31 gennaio 2008

"A te" : il piccolo capolavoro di Lorenzo!

In attesa di recensirvi il nuovo album di inediti del redivivo Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, vorrei postarvi un pezzo che fa parte di questo ultimo lavoro, "Safari", già numero uno dei dischi più venduti e numero uno tra quelli più scaricati dalla rete.
Il brano che mi ha incredibilmente stregato e colpito iperpositivamente si intitola “A te” ed è uno dei pezzi migliori dell'album oltre che, a parer mio, una delle più belle canzoni d’amore degli ultimi anni. Il testo è molto semplice ma estremamente sincero, toccante e ispirato, la musica perfetta si intreccia con il resto delle parole e la tipica voce di Lorenzo che quasi recita il testo, e si conclude con un magnifico coro d’archi. Io la trovo una canzone da BRIVIDI! Bravo Lorenzo!
A seguire il testo e un video amatoriale pescato da YouTube, dove potete trovare altri “montaggi”…visto che se ne sono accorti in tantissimi di questa piccola perla musicale.
Voi cosa ne pensate?


"A te", video amatoriale:


"A te"
tratto da "Safari", il nuovo album di Lorenzo (Jovanotti) Cherubini

A te che sei l'unica al mondo,

l'unica ragione per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro...

Quando ti guardo dopo un giorno pieno di parole

senza che tu mi dica niente tutto si fa chiaro...

A te che mi hai trovato all'angolo coi pugni chiusi,
con le mie spalle contro il muro pronto a difendermi,
con gli occhi bassi stavo in file con i disillusi...
Tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te...
A te io canto una canzone perchè non ho altro, niente di meglio da offrirti...
Di tutto quello che ho prendi il mio tempo e la magia
che con un solo salto ci fa volare dentro all'aria come bollicine...
A te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...

A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande...
A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più...
A te che hai dato senso al tempo senza mai misurarlo...
A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore...
A te che io ti ho visto piangere nella mia mano,
fragile che potevo ucciderti stringendoti un po'...
E poi ti ho visto con la forza di un aereoplano prendere
in mano la tua vita e trascinarla in salvo...
A te che mi hai insegnato i sogni e l'arte dell'avventura...
A te che credi nel coraggiom e anche nella paura...
A te che sei la miglior cosa che mi sia successa...
A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa...
A te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia,
le forze della natura si concentrano in te che sei una roccia,
sei una pianta, sei un uragano, sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano...
A te che sei l'unica amica che io possa avere, l'unico amore che vorrei
se io non ti avessi con me... A te che hai reso la mia vita bella da morire,
che riesci a render la fatica un immenso piacere...
A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande...
A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più...
A te che hai dato senso al tempo senza mai misurarlo...
A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore...
A te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
A te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei, sostanza dei giorni miei...

30 gennaio 2008

Effetto Cuccarini: il ritorno di Lorella

Sembra di essere tornati agli anni d'oro di "Odiens" e i vari "Fantastico"! Ritorna degnamente, e fa parlare di sè, la brava e bella Lorella Cuccarini. Messa parecchio tempo alla berlina da mamma Rai, sebbene con un contratto profumatamente pagato che, stranamente, non gli ha mai permesso di fare alcunchè in tv. Così, firmato un nuovo accordo con Mediaset, la Cuccarini è tornata nella conduzione di uno dei programmi più nazionalpopolari e decrepiti della tv italiana: "La sai l'ultima?". Un ritorno che molti auspicavano da tempo ma forse in altri ambiti...ma poco bene! Lorella ci ha regalato infatti l'ennesima sigla-bomba, "Un Onda D'Amore", una danzereccia e trascinante canzone che ti entra subito in testa grazie alle sonorità latine alla Ricky Martin e al testo orecchiabilissimo, supportato da balletti, coreografie e scenografie in puro stile gran-Varietà dei tempi andati. Scontato forse?
E' da dire, comunque, che rimane un gran piacere rivedere Lorella tornare al ballo e con un look rinnovato e graffiante. Adesso tutti chiedono in coro: Cuccarini al sabato sera con uno show su misura. I tempi sono maturi. Richiamate anche la Parisi e siamoapposto! :)
E voi...che ne pensate? A seguire la nuova sigla della Cucca Nazionale e un vecchio filmato con il meglio delle sue sigle.



Lorella Cuccarini con "Un onda d'amore", la sigla del ritorno:


Lorella Cuccarini, medley-sigle:


http://www.lorellacuccarini.it/

29 gennaio 2008

Parte "Spot!": Carosello & Calimero, premiata ditta!

