"Kid Nation": baby-reality sotto accusa

I segnali ci sono tutti, a partire dall’Italia che dopo un periodo di ipersaturazione ha visto (finalmente!), lo
scorso anno, molte produzioni che hanno clamorosamente floppato, inducendo le reti a ridurre drasticamente la messa in onda di questi programmi.

L’unica a ripartire timidamente è un' Isola dei Famosi (che io non ho mai sopportato) dal cast così squisitamente trash da poter ridare un rantolo di ossigeno ad un genere che, francamente, pare sia giunto al capolinea.
Siamo quindi vicini alla definitiva fine dei “reality-show-time”?
Siamo quindi vicini alla definitiva fine dei “reality-show-time”?
No!
Pare che dobbiamo attendere prima di intonare il “de profundis”, perchè direttamente (e nuovamente) dagli USA arriva l’ultimissima frontiera del genere.
L’ultimo baluardo.
L’ultimo baluardo.
Un format "nuovo" di zecca:
prendete un bel gruppo variegato di 40 innocenti e gasati bambini dagli 8
ai 15 anni, caricateli in un pulmino e sbatteteli a vivere per 40 giorni una città fantasma sperduta in pieno deserto nello stato del New Mexico, Bonanza City, rimessa in sesto per l’occasione. Senza genitori, senza alcun tipo di contatto se non con qualche psicologo della produzione e con pochissimo cibo.

Seguendo le linee guida del famoso libro di William Golding, “Il Signore delle Mosche”, i bambini hanno come compito quello di creare ex-novo una piccola societa' autogestita che funziona con un suo sistema governativo senza l'aiuto (se non minimo) degli adulti.
Invece delle eliminazioni, alla fine di ogni puntata il ragazzo più votato sarà premiato.
Così è stato ed i giovanissimi partecipanti sono stati costretti a rimboccarsi le maniche fin all’inverosimile.
Questo nuovo esperimento catodico targato Cbs, dall’”originalissimo” nome “Kid Nation”, è partito il 19 Settembre, dopo essere stato registrato la scorsa primavera.
Ma è bastato uno video di pochi minuti, unica anticipazione dei contenuti, per generare infuocate polemiche e discussioni intorno al nuovo reality e scatenare le ire di associazioni e l’intervento delle autorità attraverso l’avvio di una inchiesta.Così è stato ed i giovanissimi partecipanti sono stati costretti a rimboccarsi le maniche fin all’inverosimile.

Nei mesi tra la produzione e la sua messa in onda pare, infatti, non sono mancati i pianti, i litigi gli uni con gli altri ed inoltre tanti piccoli incidenti, come ustioni in cucina o detersivi ingeriti per sbaglio. Incidenti per i quali la produzione aveva declinato ogni responsabilità come da contratto di 22 pagine, fatto firmare ai genitori… ma per gli oltre 5 mila dollari andati nelle tasche dei genitori di ogni concorrente, questo e altro!


Indubbiamente aver scelto strategicamente di ambientare il reality in uno stato come il Nuovo Messico dove le leggi per il lavoro minorile sono molto blande la dice tutta....
La famosa emittente americana si è difesa asserendo che i ragazzini potevano andarsene quando volevano ( e infatti in diversi lo hanno fatto).
Se il fine di questo strano format sembra essere, inzialmente, quasi lontanamente “educativo”, sembra però solo un modo per sperimentare sui bambini ed allevare dei piccoli “grandi fratelli”, alimentando anche la voglia, crescendo, di partecipare ai reality. Chissà se i bambini possono veramente correre il “rischio” di diventare tutti novelli Pietro Taricone senza problemi.

