31 maggio 2008

Futuro Atomico? Ancora una volta: NO, grazie!


Tra cinque anni, entro il 2013, i cantieri delle centrali atomiche italiane di terza generazione saranno aperti. Parola del ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, che coglie l'occasione dell'assemblea di Confindustria e prende al volo l'invito della neo presidente Emma Marcegaglia a riaprire gli investimenti nel settore. Alla facciaccia di quanto sancito dagli italiani in uno storico referendum di qualche decennio fa e la grande incertezza sulla sicurezza degli impianti stessi, a oltre 22 anni dall'incidente di Chernobyl, che non assicura ad oggi le dovute garanzie per l'eliminazione del rischio di incidente nucleare e la conseguente contaminazione radioattiva. Nella migliore delle ipotesi discusse a livello internazionale, con esiti positivi di tutti i possibili sviluppi tecnologici attualmente in fase di ricerca, si parla solamente del 2030 per vedere in attività la prima centrale di quarta generazione.
A rincarare la dose a sfavore di questa nuova ondata pro-nucleare (la campagna a favore è già partita e attraversano i media cercano di lavarci il cervello circa la sicurezza e l'utilità delle centrali) hanno preso la parola anche Greenpeace, Legambiente e WWF che hanno presentato in questi giorni le ragioni della loro contrarietà all'atomo. Le loro conclusioni sono indiscutibili e documentate: sappiamo che per fermare la febbre del pianeta e ridurre la bolletta energetica italiana la soluzione più immediata, economica e sostenibile è fondata esclusivamente sul risparmio, sull'efficienza energetica e sulla possibilità di sviluppo di tutte le fonti rinnovabili (solare, eolico, fino al biofuel da batteri con alghe, ecc.)! Secondo il dossier (link a fine post) presentato a Roma dalle tre associazioni ambientaliste, riaccendere i reattori costerebbe tra i 30 e i 50 miliardi di euro, tra istallazioni di centrali e costruzione da zero dell'intera filiera. Ma cosa più grave è la certezza che non esistono ad oggi soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall'attività degli impianti o dalla loro dismissione.
Allora cosa c'è sotto? Semplicissimo: soldoni&interessi. Il piano del governo ha infatti come semplice obiettivo quello di permettere all'Enel di entrare massicciamente nel mercato mondiale. Avevamo dubbi?
Ma l'Italia non ne è pienamente convinta: basti pensare che il Piemonte ha già detto no, come la Toscana. Il Friuli sì ma non può come l'Umbria e le Marche: terre ballerine. Come le regioni da Roma in giù, bramate dai terremoti. Per le dieci centrali annunciate, restano Lombardia, Veneto, Emilia e forse Liguria. Poche. Ne servono altre. La Sardegna, ad esempio. Perfetta, anche asismica. Lo sapeva bene il precedente governo del Berlusca che stava per stoccare in terra sarda le antipatiche scorie nucleari. Una pattumiera atomica che sembra fare un baffo agli attuali cumuli di monnezza napoletana. Da subito un gigantesco, rinnovato e potente: NO, grazie!

23 maggio 2008

Capaci, 1992-2008

"Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini"
Giovanni Falcone

Per non dimenticare e per onorare, continuandola, l'opera di chi per lo Stato si è sacrificato.

17 maggio 2008

Work Time

Credevo avessi più tempo da dedicare a me, al mio blog e a tutti voi che vedo, con orgoglio, che mi seguite fedeli giorno per giorno.
Come avrete intuito il nuovo lavoro mi sta assorbendo parecchio e con tutta la voglia e la buona volontà riposta nel raccontarvi il mondo che ci circonda, attraverso il mio punto personalissimo di vista, non ci stò riusciendo. Vuoi per stanchezza, vuoi per poco tempo utile, vuoi per le cose imprescindibili da fare e fondamentali per vivere dignitosamente: lavare, pulire, stirare, fare la spesa, rassettare, spolverare...vabbè...togliete anche alcune di queste azioni.
Ma stanchezza e poco tempo a parte...il lavoro procede bene e sono entrato ormai nel ritmo. Naturalmente spero di aggiornare più spesso e proseguire, insieme a voi, questa blog-avventura. Di chiudere NON SE NE PARLA. Ovviamente.
Un caro e sincero saluto a tutti voi, amici blogger e non, cercherò di passare a trovarvi un pò per volta uno ad uno. E non è una minaccia ;)
Con stima e parecchio affetto,
il vostro piccolo-blogger-neo-precario.