Voglio inaugurare oggi un nuovo piccolo spazio all’interno di CliccareMimmo: “Spot!” (sopra il logo), ovvero tutto ciò che ruota intorno a quella che viene chiamata l’anima del commercio, sua signoria la Pubblicità. Sarà un angolo dedicato interamente al mondo delle campagne promozionali di ieri e oggi, uno sguardo a 360° che includerà, oltre ai più famosi e creativi spot televisivi, la pubblicità della carta stampata e del web.
Il “reclàme”, in particolare, è riuscito a diventare col passare del tempo oggetto di culto e di studi nel campo della comunicazione. La peculiarità degli spot televisivi è soprattutto temporale: hanno, generalmente, solo trenta secondi ma per loro non è mai stato un limite, semmai una grande sfida. Riuscire a concentrare in questo brevissimo frammento temporale la loro creatività, la loro abilità tecnica, la loro incisività vocale, la loro espressività, simpatia e sensualità è un lavoro dedicato a comunicare un mirato e particolare tipo di messaggio che riesca a colpire lo spettatore e imprimersi nel ricordo della sua mente. Un lavoro che investe quotidianamente tutte quelle persone (creativi, registi, attori, doppiatori…) che dietro le quinte lavorano per portare sugli schermi anche autentici e sorprendenti piccoli capolavori. Ogni volta, dunque, vi proporrò uno spot che arriverà o dal passato o dall’immediato presente, in base a delle caratteristiche particolari che andranno dalla creatività al semplice ma bel ricordo storico di un epoca o di una stagione che fu, cercando ove possibile di arrichire con informazioni e curiosità. Forse sarà troppo esagerato…ma alcune appartengono al patrimonio storico-culturale e sociale dell’Italia. Un esempio lampante?

Proseguite nella lettura della “prima puntata” di "Spot!" e lo scoprirete ;)
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Non potevo inaugurare uno spazio del genere senza ricordare “Carosello”, la storica “trasmissione” che diffuse migliaia di pubblicità e creò decine di personaggi, di macchiette, di modi di dire che sono rimasti nella storia della televisione italiana e, in alcuni casi, del costume e della società. Carosello nacque esattamente il 3 febbraio 1957 alle 20.50 su RAI 1 e terminò nel 1977. Nei suoi vent'anni di vita, gli anni '60 furono decisamente il periodo migliore: grandi personaggi, grandi canzoni, grande divertimento. Ogni scenetta doveva essere approvata da una speciale commissione, dovevano tutte essere in bianco e nero e in 35 millimetri. I limiti pubblicitari imponevano che su due minuti e quindici secondi di ogni Carosello, la reclame del prodotto durasse al massimo trentacinque secondi. Il titolo del programma rievocava un celebre film musicale da poco uscito, “Carosello napoletano”, così come il teatrino costruito sempre sul modello di quelli napoletani, mentre la sigla fu ideata da Luciano Emmer. La musica di Raffaele Gervasio riadattava una vecchia melodia popolare napoletana di autore sconosciuto, “I pagliacci”, ai quali si aggiungono un rullo di tamburi e una bella tarantella. Carosello diviene in breve il programma più seguito della Televisione di Stato, unica trasmissione interamente ideata, scritta e diretta da privati che fu per molti giovani alle prime armi una grande nave scuola per imparare il mestiere. Ma ci sono anche i nomi più celebri della commedia italiana: Aldo Fabrizi, Totò, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi. E ancora, personaggi come Paolo e Vittorio Taviani, Ugo Gregoretti, Lionello Massobrio, Francesco Maselli, Mauro Bolognini, Giulio Questi. Troviamo anche grandi registi come Leone Pompucci, Carlo Verdone e attori ancora bambini come Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Renzo Arbore, Alba Parietti.
Il primo gennaio 1976 va in onda l'ultimo Carosello: una Raffaella Carrà commossa recita l'addio al programma brindando con lo Stock e ringraziando tutti quelli che vi hanno lavorato. Gli ultimi ascolti rilevati di Carosello parlavano di 19 milioni di italiani, fra cui 9 milioni di bambini. Carosello è stato il primo appuntamento televisivo fisso dell'infanzia, che segnava il confine fra il tempo dei bambini e quello degli adulti. All'epoca, infatti, si andava “a nanna dopo Carosello”. La particolare forma di pubblicità televisiva di Carosello verrà sicuramente ricordata e ripercorsa nel nostro nuovo spazio.