Se il fine di questo strano format sembra essere, inzialmente, quasi lontanamente “educativo”, sembra però solo un modo per sperimentare sui bambini ed allevare dei piccoli “grandi fratelli”, alimentando anche la voglia, crescendo, di partecipare ai reality. Chissà se i bambini possono veramente correre il “rischio” di diventare tutti novelli Pietro Taricone senza problemi.
Il successo potrebbe nuocere al loro sviluppo psicofisico?
Ma intanto si cercano già candidati per “Kid Nation2”…
Sperando, ovviamente, che la nostrana fame di novità televisive non spinga qualche sollecito autore a importare il format anche in Italia…voi, fareste partecipare vostro figlio a questo programma?
Il Promo della Discordia:
Commenti
Pare infatti che siano bambini che già lavorano nella pubblicità, quindi...
Io comunque non lo farei partecipare. Inanzitutto perchè trovo assurdo che i genitori vogliano far raggiungere la notorietà al figlio in questo modo. Ma stiamo scherzando? Sarebbero i genitori a scegliere per il bambino, ma lui cosa ne pensa?
Ma se ne andassero a... -__- scusate!
E non è detto che non arrivi qui in Italia...Se sono tutti come me ti credo che fanno flop.Come si fa a guardare dei cretini tutto il giorno.Non hanno niente di interessante da dire ,solo caxxate, materia grigia pari a zero!!!
Mi piacciono i reality vero?
Scusami ma veramente non li sopporto...baci
Piccolè...certamente è colpa dei genitori. Per i bambini resta sempre un gioco...
Daniele...per tanti soldoni...questo ed altro! sic!
Mastermax...sai che ti avevo pensato? ahahahaha...mandarci la tua deliziosa pesta li avrebbe fatto chiudere baracca in un nanosecondo! ;)
Franca...non lo sapevo. Ma ciò non toglie che è un esperienza un po troppo stressante e troppo da "sfruttamento". Immaginavo che però fosse tutto "diretto" e finto.
Urd...purtroppo il comportamento di genitori così lo ritroviamo in altri ambiti dello spettacolo...non è una novità. La scelta del bambino è anch'essa orchestrata dai genitori che fanno il lavaggio del cervello ai loro figli. Ti consiglio di vedere un film che fa riflettere ma anche ridere di questo aspetto: "Miss Little Sunshine"...fantastico! ;) ps: benvenuta! :)
Orchideablu...anche non li sopporto più...quando vidi il primo Grande Fratello, mi appassionò proprio per l'esperimento sociologico che veniva fatto. Genuino e ancora lontano dallo sfruttamento mediatico dei GF che seguirono e di TUTTI i cloni. Macchine per fare soldi, ascolti e rimepire la tv, cinema e altri ambiti...di gente INCOMPETENTE!!
:-)
P.S.: Mimmo il dolce non era troppo cioccolatoso ma al max troppo pannoso (a me non piace troppa panna nei dolci).
Ciao, colgo l'occasione per salutarti e per risponderti se Mimmo me lo concede,in questa sede.
Prima di rispondere ho pensato anch'io che l'istruzione in America costa ma tutt'ora ti dico che mio figlio di 8 anni di sicuro non lo manderei.Credo che a livello psicologico sia già difficile per un adulto sopportare la vita in un reality e sono convinta che per un bambino lo sia di più, lo dimostra le crisi che hanno già avuto.
Credo anche che per insegnare ai propri figli che la vita costa, cosa significhi lavorare, ecc ci siano altri mezzi.In primis l'educazione da parte dei genitori.
Non pensare che qui In Italia l'istruzione sia gratis, forse meno costosa ma tutto rapportato.Tante persone non arrivano a fine mese...con questo non credo che l'unica soluzione sia di inviare il proprio figlio a far reality...
Tu saresti disposto magari a far seguire tuo figlio ogni giorno da un psicologo solo per la possibilità di vincere dei soldi?
Alla fine del reality credi sia bello per un bambino di 8 anni continuare ad avere il suppurto di un medico perchè è stato come dire "traumatizzato". Io credo che sia un'esperienza che segna ma proprio a livello mentale e non andrei mai a rompere l'equilibrio che ha raggiunto mio figlio per soldi.
