekend con Delitto sono la nuova frontiera del divertimento e stanno riscuotendo un grande successo in Italia tanto che si moltiplicano le offerte. Sono l’ideale per chi ama la letteratura in giallo, la recitazione o semplicemente per chi vuole conoscere nuovi amici ed interrompere la routine della vita stressante in città.
Ma cosa sono esattamente e come si svolgono?

In una splendida location (tipicamente un agriturismo o un hotel di campagna) molto rilassante, è l'aperitivo del venerdì sera ad aprire il Weekend con Delitto. Immersi in una atmosfera coinvolgente, fra divani, poltrone, cassapanche, cuscini, tende drappeggiate ed un tenue sottofondo di musica jazz degno dei migliori circoli culturali inglesi, tutti gli ospiti si ritrovano e fanno conoscenza. Subito dopo, alla presenza del Direttore di Gioco, sono convocati per interpretare in prima persona i personaggi di un misterioso "giallo", vengono esposte le regole del gioco ed è a questo punto che avviene il primo omicidio!!! Gli ospiti vengono così divisi in squadre investigative e da questo momento in poi gli eventi si susseguono con ritmo incalzante, ora dopo ora, e gli ospiti devono investigare, trovare gli indizi, interrogare i sospetti tra colpi di scena, delitti, telefonate inattese, indizi reali, sopralluoghi in case, appartamenti e zone vicine.
Sulla base di indizi e di fatti che accadranno per tutta la durata del weekend, ogni squadra dovrà arrivare ad una soluzione dell’intreccio proposto per risolvere il "caso".
Solitamente si gioca durante e dopo la cena per poi concedersi un meritato riposo. Il sabato si riprende intorno alle 10,30 e fra omicidi, falsi e veri indizi, perquisizioni, inchieste della polizia locale si arriva fino al gran finale del dopocena dove ogni squadra espone le sue brillanti deduzioni. La soluzione giusta è una sola e verrà perciò premiata la squadra che più si avvicina alla verità, e che ha saputo esporla nella maniera più divertente. Le nomination premieranno il lavoro di gruppo, la logica, l’intuizione come in una piccola notte degli Oscar. Alla fine il conduttore racconterà la vera storia da cui è stato tratto il format di quel week-end.

I Week-end con delitto nascono dai “murder parties” che sono stati ideati e condotti esattamente in Inghilterra, per la prima volta, nientepopòdimenoche dall’indimenticabile Regina del Giallo: sua Maestosità Agata Christie (che io ADORO!!!). Pensate che, sempre in Inghilterra, si svolge ancora oggi, ogni fine settimana, nell’albergo dove lei stessa ne era stata l’inventrice, alla fine degli anni ’20. Il Murder Party si è poi diffuso in tutto il mondo e la sua formula "casalinga" è ovunque sempre la stessa: come abbiamo già visto, solitamente un organizzatore convoca degli amici per una "serata gialla". Al loro arrivo assegna un breve copione dove è descritto il profilo del personaggio interpretato e gli obiettivi da raggiungere. Quasi sempre il tutto si svolge dopo o durante una cena a tema.
I romanzi usati, che sono alla base del week-end con delitto, sono principalmente quelli della stessa Agatha Christie, grazie alla loro grande varietà e numero e anche perché ancora oggi sono molto attuali e quindi molto ben attuabili.

A differenza di qualsiasi altro spettacolo in giallo i Weekend con Delitto danno ad ogni partecipante un ruolo attivo, senza comparse, senza attori proprio come nel gioco condotto dalla grande scrittrice. Si tratta dunque del più classico gioco di ruolo che è stato riproposto in Italia a partire dal 1996, nella casa originale dei delitti: il relais Torre Santa Flora (costituita da un’imperiosa torre e un’antica villa del XII° secolo), nel cuore della Toscana più segreta, tra Chianti e Casentino. Le offerte su internet abbondano e ce ne sono per tutte le tasche (anche se non trovate meno di 250 euro a capoccia…i delitti costano!).

Perciò se siete un bel gruppo di amici, volete gustare una menù tipico, passare un weekend insolito in posti favolosi e sentire emozioni d’altri tempi regalate da una dimensione realistica…partecipate pure alla vostra cena con Delitto. Sarà u
na full immersion nel "giallo" divertente e appassionante che vi trasformerà in provette Jessica Fletcher e nuovi Hercule Poirot.
O anche in più modesti piccoli Detective Conan. Fate voi.