Oltre a proporvi la storica sigla…vi propongo quello che è stato definito come il personaggio per antonomasia di Carosello, il più conosciuto e amato: Calimero, il pulcino nero. Per anni fu "testimonial" di “Ava” (ma è stato recentemente “riassunto”: con contratto co-co-co?), un detersivo della Miralanza, commuovendo mezza Italia mugugnando disperato “tutti se la prendono con me perchè sono piccolo e nero”, e la risposta (leggermente razzista) “tu non sei nero, sei solo sporco”.
Il grande Toni Pagot (1921-1991) animatore, autore, regista e fumettista milanese, diede vita al tenero pulcino il 14 luglio 1963, prendendo il nome dalla chiesa milanese di San Calimero dove si sposò il fratello Nino Pagot. Pagot. Il successo di Calimero coinvolge l’intero panorama mediatico, con diverse serie create dai fratelli Pagot (trasmesse dal 1963 al 1974) fino ad una serie giapponese (fine anni 90) che ne alternano puntualmente la sua popolarità.




Carosello, tutte le sigle (1957-1958-1962-1974):

1968, il debutto di Calimero a Carosello:



28 gennaio 2008

“Lars e una ragazza tutta sua”: la forza di una bambola!

Giunto nelle sale europee da qualche settimana, “Lars e una ragazza tutta sua” è l’opera seconda dell’australiano Craig Gillespie, uno dei registi pubblicitari statunitensi più accreditati e premiati del panorama attuale. La pellicola ha vinto, meritatamente, il premio del pubblico all’ultimo “Torino Film Festival”, colpendo positivamente anche la critica grazie all’emozione fresca, sincera e continua che riesce a donare la sua visione. Questa deliziosa commedia indipendente americana possiede infatti tutte le carte in regola per essere pienamente apprezzata: ha una sceneggiatura che presenta dialoghi ben scritti, una serie di gag ben piazzate e una sensazione di leggerezza dovuta non per mancanza di idee ma grazie all’ottimo ritmo della sceneggiatura stessa.
Tutto il film ruota intorno alla storia del suo protagonista, Lars Lindstrom, un 27enne sociofobico timidissimo, candido e fragile che schiva le relazioni con le persone, forse a causa di una società che l'ha portato a temere i legami profondi e ad evitare, ignorandone l'importanza, le delusioni. Lars è così in preda ad una vita solitaria e abitudinaria segnata solamente dal binomio lavoro-casa. Una strana casa, in realtà, visto che il giovane vive nel grigio garage oltre il cortile, poiché ha ceduto la casa ereditata dai genitori al fratello maggiore Gus e a sua moglie Karin, in attesa del primo figlio.
Le sue vicende avvengono in un piccolo e caratteristico paesino del nord, nel Wisconsin, ammantato tra le sue nevi perenni in una soave cornice invernale. Un inverno come tanti, che trascorre nella tranquilla comunità, dove tutti si conoscono, si riuniscono in chiesa e si divertono alle feste.
Almeno fino a quando Lars si presenta a casa del fratello e della cognata incinta con la sua prima ragazza, Bianca, dichiarando di averla conosciuta tramite Internet. Bianca è effettivamente una bellissima mora disabile, costretta sulla sua sedia a rotelle. Tutto normale…se non fosse che la ragazza in realtà è una bambola dalle fattezze umane, a grandezza naturale e “anatomicamente perfetta”, ordinata via Internet. A questo punto, esterrefatti e totalmente inconsapevoli sul da farsi, fratello e cognata decidono di portare Lars dalla placida dottoressa e psichiatra Dagmar (Patricia Clarkson, bravissima!), che spiega loro che è meglio assecondarlo, visto che è un tipo anaffettivo e forse affetto anche da “afefobia”, cioè ha il terrore di toccare oggetti e persone. Così, la famiglia e a breve l'intero villaggio, finiranno per assecondare Lars nella sua “follia”, trattando la bella Bianca come una ragazza reale, accettandola a tavola, dalla parrucchiera, ad una festa e persino in
chiesa! Tutti si renderanno conto di essere sicuramente più “matti” di lui ma scopriranno molto più su loro stessi che non sul bizzarro ed enigmatico Lars, che dall’arrivo di Bianca e con l’aiuto fondamentale della dottoressa Dagmar, cercherà di risolvere un grave blocco adolescenziale e riprendere la sua vita per le redini. Fino al bel finale del film.

