Generazione GF

Si è recentemente e stancamente conclusa l’ennesima edizione del Grande Fratello ma implacabile si è già abbattuta la notizia di una ormai certa prossima e ulteriore edizione.
Scelta apparentemente rischiosa visto il tracollo (finalmente) del genere reality (ma non tanto reality).
Il motivo?
Vuoi perché il genere reality offre ancora margini di guadagno ai colossi televisivi, vuoi perché il grande circo dei perfetti sconosciuti che diventano popolari tira ancora alla grande ed è molto ambito a partire dalla casalinga frustrata fino ai teen-ager sguaiati-disattadati-disorientati.


Sappiamo tutti che ormai, da anni, la televisione ha smesso di fornire contenuti edificanti perchè non ha più nulla da dire e perchè in quanto mezzo di comunicazione non è all'altezza.
Letteratura, arte e poesia, sono inoltre passate di moda tra i giovani contemporanei, lasciando la scena a sempre più banali e inutili reality show.
È esattamente questo che siamo stati definiti: la generazione dei reality!
È esattamente questo che siamo stati definiti: la generazione dei reality!
Una generazione dai 18 ai 35 anni che si è riconosciuta nell’amoralismo cafone e il narcisismo inconsistente dei protagonisti inquilini-secchioni-pupe-velini-contadini...
Probabilmente perché, come la storia ci insegna, un popolo unito (almeno dal punto di vista televisivo) è molto più facile da gestire e manipolare.
Questi futili programmi, capaci di ipnotizzare lo spettatore, anche perché è nella natura dell'uomo essere curioso, distolgono la nostra attenzione da ciò che è veramente importante. Non si presta più attenzione a nulla di tutto ciò che succede.
Si assiste ad una
adolescenza trascorsa davanti alla televisione che vive stimoli senza alcuna razionalità, obbedendo a impulsi momentanei e incapaci di scelte responsabili.

Un menefreghismo galoppante che non porta a curarsi del fatto che, le scelte che vengono prese oggi da qualcuno, mentre si è svaccati sul divano a guardare il Grande Fratello, domani recheranno seri danni a qualcun altro, e forse, anche a noi stessi.
Come si sa, al declino culturale, seguirà quello economico. Molti paesi, stanno infatti riscoprendo l'importanza della conoscenza, ma noi, popolo superiore agli altri, a quanto pare, non ne sentiamo il bisogno.
E' la rivincita degli ignoranti!
Meglio andare al Grande Fratello che iscriversi all'Accademia di Arte Drammatica, per finire a

E gli intellettuali? Tacciono!
Ma siamo poi così sicuri che Grande Fratello e figli siano davvero privi di contenuto, che non ci possano insegnare qualcosa?
Gli spunti sociologici sono indubbiamente molti: gli scienziati osservano le cavie e i topi in laboratorio, somministrando di volta in volta sostanze e test.
La vita nella Casa sembra simili ad un terrario in cui i topolini organizzano la propria vita e reagiscono a dinamiche fissate dall'esterno.I vincitori delle varie edizioni hanno molte cose in comune.

Non è forse vero che tendiamo a proiettare sugli altri ciò che vorremmo e ciò che ci manca?
Siamo attratti dal pettegolezzo, dalla banalità e non solo anche dalla pratica quasi cruenta dell'esclusione: votare, telefonare, mandare sms per eliminare l'antipatico.
Curioso come ce lo hanno insegnato proprio i nostri antenati. Duemila anni fa la dinastia Flavia ha capito e innescato ciò che è ancora attuale: volete governare la gens italica? Volete che vi seguano ardentemente, vi inondino di sms, telefonate e impennino l'audience della vostra trasmissione?
“Panem et circenses” (letteralmente, pane e giochi del circo)…il resto lo ha fatto la tecnologia.
“Panem et circenses” (letteralmente, pane e giochi del circo)…il resto lo ha fatto la tecnologia.

Notate delle somiglianze?
Naturlamente non si deve assolutamente far di tutta l'erba un fascio........ma riuscite a rimanere indifferenti a questi filmati?????????????
Commenti