Naturalmente questo è un mio pensiero, rispetto il tuo, ci mancherebbe. L'argomento è molto complesso e di sicuro in due righe non è possibile affrontarlo.
Ti auguro una buona domenica:-)
Grazie Mimmo per lo spazio... :-)
Tutto stà nel farglielo vedere come un gioco. E non come la prova della sua vita. Il fatto che i bambini giochino alla guerra non vuol dire che poi la prenderanno con leggerezza. Insomma, penso possa essere una "piccola lezione" senza pretendere chissà cosa. Per questo motivo per esempio sarebbe utile non farli stare così tanto a lungo soli (magari solo una settimana). Poi hai letto che se ne possono andare quando vogliono, vero? Comunque anche i problemi che dici tu effettivamente esistono. Io dico solo di non buttare tutto il progetto via... ma magari di cambiarlo, migliorarlo e poi chissà... potrebbe anche essere simpatico.
Sì si ho letto che se ne possono andare quando vogliono.Come affermi tu avrebbero dovuto pensarlo meglio e organizzarlo in modo diverso.Troppo crudo così.Concordo.
Ciao Grissino...:-)
Ciao Mimmo...qua noi s'è fatto come se fosse casa nostra è? Grazie per l'ospitalità:-)
il segreto è eliminare il problema alla radice: meglio non fare figli ;-)
Dopodiché, vedrai che dopo la morte dei reality, tempo una decina d'anni (al massimo) e saremo costretti a sorbirci lo sdoganamento del genere, che verrà spacciato per un fenomeno di incompresa avanguardia culturale da rilanciare a tutti i costi... e i costi, in questo caso, si quantificano in neuroni, una razza in via d'estinzione!
;-)
Saluti D
Ma non è questo il punto fondamentale.
La questione principale è che tutta l'operazione viene SFRUTTATA televisivamente!
Quindi non pensiamo che, da un momento all'altro, un emittente televisiva si da al SOCIALE senza averne un ritorno in dati di ascolto, pubblicità...SOLDI!
E poi conosciamo le dinamiche dei "reality", che venivano spacciati per qualcosa di "libero" e poi invece si scopre che hanno decine di AUTORI che ne scrivono veri e propri copioni decisi a tavolino.
Il reality deve essere appetibile, attirare pubblico e creare profitto.
Ben venga quindi una così bella organizazzione di una citta dei bambini...ma non lasciamolo fare dai media.
Orchideablu...come dici tu, la questione è particolare. Ma forse siete un pò usciti fuori dai binari dalla discussione sollevata dal reality...proprio perche, secondo me, il punto fondamentale è quello che ho già espresso nel commento precedente a Grissino ;)
...e naturalmente sono FELICE del fatto che utilizzate questo piccolo spazio per portare avanti delle discussioni interessantissime. E sia CHIARO: è anche "Casa" vostra.
Basta che mettete in ordine prima di andare via... ;)
Davide...sono del tuo stesso avviso. Penso che arriverà anche in Italia...pur con altre dinamiche "riaggiustate".
Diego...benvenuto! :) ...che i neuroni siano oggi merce rara...è sodato! Il ribilitamento di un format o di un genere televisivo è storia...ma io credo che se ci sarà nuovamento un nuovo "attacco" da reality in futuro...sarà molto più ridimensionato e mai più forte e pervasivo come quello che abbiamo vissuto in questi anni. Poi credo che cambierà completamente il modo di vivere i media...specialmente quelli di largo uso. In ogni caso...chi vivrà...vedrà!
Bhe...io spero ancora di esserci! Dovremo pur rompere le scatole dall'alto della nostra esperienza...no?! ;)
Ci siamo lasciati prendere...e abbiamo analizzato anche le sfumature ...e he he ...vero Grissino?
E' stato interessante lo stesso.
un bacio e buona giornata..:-)
:-P
P.S.: Mimmo, senza soldi chi muove le cose? Dove li trovi li sponsor che regalano soldi per un progetto educativo. E' mooooolto difficile.
Per fortuna a casa mia non abbiamo l'antenna. Guardiamo solo dvd.
Grissino...scusami ma con tutta la buona volontà non riesco ad immaginare la CBS che si sbatte per un progetto educativo! ;)
Alicesu...a chi lo dici. Io oramai la guardo solo per qualche serial e cartone interessante e qualche tg!
Grande articolo, come sempre.