Nonostante le premesse e un soggetto che poteva far nascere una banale commediola fatta di gag scontate, “Lars e una ragazza tutta sua” riesce a mettere insieme una storia garbata e commovente, persino corale nel mettere in campo un'intera comunità solidale con le problematiche di Lars, capace di farci intravedere anche i limiti della stessa comunità, basata sui buoni sentimenti e la compassione. Merito principalmente del regista Craig e della sceneggiatrice Nancy Olivier che hanno puntato su uno humour, che alcuni critici hanno descritto “alla
Frank Capra”, emozionante pur trovandosi spesso in bilico tra coinvolgimento sincero e pura banalità. Il sesso è tenuto alla larga e la pellicola è più interessata alla sincera relazione sentimentale che Lars intrattiene con Bianca (alla sera le rimbocca le coperte e le dà, al massimo, il bacetto della buonanotte).
Ma l’asso nella manica del film risiede proprio nell’attore protagonista: un superlativo e talentuoso Ryan Gosling, volto nuovo di un certo cinema americano non troppo mainstream. Goslin è un simpatico ventisettenne baffuto, nato nella fredda London (in Canada!), ma già nominato all’Oscar per il ruolo del professore nell’ ancora inedito “Half Nelson”, e agli ultimi Golden Globe. Le sue notevoli virtù recitative ci portano ad aderire al punto di vista del suo personaggio bizzarro, grazie a quel suo volto quasi lunare, che ricorda da vicino certi eroi del muto, rendendosi stranamente credibile e, cosa ben più sorprendente, riuscendo a rendere altrettanto credibile la relazione paradossale con la bambola Bianca. Quella bambola disabile, spettatrice muta e implacabile, che diverrà per Lars e per l'intero villaggio, il motore di un miracolo. Belle anche le varie location e alcune irresistibili scene, una fra tutte quella in cui l’orsacchiotto impiccato viene “rianimato” con cura dal protagonista.
“Lars e una ragazza tutta sua” è un agrodolce commedia divertente, intelligente, bislacca ma mai troppo banale, ricca di personaggi buffi e un po’ impacciati ma comunque capaci di comunicare più dolcezza con uno sguardo che con mille parole. Insomma, una sorta di apologo sulla solitudine con molti livelli di lettura. Consigliato a chi, ogni tanto, vuole riflettere su determinati temi esistenziali. Da non perdere.

Il mio voto: 8



"Lars e una ragazza tutta sua", il trailer:


Felice di essere lodato...

...continua, con mia grande sorpresa, la lista di riconoscimenti, premi e attestati di stima da parte di amici blogger nei nei confronti del mio CliccareMimmo.
Gli ultimi "premi" ricevuti sono:

- "You Make My Day" : ricevuto da Janas (http://sojanas.blogspot.com/) e Orchideablu ("perché sempre allegro e grintoso") (http://marte-venere.blogspot.com/). Grazie a entrambe...lo apprezzo moltissimo! :)
"Dai il premio a 10 persone che hanno un blog capace di trasmetterti gioia ed ispirazione, un blog che ti faccia sentire bene quando lo visiti. Fai sapere a queste persone di averlo vinto lasciando un commento sul loro blog. Attenzione: puoi vincerlo più' volte!"
AGGIORNAMENTI : si è aggiunto anche Max ( "Rende il suo blog interessante e simpatico.Mi piace il mondo di Mimmo e probabilmente,visto che ci si incontra poco nei vari post,troverà questa nomination inaspettata")...GRAZIE! :)

I mei "nominati-premiati" sono:

1. Popale, http://popale.blogspot.com/

2. SaraSidle, http://uncaffettinocaldo.blogspot.com/

3. Grissino http://grissino.blogspot.com/

4. Andrea, http://ilchiacchierario.blogspot.com/

5. Daniela, http://odelance.blogspot.com/

6. MariCri, http://maricri-artisticamente.blogspot.com/

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- "Premio D-eci e lode": ricevuto da Arabafenice ("originalità e ricchezza dei contenuti") (http://nonsologiovinazzo.blogspot.com/) e Margy (per qualsiasi cosa, rivolgersi a lui.. anzi: cliccatelo!) (http://sgtmargy.blogspot.com/). Anche a voi due, cara Arabafenice e Margy, grazie infinite!!!! :)

"E' un riconoscimento di valore che indica il gradimento di una persona amica. Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare con qualsiasi motivazione, sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione, non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare. Per partecipare, bisogna, come sempre esporre il logo del "Premio D eci e lode" con la motivazione per cui lo si è ricevuto; linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento; se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina; inserire il regolamento e premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione."