21 novembre 2007

"Iad": la web-malattia del nuovo Secolo

Si chiama “Internet addiction disorder" (Iad) ed è un disturbo ossessivo-compulsivo, una sorta di web-dipendenza che è stata definita, da psicologi, psichiatri e specialisti, come una vera e propria malattia del secolo. E’ il “mal di Internet” che si traduce in “trance dissociativa da videoterminale” (una patologia del tutto nuova che scatta con l’utilizzo prolungato del mezzo informatico) e legata alla “pc-dipendenza”, “email-dipendenza” e “videogame-dipendenza”: questi i sintomi che identificano i disturbi psichiatrici del ventunesimo secolo. Parola di esperti!

La sindrome Iad colpisce un numero sempre più alto di appassionati del web, una seria minaccia per la salute mentale che giunge così direttamente dal mondo della tecnologia. Alcuni di questi disturbi discendono dai processi proiettivi e identificativi che si mettono in atto quando si viaggia a lungo in dimensioni “parallele” rispetto alla realtà.
Dinamiche facilitate dalla costruzione ad hoc di alter ego virtuali, gli avatar, oppure dall’immedesimazione con i diversi personaggi che popolano il web: uno su tutti il mondo di Second Life che accentuerebbe il senso di onnipotenza (dovuta all’assenza di limiti anagrafici, geografici, contestuali) in soggetti mentalmente disturbati e che potrebbero commettere atti pericolosi nella vita reale.

I disturbi legati alla Rete stanno colpendo navigatori di Paesi e culture diverse, in Europa, Asia e Stati Uniti. Ed è proprio il popolo del Sol Levante uno dei primi a correre ai ripari: l'internet addiction in Corea del Sud è infatti diventata una reale piaga sociale. E naturalmente non è una coincidenza, infatti la Corea del Sud è tra i più avanzati nella connessione a internet, presente addirittura nel 90% delle abitazioni.
Ahn Dong-Hyun, psichiatra infantile dell'università Hanyang di Seoul, afferma che fino al 30% dei sudcoreani che hanno un'età inferiore ai 18 anni, dunque 2,4 milioni di persone, sono affetti dalla sindrome
, e trascorrono almeno due ore al giorno online, normalmente chattando o giocando su internet.
Così, per curare i drogati da internet
è stato lanciato, la scorsa estate, il primo "boot camp" (letteralmente campo di addestramento) che è stato chiamato "Internet rescue camp": un campo di training per salvarsi dal web, una vera e propria casa di cura, la prima nel paese ma probabilmente anche nel mondo intero. L'istituto è stato costruito nella cittadina di Mokcheon e ospita giovani sudcoreani: il campo offre attività all'aperto ispirate alla vita militare, sessioni di gruppo e vari tipi di terapie.
Il successo è stato tale che il governo di Seoul ha lanciato così un nuovo network di 140 centri di aiuto, oltre ai programmi di trattamento presenti in quasi 100 ospedali.

I disordini psichiatrici collegati a internet non hanno comunque risparmiato altri paesi, come Taiwan e la Cina, che hanno riportato gli stessi episodi. Stesso discorso negli Stati Uniti, dove gli psichiatra hanno stimato a nove milioni il numero di americani che soffrono di "utilizzo patologico di computer
".
Gli studiosi degli States si sono concentrati sull’esistenza di fattori di rischio che potrebbero portare a stati psico-patologici gravi anche se alla fine la vera discriminante è senz’altro il numero di ore trascorse davanti al computer e naturalmente il tipo di web-esperienza diversa da caso a caso.

Lo studio della Iad ha permesso di sviluppare delle scale psico-diagnostiche per il grado di dipendenza e di astinenza dall’utilizzo del computer. Volete perciò sapere se siete davvero dipendenti o state precipitando rapidamente nella dipendenza da Internet?
Collegatevi al sito della" Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive", tramite il link che segue, per scoprire qual è il vostro rapporto con internet e valutare il vostro livello di dipendenza nonché il danno che l' uso di Internet potrebbe portare alla vostra vita.
Poi non dite che Mimmo non vi ha avvisato! ;)


20 novembre 2007

Intervista doppia: Angiolini VS Renga

Nuova puntata delle “Interviste Doppie” de “Le Iene” con protagonista una coppia molto nota: Ambra Angiolini e Francesco Renga.
Entrambi sono ultimamente ri-tornati e ri-saliti, per vie diverse, agli onori di cronaca e spettacolo con un discreto successo di pubblico e di critica.
Ma andiamo con ordine e iniziamo dalla ex-lolita-reginetta della tv degli anni 90: Ambra Angiolini. Conosciuta più semplicemente come Ambra, nasce a Roma il 22 aprile del 1977. La sua è una vita segnata subito dalla grande popolarità regalatagli dal suo debutto televisivo del 1992 nella seconda edizione del programma cult mediaset “Non è la RAI”, ideato e diretto dal suo pigmalione, Gianni Boncompagni. Ambra, a soli 15 anni, riesce così a spiccare in mezzo alle decine di ragazze che partecipano alla trasmissione per poi diventare la più amata e presente a buona parte dello show e addirittura a condurre le ultime due edizioni del programma.
Nel 1994 la consacrazione: appena diciassettenne vince il Telegatto come Personaggio rivelazione dell'anno. Il fenomeno Ambra invade il campo della musica con l'album e l’omonimo singolo “T'appartengo”, che vende oltre 400.000 copie in Italia e nei paesi latini e riuscirà a vincere tre Dischi di platino e 1 Disco d'oro. Il seguente tour registra sold-out in tutte le date. Escono numerosi libri su di lei, come "Voglio sposare Ambra".

