Albero di Natale: fuorimoda o verycool?


Una tendenza che è gradatamente cambiata negli ultimi tempi, forse perché per molti anni si è pensato che acquistare un abete naturale fosse un atto crudele contro l’ambiente, e quindi sinonimo di deforestazione.
Nulla di più errato: al confronto un albero naturale è un ‘prodotto’ a emissioni zero, a differenza di quello sintetico che viene realizzato con sostanze plastiche. Questo significa che viene ottenuto dal petrolio e che quindi, in fase di realizzazione, ha prodotto delle emissioni nocive all’atmosfera.
Inoltre gli abeti naturali vengono coltivati e ‘allevati’ all’interno di vivai specializzati in aree collinari che altrimenti sarebbero abbandonate e quindi non coltivate: riempire queste zone con abeti destinati al commercio natalizio rappresenta, fra le altre cose, un contributo al presidio del territorio. Una piccola parte (circa il
10%) viene invece recuperata dagli scarti delle potature che la forestale compie ogni anno per sfoltire le piante che impediscono lo sviluppo omogeneo dei boschi italiani.
Resta il fatto che lo svantaggio maggiore degli abeti naturali rimane comunque il loro smaltimento: passate le feste, sono pochi quelli che sopravvivono all’interno delle case e le famiglie se ne devono disfare in qualche modo. Così molti vanno a finire direttamente nelle discariche. Una bella proposta è quella di incoraggiare la riforestazione attraverso la creazione “boschi di Natale” in cui poter ripiantare tutti gli abeti utilizzati durante le feste. Ma chi se ne prenderebbe l’incarico?
Ma torniamo alle nuove e contemporanee alternative “hi-tech” che pare sembrano mettere in ulteriore difficoltà gli eterni indecisi circa la decennale scelta dell’abete: chi di voi ha visto il proliferarsi della strana ed eccentrica moda, che io ho soprannominato, dell’”albero impiccato”? Ovvero un albero a testa in giù addobbato coi colori più strani o anche classici, che può essere agganciato al soffitto o semplicemente partire con nonchalanche da terra. Qualcuno mi spieghi il suo significato. Se vi interessa potete trovarlo ovunque. Ma non tornate più su questo blog.

Resta il fatto che lo svantaggio maggiore degli abeti naturali rimane comunque il loro smaltimento: passate le feste, sono pochi quelli che sopravvivono all’interno delle case e le famiglie se ne devono disfare in qualche modo. Così molti vanno a finire direttamente nelle discariche. Una bella proposta è quella di incoraggiare la riforestazione attraverso la creazione “boschi di Natale” in cui poter ripiantare tutti gli abeti utilizzati durante le feste. Ma chi se ne prenderebbe l’incarico?

Se poi volete l’albero di Natale all’ultimissimo grido (o urlo, fate voi) potete puntare su un comodissimo, pratico e poco ingombrante…Albero di Natale Pixellato. Un


Ma tornando alla vera e classica tradizione, come possiamo non restare indifferenti alla bellezza di un albero straordinariamente addobbato? Quest’anno il record dell’abete più alto, tra quelli naturali presenti nelle piazze italiane, è andato al gigantesco ''Albero di Luce'', l'abete di Natale inaugurato in Piazza Duomo a Milano: oltre trenta metri!
L'albero proviene dai boschi del Trentino ed e' stato
selezionato tra gli esemplari destinati a essere rimossi nell'ambito del piano di risanamento boschivo. E' arrivato a Milano con trasporto eccezionale ed e' stato allestito con 40mila lampadine a basso consumo (che consumano un terzo di energia rispetto a una lampadina tradizionale) e 15mila fiori bianchi per dargli un effetto natalizio anche quando è spento. L'allestimento terminerà il 7 gennaio 2008 quando l'abete ritornerà in Trentino e sarà utilizzato per mobili e costruzioni.

Curiosità: l'immagine dell'albero (specialmente sempreverde) come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, probabilmente, in seguito assimilato dal Cristianesimo. La tradizione di ornare un albero sempreverde in occasione del Natale è invece sicuramente originaria della Germania, dove gli abitanti erano soliti addobbare le querce con pietre colorate che, col passare del tempo, vennero sostituite con ghirlande di fiori, nastri e frutti colorati. Fra i primi riferimenti storici alla tradizione abbiamo una cronaca di

Furono gli ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, a contribuire alla sua diffusione negli anni successivi. Questa usanza venne sempre più collegata alla festività del Natale al punto che si finì per sostituire le querce con gli abeti in quanto, la loro forma triangolare poteva simboleggiare la Santissima
Trinità.