I premiati-nominati:

1. Miss Dickinson, http://missdickinson.blogspot.com/ , adoro le sue riflessioni ironiche ed intelligenti!

2. Signor Ponza, http://www.signorponza.com/, spietato ma attuale ;)


3. Aschenazia, http://pinoamoruso.blogspot.com/, una finestra sul mondo Calabro


4. M@rcello, http://ilcello.blogspot.com/, simpaticissimo e arguto

5. Finazio, http://finazio.blogspot.com/ ogni suo post è qualcosa di scopiettante!

6. S.B., http://365albe.blogspot.com/ deliziosamente cinico ;)

7. Il gobbo del pollaio, http://ilgobbodelpollaio.blogspot.com/ il bel blog di Virgilio con i suoi interessanti punti di vista.

8. D-mensione, http://d-mensione.blogspot.com/, una delle belle ultime "scoperte": il suo blogger, creatore del premio, se lo becca lui stesso! ;)


25 gennaio 2008

Giri di Valzer...

Ultimo giro di valzer con caduta libera. Si è concluso nella più melodrammatica delle rappresentazioni teatrali: svenimenti, sceneggiate, cin-cin, sputi in faccia, tradimenti, virate a destra e manca..."Beautiful" ce fa nà pippa!
Ma tranquilli. Tempo un piccolo intervallo per sgranocchiare qualche pop-corn ( ame onestamente è andato di traverso) e si ricomincia subito con la rappresentazione della controparte.
Comincio a sospettare che più che un Governo...il nostro sia una Ditta popolata da ETERNI TURNISTI.
Avanti i "soliti" prossimi.

....clap clap clap clap clap clap clap clap clap clap clap clap!

24 gennaio 2008

La Carbonara: tra storia e tradizione gastronomica

Il 17 gennaio scorso si è celebrata per la prima volta in tutto il mondo la “Giornata Internazionale delle Cucine Italiane”, ovvero il giorno dell’orgoglio delle cucine italiane, promosso dal GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi italiani), un network che raccoglie oltre 700 tra cuochi, ristoratori e distributori tricolori che lavorano in oltre 70 Paesi nel mondo. La nostra cucina è sicuramente la più amata del mondo e proprio per questo motivo siamo anche la cucina più taroccata, così l’esigenza di un “International Day of Italian Cuisines” è nato soprattutto in risposta al dilagare delle scadenti imitazioni della nostra gastronomia all’estero. A pagarne le conseguenze è, dati alla mano, uno dei piatti simbolo della gastronomia italica: la pasta alla Carbonara.
Di questo delizioso piatto proliferano, infatti, orrorifiche rivisitazioni con verdure, pesce e/o frutti di mare e addirittura alcune che vedono l’aggiunta di panne, zuccheri, cannella ed altri ingredienti di pasticceria. Anche alcuni vip appassionati di cucina italiana si cimentano spesso nel tipico piatto, come fa Tom Cruise, che si è vantato di preparare una carbonara superlativa, suggerendo addirittura la sua ricetta sul sito di una delle opinioniste più celebri degli Stati Uniti: Oprah Winfrey. Peccato che tra gli ingredienti figurino “…onion, garlic e parmesan…” (cipolla, aglio e parmigiano). Visto dunque che questo gustoso e semplicissimo piatto della cucina italiana è il più martoriato al mondo, il GVCI ha lanciato un singolare appello attraverso il loro sito: “il 17 gennaio tutti coloro che all’estero, ma anche in Italia, fanno, promuovono o semplicemente amano la cucina italiana, sono invitati a compiere un piccolo atto per celebrarne la sua autenticità e qualità”.
Manco a dirlo, la crociata contro la Carbonara-tarocca ha registrato un clamoroso successo: agli oltre 130 cuochi e ristoratori del Gruppo disseminati in 35 Paesi (dall’Australia alla Cina, dal Brasile alla Turchia) che hanno preparato nei loro ristoranti una perfetta e tradizionale Carbonara, si sono aggiunti migliaia le persone che spontaneamente hanno deciso di celebrare il 17 gennaio mangiando o cucinando una Carbonara autentica. Bellissime sono state alcune presentazioni e divagazioni sulla presentazione del piatto, pur sempre e rigorosamente con gli ingredienti classici, partendo dal presupposto che la creatività non può comunque prescindere da ingredienti al top della qualità e della tradizione.
Se assolutamente certo è il successo che il piatto riscuote in Italia e all’estero, sulle origini storiche della carbonara, invece, non v’è certezza. Come si può leggere nella “Grande enciclopedia della gastronomia”, a cura dell’Università di Pollenzo, fresca di ristampa, alcuni sostengono che questa ricetta è più recente di quanto si creda. Pare risalga solo alla seconda guerra mondiale, poiché non ve ne sarebbe traccia in sia pur numerosi ricettari precedenti. Altri ne vedono un precursore nella pasta con l’uovo di Ippolito Cavalcanti (“Cucina teorico pratica”, 1837), ma lì l’uovo era ben cotto e non c’era guanciale, quindi tutt’altra storia. Incerta anche l’etimologia: invenzione di un cuoco di Carbonia, in Sardegna, trasferitosi a Roma? Modo di condire la pasta tipico dei carbonai dei boschi umbri o degli affiliati alla segreta carboneria? O magari quel carbone si riferisce all’abbondante pepe nero che la ricopre come fosse polvere delle miniere? A tutte queste incertezze si aggiungono poi i gusti personali e le abitudini familiari. Per esempio, se per molti “alla carbonara” si lega indissolubilmente al termine spaghetti, per molti altri la pasta alla carbonara per eccellenza è il romanissimo rigatone. Voi quale preferite?