Il successo sembra oramai scontato per Ambra ma i fan crescono, cambiano i miti, i riferimenti e le stesse esigenze personali della ex-lolita acqua e sapone. Inizia così a studiare seriamente e nel 2000 svolta la sua carriera con il debutto a teatro con la commedia “I Menecmi di Plauto”, che la vede in giro per tutta la Sicilia. Inizia a ricevere ottime critiche ed in seguito riceve degli importanti premi come attrice teatrale rivelazione dell'anno 2000. Nello stesso periodo diventa anche conduttrice di diversi programmi radiofonici di successo.

Ambra torna in Rai nel 2006, per condurre “Dammi il tempo” in seconda serata. Ma la vera svolta arriva qualche mese dopo con l’inizio delle riprese del nuovo film di Ferzan OzpetekSaturno Contro”, dove interpreta il ruolo della cocainomane Roberta e segna così il suo debutto ufficiale sul grande schermo. Il film, uscito nei primi mesi del 2007, riscuote un ottimo successo di pubblico ma non solo: la critica finalmente pare piacevolmente colpita dall'interpretazione di Ambra e ciò gli permette di vincere il Nastro d'argento, un David di Donatello e un Ciak d'oro come miglior attrice non protagonista e come miglior rivelazione. In estate è la discussa madrina del Festival del Cinema di Venezia.

Attualmente Ambra ha iniziato le riprese del nuovo film di Cristina Comencini ed è inoltre previsto il suo ritorno a teatro con lo spettacolo "Smetti di piangere Penelope", insieme a Vanessa Incontrada e Amanda Sandrelli. Mentre per la tv è prevista la conduzione di un programma, ancora da definire, su MTV.
---------------------------------------

Francesco Renga nasce a Udine il 12 giugno 1968 e fin da giovanissimo coltiva la passione per il bel canto e la musica. Ha solo sedici anni quando fonda con alcuni amici il suo gruppo musicale. Ma fatale sarà il suo primo concorso fra band bresciane dove conosce gli allora sconosciuti "Precious Time", poi diventati "Timoria". Fra la giovane band bresciana e il cantante in erba scocca il feeling e Francesco si trasferisce da loro. Una scelta che permette a Renga di sviluppare il suo talento artistico per i successivi tredici anni di militanza nella band che riesce far breccia e tendenza nei giovani grazie anche alle decine di concerti in giro per l’Europa.
Alla fine del 1998 Renga lascia i Timoria e ritorna sulle scene musicali da solista nel 2000 con l’album omonimo "Francesco Renga" che però non rivela ancora del tutto le potenzialità del cantautore bresciano. Il successo però non tarda a giungere ed esplode l'anno dopo, con la partecipazione a Sanremo con il pezzo "Raccontami" che gli vale il Premio della Critica.
"Tracce", il disco della definitiva affermazione come solista presso il pubblico, esce nel 2002 contemporaneamente alla sua nuova partecipazione a Sanremo con la bellissima "Tracce di Te".

La pubblicazione del nuovo e terzo lavoro del cantautore, ‘Camere Con Vista’ è anticipato dal singolo “Ci Sarai”. L’album è uno sguardo introspettivo sincero e autobiografico. Francesco stupisce però ancora una volta tutti quanti, quando vince la 55ma edizione del Festival di Sanremo (sempre nel 2005) con l’ispiratissima "Angelo" che rimane al primo posto delle classifiche radiofoniche e di vendita per diverso tempo.

Il 2007 segna il ritorno per il cantautore italiano che pubblica il suo quarto album: "Ferro e cartone", già in testa alle classifiche. Ma Francesco presenta anche un nuovo modo di comunicare a 360° con la simultanea pubblicazione del suo primo libro, “Come mi viene”, in cui prova a raccontarsi «senza faccia, senza voce e senza capelli».

Sicuramente Ambra e Francesco stanno attraversando uno dei migliori periodi della loro vita in un felice rapporto ormai consolidato da due figli, Jolanda e Leonardo, che adorano.
A seguire la vecchia, ma valida, intervista doppia delle Iene.





http://digilander.libero.it/AmbraAngiolini/
http://www.francescorenga.it/

11 novembre 2007

"Bidplaza": arriva l'asta pazza!