A Vienna l'albero di Natale apparve nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, ed in Francia nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orleans.
In Italia si diffonde rapidamente a partire dagli anni Cinquanta.
Commenti
Ti aspetto sul mio blog...
Baciottoli!
bellissimoooo...
;)
io adoro l'albero di natale... ;)
buona giornata
Prescia...ma che onore!!! :) grazie! cavolo...bastava un post natalizio per tutto ciò?! ;) ehehe...
Alicesu...accidenti! Allora vieni da me che ti faccio fare il pieno! ;)
Signor Ponza...fibre ottiche??? si risparmia tempo nell'addobbarlo, o no? ;)
Giovanna...alla fine quello finto è più pratico. Non c'è nulla da fare! ;)
Però alla fine mi piace, penso che l'anno prossimo lo rifarò...
Complimenti per il post pieno di curiosità!
Io confesso di avere comprato un albero sintetico cinque anni fa: uso sempre quello, però, e spero che duri in eterno, dato che mi è costato la bellezza di 80 euro :(
Un saluto !
Ciao ciao
Bacioni
Cetta...eh sì! Ma io per adesso mi tengo il sintetico! ;)
Laura...ecco...come volevasi dimostrare! ehehehe ;)
Ross...immagino lo spettacolo!!!! Adoro gli alberi così. Magari mi strappi un firellino e me lo spedisci... ;)
SaraSidle...vedo che i sintetici sono i più quotati! :) ...come vedi basta un bell'addobbo...e l'atmosfera è FATTA! ;)
Complimenti per il post.....
Tuttavia ricordo un Natale passato in un piccolissimo paese montagnoso e pieno di neve in Germania, dove i padroni di casa assolutamente tedeschi avevano addobbato un pino enorme, da terra a tetto solo con centinaia di lumini che hanno poi acceso dopo la mezzanotte... semplice e molto suggestivo, credimi non lo dimenticherò mai.. forse un pò pericoloso comunque..
Ciao grande...
solo per chiarezza..
Ah...ma io ne so un'altra sulle origini dell'albero di natale...credo di averlo scritto in un post dell'anno scorso...sembra germania...ma molto molto poetica come origine...:-)
Lo costruiva Piero Cucchi un imprenditore di Bussero. Era talmente alto e luminoso che si vedeva anche a grande distanza. Non era un albero vero, e neppure un albero di plastica, era un albero fatto solo di luci e di giochi luminosi. Da tre anni a questa parte dell'albero non c'è più tracia, è sparito anche il sito www.guinnesstree.com che Piero Cucchi aveva dedicato a questa sua costosa passione. Peccato, c'era un filmato molto bello sui giochi di luce dell'albero
Inoltre quelli che sopravvivono vengono piantati nei giardini e non nei luoghi di origine, ciò a scapito delle caratteristiche autoctone.
Ti segnalo un'interessante iniziativa dell'IKEA.
Se si compra un abete vero da loro e alla fine delle festività lo si riconsegna, in cambio si riceve un buono spesa pari all'importo dell'acquisto dell'albero.
quest'anno non l'ho fatto..onestamente no ne ho avuto tempo...bhò chissà...probabile lo farò 3-4 giorni prima..se mi gira! ;)
Marcello...non avevo dubbio alcuno! ehehe...benevenuto ufficialmente!
Kniendich...non amo molto il presepe. Troppo tempo da dedicargli. L'albero con le candeline vere � il MIO sogno! fantastico!!!
Bruja...diciamo che io vado a scovare le notizie...molto vere, nude e crude! ;)
Nonnapapera...grazie per la notizia! non sapevo nulla di questo signore molto estroso! :)
Franca...� vero! Ikea ha gi� lanciato questa grande idea negli anni passati e hanno raccolto centinaia di migliaia di alberi...pensionati! Sono sempre all'avanguardia...non c'� che dire!
Margy...non ho capito...lo vuoi impiccare?! ;)