Ma formato di pasta a parte, andiamo a vedere quali sono gli ingredienti “storici” per il condimento della Carbonara, nella sua ricetta originale. Prima di tutto si usa il “guanciale” e non la pancetta, poi il pecorino (assolutamente no al parmigiano…ma io lo uso ugualmente visto che non amo il pecorino), olio extravergine di oliva, uova (c’è chi usa rigorosamente solo il tuorlo che in effetti da il gusto), sale e pepe. Null’altro. In origine nemmeno l’olio sarebbe contemplato nella carbonara, poiché il vero guanciale, tagliato a tocchetti, è per sua natura costituito da una abbondante parte di grasso che, sciogliendosi sul fuoco, costituiva l’olio di una volta sufficiente per legare la pasta con l’uovo e il pecorino.
Per celebrare il Carbonara-Day, in attesa dell’appuntamento che si conta di ripetere annualmente per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale sul diritto (oltre che piacere) dei consumatori ad avere ovunque nel mondo una cucina italiana autentica e di qualità, vi suggerisco di accompagnare la versione classica degli Spaghetti alla carbonara con la “Compressione di carbonara”, una particolarissima ricetta realizzata con i rigatoni dall’estroso cuoco Marco Bottega. Quando la tradizione si sposa alla rielaborazione. Qualcuno saprebbe ricrearla a partire dalla foto a fianco? Ecco, a seguire, la classica ricetta.


Pasta alla Carbonara
Ingredienti per 4 persone:
- 400 grammi di rigatoni o spaghetti
- 100 grammi di guanciale
- Tre uova (1 tuorlo e due intere)
- Pecorino (o Parmigiano) grattugiato
- 3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
- sale e pepe q.b.

In una ciotola sbattete il tuorlo e le 2 uova intere, insieme al formaggio grattugiato ed il pepe macinato fresco. Rosolare il guanciale tagliato a dadini in olio extravergine d'oliva. Cuocete la vostra pasta assicurandovi che sia ben al dente e ripassatela nella padella con il guanciale e con quattro cucchiai di acqua di bollitura. A fuoco spento condite con i tuorli e il formaggio grattugiato, mescolando fino a quando gli ingredienti risultino ben amalgamati. Importante! Fate attenzione a non far toccare le uova al fondo caldo della padella…altrimenti rischiate di fare una frittata. Servite immediatamente.
Buon appetito!

La cantante e la "signorina Buonasera"

Amo questa donna...
Laura Pausini, parodia a "VivaRadio2...minuti":


Nicoletta Orsomando, l'originale:

22 gennaio 2008

Tutti giù per terra!


Sarà un 2008 che passerà alla Storia. La storia dell’ennesimo sfracelo politico e sociale italiano. Quello che qualche manciata di decenni fa era soprannominato il “Giardino d’Europa”si è tramutato in un orripilante Paese OGM, che si nutre di montagne di immondizia, va a scuola da associazioni e “cosche” politiche di stampo merdoso (consentitemi il francesismo), è continuamente umiliato e asservito ai feudi dei suoi vari “dipendenti” politici che concedeno i migliori posti, nelle amministrazioni pubbliche e private, a coloro che hanno la migliore parentela al potere (nessuno lo sa ma esistono delle graduatorie politiche in base al parentume che lavora al Governo e permette di totalizzare un certo punteggio)… devo continuare? La lista, purtroppo, è chilometrica.
Il nostro è un governo di “poveri martiri” che, perseguitati dalla legge e da misteriosi gruppi che vogliono la loro testa, ancora una volta lascia l’italiano nella più totale incapacità di reagire o manifestare il suo sdegno. Ma forse ha ragione chi ha affermato che la realtà è molto più semplice: un governo di incapaci cade per mano del più incapace di tutti.
Nessuno di loro ha colpe, in fondo. La colpa è pur sempre di ognuno di noi, perche io parto sempre da un semplicissimo dato di fatto: “ciascuno ha quel che si merita”!
L’Italia, fin quando avrà modo di manifestare interessi personalissimi e di convenienza a discapito della "cosa pubblica”, meriterà gente poca appassionata, affamata di soldi e potere e asservita all’affarone economico, sociale e politico di turno.
Amen! (con buona pace della Chiesa).

