Carciofi: cosa nostra!


Il titolo del post nasce invece dal fatto che possiamo ritenerci il popolo che ha diffuso nel resto del mondo il suo consumo e nessuno pare contestarcelo (immaginate una irreale disputa del carciofo).
Derivato dal cardo, il carciofo è conosciuto sin dall’antichità. Romani e Greci lo apprezzavano per le sue proprietà medicinali.
Per la notorietà in cucina, invece, dobbiamo aspettare Caterina de Medici che lo esportò assieme a varie altre cose in Francia, quando andò in sposa ad Enrico II. Nel nuovo mondo, invece, fu portato ai colonizzatori spagnoli, subito dopo la scoperta dell’America.
Per la notorietà in cucina, invece, dobbiamo aspettare Caterina de Medici che lo esportò assieme a varie altre cose in Francia, quando andò in sposa ad Enrico II. Nel nuovo mondo, invece, fu portato ai colonizzatori spagnoli, subito dopo la scoperta dell’America.

L’origine di questo ortaggio, comunque, si fa risalire all’Egitto.
La pianta è ricordata anche dalla mitologia per i suoi poteri ritenuti afrodisiaci e per il fatto che fosse il risultato di una magia con cui Giove trasformò in carciofo una ragazza sedotta.
Il valore nutrizionale del carciofo è scarso, perché oltre l'80% è costituito da acqua, mentre gli zuccheri rappresentano circa il 10%, le proteine sono scarse ed i lipidi quasi inesistenti. E' però una buona fonte di vitamina A e di alcune vitamine del gruppo B.
Contiene, soprattutto nelle foglie, la cinarina, una sostanza per composizione simile alla caffeina: le proprietà curative di questo composto sono state a lungo sfruttate nella farmacopea del
passato per il trattamento delle malattie del fegato.

Le varietà più famose sono il Verde di Palermo, la Mammola verde, il Romanesco, il Violetto di Toscana, il Precoce di Chioggia, lo Spinoso sardo e ligure (sono lo stesso frutto, in realtà), il Catanese ed il Violetto di Provenza.
Il carciofo romanesco, ormai riconosciuto a pieno titolo IGP e pronto per diventare DOP, è comunque uno dei migliori, con poco scarto, morbidissimo, senza spine e indubbiamente ha una bellissima forma.
Alcune curiosità:

- Marilyn Monroe fu nel 1949 la prima "Regina del Carciofo" (Artichoke Queen) nel "Festival del Carciofo" (Artichoke Festival) che tutti gli anni a partire da quell'anno si celebra in California.
- Pablo Neruda scrisse invece il poema "Oda a la Alcachofa" ("Ode al carciofo").
Ricetta "Slurp!" :
- 4 carciofi romaneschi
- una confezione di pancetta a dadini (150 g)
- 6 cucchiaiate di pan grattato
- 4 cucchiaiate di prezzemolo tritato
- 2 spicchi d'aglio
- 1 limone
- qualche cucchiaiata d'olio di oliva
- sale
- pepe
1. Pulite i carciofi, eliminate le foglie più dure e i gambi, lavateli per bene e tuffateli man mano in acqua acidulata con succo di limone, in modo che non anneriscano. Poi asciugateli.

2. In una padella antiaderente saltate la pancetta affumicata a dadini, aggiungendo un pizzico di pepe.
3. In una ciotolina, versate aglio e prezzemolo tritati, sale, pepe, pan grattato e un filo d'olio. Amalgamate per bene dopo aver aggiunto la pancetta.
4. Farcite i carciofi col composto ottenuto e adagiatene ognuno su un foglio di alluminio. Chiudete bene e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 45 min. circa.
Attenzione a non ustionarvi la faccia col vapore quando aprirete i cartocci!Semplice e gustosa! La versione light prevede la sola aggiunta di un filo di olio ai carciofi, sale, pepe e pancetta magra da introdurre al centro dei carciofi.
Buon appetito!
Commenti
come li fa mia nonna...nn li batte nessunoooooo..nemmeno chef mimmo, mi disp!!!
smack giudi
Ehi, spero che sia andato tutto bene venerdì, vero?
...almeno passami la ricetta! ;)
ero ancora rincoglionito dall'influenza....ma mi sò fatto spostare alla prossima selezione di Aprile.
meno male!
che onore avrti qua!
;)