Bidplaza è la nuova piattaforma di origine scandinava che stata lanciata in Italia da una ventina di giorni e che sta già scatenando la corsa alla registrazione ed un conseguente clamore che va di pari passo col suo successo.

Il suo funzionamento è semplice quanto geniale: una volta registrati, si accede a questa sorta di sito "d'aste" e l'utente può formulare la propria offerta, che costa ognuna 2 euro e viene scalata da un conto prepagato e deve essere precisa al centesimo. Questo perché alla fine vince proprio chi ha proposto da solo l'importo inferiore: se pure qualcun altro dovesse aver offerto di meno ma non essere l'unico ad aver indicato una certa cifra, l'aggiudicazione sarebbe a favore dell'offerta maggiore ma univoca. Una volta fatta la prima "puntata", l'utente riceve un "pacchetto d'informazioni" che lo mette a conoscenza se essa è la più bassa o meno. In questo modo può sapere se gli restano probabilità di vittoria (ovviamente non sono mai comunicate l'offerta più bassa corrente né quelle degli avversari) e regolarsi per eventuali ulteriori offerte. Vincerà chi fa l’offerta “unica”...più bassa! Naturalmente è nella responsabilità dell'utente trovare la strategia giusta e il livello d'investimento da fare su ogni oggetto. Ma è su un alto numero di partecipazioni pagate alle singole aste che verosimilmente, infatti, puntano i gestori del sito, così da compensare il ridotto introito dovuto all'aggiudicazione al prezzo più contenuto.
Un sistema che è praticamente l'esatto contrario del popolarissimo Ebay. Unica regola, quindi è che l'offerta che fate non deve essere stata assolutamente fatta da nessun altro, altrimenti potete dire addio all'oggetto messo in vendita. C'è, naturalmente, chi si è aggiudicato immobili ed autovetture. Lo testimoniano le aste già chiuse che vedono, fra gli altri, uno svedese che ha comprato casa per 570 euro, o un altro iscritto che si è portato via una Porsche per soli 219 euro.

Bidplaza viene fondato nella primavera del 2006, quando furono coinvolti finanziatori esterni per rafforzare la società e consentire al sito di offrire tutto ciò che offre oggi. Questo sistema che permette agli utenti di mettere e comprare all’asta oggetti che vengono aggiudicati al minor offerente, è un concetto di intrattenimento on-line, molto diffuso nel Regno Unito, che esiste già da qualche anno ed è considerato un servizio di aste e non una lotteria. Gestito da Bidplaza UK Ltd. (la sede della società è a Londra), Bidplaza attualmente ha migliaia di soci che aumentano di mese in mese. Il sito punta a diventare il leader mondiali delle aste al minor offerente. Per questo, in futuro, dopo l’Italia la prospettiva di Bidplaza è di continuare a crescere in altri paesi europei come la Francia, la Spagna, la Turchia e in un secondo tempo l’America.

Le offerte unificate in tutta Europa facilitano la messa all’asta di oggetti di più alto valore. Allo stesso tempo però ad oggi la maggior parte dei beni messi all’asta sono in esclusiva per l’Italia. Ogni giorno viene garantita almeno un asta dedicata a residenti italiani. Basti pensare che ad oggi ben 8 Italiani si sono già aggiudicati 8 oggetti.
Ma alla fine, dovendo puntare con un pizzico d'azzardo più che regolarsi sulle azioni dei concorrenti, si tratta di un sito d'aste o di scommesse?
Sarà per questo che tra le risposte alla domande più frequenti c'è scritto: "Il sistema di asta al ribasso dove si aggiudica l'offerta unica più bassa non è una lotteria o nessun tipo d'azzardo per la ragione che non ci sono presenti gli elementi di fortuna".

Peccato che il significato dei termini "asta" e "lotteria" sia stato definito già da qualche anno in Italia, a differenza dell'Inghilterra che non vede alcuna differenza.
Inoltre, la palese dimostrazione che non si tratta di un'asta è scritta proprio in una delle faq del sito: "Una volta aggiudicato il bene (...) non esiste alcun obbligo di acquisto." Perciò... lo scopo ultimo è unicamente spremere chi offre, ogni volta, una cifra a suon di 2 Euro.

Quindi, cari miei, se una sera di queste davanti al bar dell'aperitivo il vostro amico si presenta con una nuova e mitica nuova 500 Fiat Sport(uno dei più ghiotti premi attualmente all''asta) da 16.000 euro e vi dicesse di aver pagato il piccolo gioeiellino appena 10 euro...non chiamate la polizia o la neuro.