21 gennaio 2008

"Thinking Blogger Award"

Si chiama “Thinking Blogger Award” ed è un simpatico MeMe-Riconoscimento per tutti quei blog che hanno la capacità di far riflettere e pensare. Viene assegnata, in merito, una targhetta “virtuale” che attesta il conseguimento di questo premio che ha tutte le caratteristiche e le regole di un MeMe (ricordiamolo, una sorta di catena di Sant’Antonio virtuale). Le rigide direttive da seguire sono le seguenti:
- partecipare solo se si è nominati
- lasciare un link al post originario (lo trovate a fine post)
- inserire nel post il logo “thinking blogger arward”
- indicare 5 blog che hanno la capacità di farti pensare.
Ma perché ve ne sto parlando? Semplice, CliccareMimmo ha appena ricevuto un “Thinking Blog Award”! Merito di M@rcello (http://ilcello.blogspot.com/) che mi ha nominato e “investito” del titolo con la seguente motivazione:


“…per tutta la sua grandiosa puntualità, chiarezza e competenza che riesce ad infondere in tutte le notizie di arte, spettacolo, intrattenimento, cultura, costume e società, che mi danno un sacco di spunti di discussione con amici!”

Bhe…che dire? Grazie infinite, Marcello!…ammetto di essere soddisfatto e un filino inorgoglito per questa tua grande manifestazione di stima nei miei confronti, anche se conosci da poco il mio blog. Adesso, come da regola, devo indicare a mia volta 5 blog che secondo me meritano questa targhetta. Difficilissimo…poiché sappiate che la assegnerei a moltissimi di voi. Ma mi limito a conferire il virtuale premio a coloro che mi permettono di pensare e riflettere su particolari tematiche sociali, dimostrando una loro grande sensibilità e competenza.

I miei "premiati" sono:
- Franca (http://franca-bassani.blogspot.com/), molti suoi post mi hanno permesso di approfondire degli aspetti sociali e politici che conoscevo poco;
- Rob, un blogger eccezionale che sa sempre come stuzzicare la riflessione riguardo temi di comune interesse;
- Daniele Verzetti (http://agoradelrockpoeta.blogspot.com/), il “Rockpoeta” che riesce nella sua Agorà, attraverso i suoi post, a coniugare poesia e denuncia sociale;
- Popale (http://popale.blogspot.com/), perché è un piacere leggere le impressioni e il punto di vista di un uomo alle prese con la caotica e cinica vita contemporanea, che non gli ha permesso mai di far smettere di sognare, far giocare e ballare, a tempo di musica, quel bimbo che tutti abbiamo dentro;
- Orchideablu (http://marte-venere.blogspot.com/), come si può non partecipare ai quesiti, ai conflitti e alle tematiche che propone Orchidea riguardo il tragicomico mondo di marziani e venusiani?;
- Il Mari (http://ilmariatorino.blogspot.com/), un blogger dotato di grande voglia di fare e creare che col suo incredibile blog-cantiere è un gran bell’esempio di come tutti noi possiamo “costruire” i nostri sogni.

Alcuni di loro, se non sbaglio, hanno già ricevuto la targa…ma non mi pare ci sia una regola che vieta di assegnarne un'altra! Perciò…beccatevela e sappiate che è consegnata nelle vostre manine con grande stima. :)

20 gennaio 2008

La moda del “viral marketing”: il caso “Cloverfield”

