La “Viminale”: il Titanic italiano dimenticato.

Siamo al largo della costa calabrese di Palmi, di fronte allo Stretto di Messina.
All’improvviso un bagliore e un fragore assordante squarciano l’oscurità.
All’improvviso un bagliore e un fragore assordante squarciano l’oscurità.

«Guardando i nostri radar avvistammo un probabile bersaglio al largo di Palmi. Ci siamo avvicinati con lentezza ... il mio primo siluro di sinistra la colpì in pieno...ho visto la grande nave da trasporto esplodere e scivolare rapidamente sotto le onde».
Fu così che il mare inghiotte il vanto della cantieristica italiana.
Fu così che il mare inghiotte il vanto della cantieristica italiana.
Un grande transatlantico dalla stazza di 8.657 tonnellate e oltre 140 metri di acciaio, di ponti, di stive cariche di merce, di cabine di prima, seconda e terza classe e di sobri saloni per le feste.
Varata nel 1925 per conto del Lloyd Triestino, la Viminale è stata una delle prime a sbarcare nei porti del Giappone quando il Paese del Sol Levante era veramente un sogno lontano e impossibile.
Varata nel 1925 per conto del Lloyd Triestino, la Viminale è stata una delle prime a sbarcare nei porti del Giappone quando il Paese del Sol Levante era veramente un sogno lontano e impossibile.
Ma non ha passato giorno della sua vita senza lottare.
Ha gareggiato quando era la motonave più innovativa e moderna del Lloyd Triestino, ha sofferto quando partiva per viaggi lontani con il suo carico di emigranti e ha infine combattuto insieme alle truppe che instancabilmente trasportava verso fronti ostili.

Fino alla tragica notte che la vide scomparire, colpita a morte da un siluro.
Da quel momento la Viminale e la sua storia cadono nell’oblio assoluto. Rimasta inviolata e dimenticata sul fondo del mare calabrese, le sue sorti cambiano completamente quando, sessant’anni più tardi, esattamente nel 2000, viene ritrovata e identificata da un’équipe di subacquei.
Dei sub fa parte la nota giornalista subacquea Maria Pia Pezzali che da quel momento, tassello dopo tassello, ricostruisce la storia della nave in collaborazione dello scrittore Achille Rastelli e dell’Ufficio Storico della Marina militare.
Le appassionanti ricerche, durante quasi un quinquennio, sono state quindi tradotte in un volume illustrato, dal titolo “Storia della Motonave VIMINALE - Varo, Siluramento e Scoperta 1925 - 1943 – 2000”, che unisce la storia navale, la storia del XX Secolo e la ricerca subacquea come avamposto dell'archeologia industriale.

Una storia-incontro, quella della Viminale, che apre una finestra straordinaria su quelli che furono gli anni Venti, Trenta e sulla Seconda guerra mondiale, catalizzando intorno a sé le storie dell’epoca, le voci del nemico di allora, di coloro che la silurarono, minarono e affondarono.
Osservando le fotografie d'epoca, ammirando il grande quadro ad olio che la ritrae mentre corre veloce sulle onde con il tricolore che sventola libero a poppa, non si può fare a meno di pensare alla storia di questa nave, immobile nella sua gigantesca mole in perfetto assetto di navigazione, con le vetrate ancora integre, gli strumenti, i lunghi ponti e le poche suppellettili fisse al loro posto.

Una storia della quale nessuno sapeva nulla, scordata per sessant'anni su un fondale fangoso a 108 metri di profondità ma che oggi avrebbe tutto il diritto di “riemergere” come testimone speciale.
Le foto delle esplorazioni sono di un certo effetto…e chi ha amato la storia del più celebre “fratello maggiore”, il transatlantico Titanic, non può non appassionarsi alla Viminale.
D’altronde, non sapevo manco che questo relitto fosse così vicino a casa mia…proprio nel mio mare e nella spiaggia che frequento sin da bambino. E scusate se è poco! ;)
Ecco alcune delle spettacolari foto del relitto della "Viminale":



Commenti
come mai voglia di titanic di la verita' ci hai pensato di far un viaggio su qlk nave :) ?
ahaha scherzo...
buon fine settimana
angela
Angela...l'unica nave che ho preso finora è stata quella che mi ha condotto in Grecia! ...sono ancora vivo...quindi.... ;)
un abbraccio a te!
pare ci siano diversi relitti nella costa calabro-sicula...