Un principe chiamato Totò

Era il 15 aprile del 1967 quando scomparve il grande Totò, uno dei comici italiani più noti di tutti i tempi.

Totò oggi piace a tutte le classi di età, a tutti i ceti, al nord e al sud; i suoi film spuntano ascolti elevati in tutte le tv, alla centesima replica; i libri che lo riguardano costituiscono oramai un'ampia biblioteca e i suoi film sono tutt'ora apprezzati anche all'estero.
Nel quarantennale della morte, si ricorda il grande artista, il principe ma anche un uomo dal cuore d'oro che ha fatto del bene ai meno fortunati. Il ricordo è cominciato all'estero, addirittura a Los Angeles e a Vancouver, con una serie di manifestazioni. Poi, tra qualche giorno, ci sarà una mostra a Palazzo Venezia, a Roma e la già visitatissima mostra a Napoli.
Scoppia la guerra e va volontario; scampa la prima linea e inventa il celebre motto: 'Siamo uomini o caporali?'.
- Nel 1918, torna a recitare a Napoli, con un repertorio di imitazioni.
Dal 1922 è a Roma, ha successo con la sua figura di marionetta disarticolata, in bombetta, tight fuori misura, scarpe basse e calze colorate.
- Ha già trentun anni quando, al termine di un grande amore burrascoso, si uccide per lui la nota soubrette Liliana Castagnola: il nome col quale battezzerà sua figlia.
- Totò sposa nel 1932 la diciassettenne Daria Rogliani ma il matrimonio viene annullato nel 1940, mentre corre voce di un presunto flirt fra l'attore e Silvana Pampanini. 


Intanto dagli anni Trenta è già un divo dell'avanspettacolo, con la sua compagnia, spesso accanto alla Magnani.
- Dopo la guerra verrà anche il cinema, un torrente di film (anche fino a dieci l'anno!), che fanno cassetta con il suo nome addirittura nel titolo; ma non piacciono alla critica.
Più avanti però Totò avrà tutte le soddisfazioni possibili, recitando per registi di rango, come Roberto Rossellini (La paura), Vittorio De Sica (L'oro di Napoli), Mario Monicelli (Guardie e ladri), Pier Paolo Pasolini (Uccellacci uccellini).
Più avanti però Totò avrà tutte le soddisfazioni possibili, recitando per registi di rango, come Roberto Rossellini (La paura), Vittorio De Sica (L'oro di Napoli), Mario Monicelli (Guardie e ladri), Pier Paolo Pasolini (Uccellacci uccellini).


Nel '56, dopo una lunga parentesi cinematografica, Totò torna in teatro con la rivista "A prescindere". Purtroppo mentre recita a Palermo viene colpito da un male agli occhi, resta quasi cieco, ma indomito...continuerà a recitare in teatro e sul set fino alla fine.
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Il secondo filmato invece mostra uno spaccato di Italia che è scomparso ma che rende bene in questa scena dove Totò si trova in una via storica"Dolce Vita" molto caricaturale:
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