Il non visto stimola molto di più di quanto si riesce a vedere: è questo il principio alla base del cosiddetto “viral marketing”. La campagna virale può essere applicata a diversi campi della comunicazione e, se fatta con criterio, può essere molto intensa e stuzzicante. Un esempio concreto di viral marketing innestato al cinema è la campagna per lanciare “Cloverfield”, il prossimo catastrofe-movie (sulla falsariga del roboante “The day after tomorrow”, che qualche anno fa ha sbancato i botteghini) con mostro annesso, del nuovo produttore di punta del cinema Hollywoodiano: JJ Abrams (a lato), padre dei due serial “Alias” e “Lost”.
Sono infatti bastati solo pochi minuti di immagini del primo misterioso trailer, lanciato qualche tempo fa, a innescare e stimolare domande e interrogativi: si vedono raccapriccianti sequenze di una misteriosissima aggressione in piena regola ai danni della Statua della Libertà (quanti attacchi ha subito finora, stà povera crista, dal cinema catastrofico?), da parte di una non identificata creatura mostruosa che stacca letteralmente a morsi la testa alla celebre statua, facendola rotolare per le strade di New York, distruggendo tutto quanto e scatenando il panico tra la folla terrorizzata. Primo appunto da segnare sul nostro taccuino virale: c’è un mostro ma non si capisce se esiste davvero, cos’è, chi sia.
Alcune settimane dopo iniziano a diffondersi in Rete alcuni video tratti dai telegiornali di mezzo mondo che riprendono una notizia, data in perfetto e credibile stile giornalistico, circa il catastrofico crollo, avvenuto a largo dell’Oceano Atlantico, di una piattaforma petrolifera di proprietà della compagnia nipponica “Tagruato”. Fortunatamente, malgrado il filmato ritragga una scena apocalittica, secondo le fonti ufficiali della società, tutti gli operai sono stati tratti in salvo prima che la struttura implodesse inabbissandosi nelle acque. La colpa dell’accaduto viene attribuita all’associazione ambientalista “TIDO Wave” mandante dell’attentato ecoterrorista. Ma chi ha mai sentito nominare questa società, la Tagruato? Una ricerca su Google svela il mistero: sembra essere una società giapponese vera a tutti gli effetti. Ma controllando meglio i risultati, si scopre che in realtà essa è collegata a “Cloverfield”.


Cloverfield, Tagruato...ma la catena di connessioni non finisce qui: c’è un altro nome altrettanto misterioso, “Slusho”. Una strana bevanda che aprì il viral marketing di Cloverfield, apparendo senza senso (apparente) in tutte le produzioni di JJ Abrams (Alias e Lost). Sul set di un altro serial, “Heroes”, ogni attore si è addirittura preoccupato di farsi fotografare con un bel bicchiere di Slusho in mano. La bevanda della ditta “Tagruato”, messa nella serie tv giusto per fare pubblicità al film di JJ Abrams, è stata sicuramente una strategia inusuale quanto di successo, visto che tutti i maggiori siti di cinema ne hanno parlato incuriositi.
Secondo appunto da segnare sul nostro taccuino virale: creare finzioni che sembrano reali in tutto per tutto.

Quindi fra brevi trailer ad hoc, locandine, una bevanda lanciata sul mercato dalla stessa Tagruato, siti fittizi, e in conclusione, la tragedia della trivellatrice nel mezzo dell’Oceano, tutto quanto è bastato per far partire una putiferio planetario tra voci, smentite, opinioni e risposte. Tutti cercano di capire, tutti lanciano la propria interpretazione: la bomba virale è innescata con inevitabile successo man mano che gli indizi raccolti contribuivano a comporre l’intricata trama; grazie quindi ad una grande propagazione virale delle notizie, legata ad un crescendo di brividi e suspense che hanno favorito l’infittirsi dell’alone di mistero e la curiosità attorno ai diversi accadimenti.
Singolare la “caccia al mostro”: nonostante sulla Rete fosse da tempo iniziata una serie di congetture su quali fattezze potesse avere la creatura (alcuni dando libero sfogo alla propria fantasia, hanno realizzato diverse fan art di immagini basandosi sulle descrizioni del mostro, provando ad indovinare quali potevano essere le sue sembianze), pare che l'arcano era celato, neanche ad arte, nelle nuvole del cielo della prima locandina del film originariamente circolata online e poi sostituita. Ovvero…il mostro era sotto gli occhi di tutti!
Voi lo vedete?
Ora che la macchina del marketing arresta la sua corsa per lasciare spazio allo spettacolo vero e proprio, c’è solo da augurarsi che i risultati ai botteghini ripaghino l’enorme sforzo, giustifichino gli investimenti e, soprattutto, non tradiscano le aspettative.
“Cloverfield”, uscito il 18 Gennaio negli Stati Uniti, sarà nelle sale italiane dal 1 Febbraio.





News sull'affondamento della piattaforma Traguato:



"Cloverfield", trailer in italiano:


...è lui il mostro? :)