07 gennaio 2007

"Apocalypto"

Annunciato come il film evento di questo primo 2007, ieri ho approfittato del giorno di festa per gustarmelo col gruppo di amici nello splendido Warner Village della capitale romana.

Contesto Storico
Nata intorno al 2600 a.C. circa, l'evoluta società Maya praticava anche guerra, schiavitù, e nell'ultima fase offerte umane agli dei.
Sembra che varie cause concorsero al suo declino:
deforestazione per produrre malta, siccità e carestie, conflitti e rivolte, ma principalmente l'arrivo dei conquistadores spagnoli, portatori tra l'altro di malattie che sterminarono il 90 % della popolazione.


Trama (ATTENZIONE: da non leggere per chi non vuol vedere rovinata la sorpresadella visione!)
Zampa di giaguaro è un giovane Maya che vive insieme al padre, la moglie incinta e il piccolo figlio in un villaggio sperduto nella foresta pluviale.

L'esistenza scorre serena tra la caccia e la vita in comunità, ma una mattina irrompe uno squadrone di mercenari che brucia le capanne e uccide chiunque gli capiti a tiro.
I sopravvissuti vengono fatti prigionieri.
Tra questi anche il coraggioso Zampa di giaguaro che, impotente, ha dovuto assistere alla barbara uccisione del padre riuscendo però a mettere in salvo la moglie e il piccolo figlio sul fondo di un pozzo.
I soldati di ventura hanno intenzione di vendere le donne come schiave e immolare gli uomini sull'altare sacrificale: anche Jaguar Paw rischia l'uccisone, ma un'eclissi di sole dal tono propiziatorio lo salva da morte certa. Datagli una possibilità, Paw riesce a fuggire nella jungla, non prima però di aver ucciso il figlio del responsabile della sua cattura e della strage del proprio villaggio. Da ora ha inizio una spietata caccia all'uomo.

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Il caro Mel Gibson sembra aver fatto suo uno stile iperrealista e che infrange ogni minima regola di buon gusto.
Girato in loco, parlato in maya yucateco (lingua tuttora in uso), Apocalypto ha un cast di non professionisti composto da nativi del continente (dal Canada al Centro America).
Come per “La Passione di Cristo” anche con Apocalypto sono nate diverse critiche per l'ostentata violenza e le sequenze al limite dello splatter.
In Italia, come non è successo in molti altri Paesi, nessun divieto e nessun taglio è stato imposto alla pellicola. Certo che il sangue (con schizzi sulle telecamere alla Braveheart), i cadaveri imputriditi e i cuori estratti ancora pulsanti dai petti delle malcapitate vittime non lasciano indifferenti.
La Passione ci poteva anche stare...raccontata come era avvenuta nel modo più REALE possibile. Ora....quale storiella o quale avvenimento permetteva di riprendere scene cruente, scontri selvaggi e violenti? mmmh....le vecchie civiltà? CERTO! Buona idea....!

Il film-pretesto parte molto bene, dosando immagini spettacolari e realismo ad altissimi livelli: la bellezza dei luoghi e la natura lussureggiante vengono infatti fotografati con sapiente maestria, inoltre la necessità di stare sempre aderente all'azione, soprattutto durante le lunghe marce e le rapide fughe nella foresta, si integra alla perfezione in una pellicola in cui i personaggi parlano assai poco e pronunciano frasi piuttosto prevedibili.
Tutto ok fino all'ultima parte della fuga...che sembra un incrocio tra "Predator", "Rambo" e "Mamma ho perso l'aereo"....anche qua Mel si è spremuto le meningi per deliziare gli stomaci!
Alla fine l'iniziale ricostruzione storica si tramuta in una lotta alla sopravvivenza trita e ritrita dal cinema.
Le stesse analisi della psicologia dei Maya (curiosamente rappresentati sia come feroci guerrieri che come giocherelloni alle prese con problemi coniugali e suocere invadenti) e delle ragioni della decadenza di questa civiltà (lotta intestina tra le tribù, corruzione morale, carestie ed epidemie) sono accennate rapidamente senza alcun approfondimento mentre il film è cosparso di segni profetici e simbologie piuttosto elementari (eclissi di sole, bambini malati col dono della preveggenza, serpenti e giaguari che appaiono nei momenti più opportuni) che culminano con l'apparizione delle navi spagnole all'orizzonte.
Ma il buon vecchio Mel coglie così questa analisi col rito del sacrificio maya…e non gli par vero di poter rappresentare cuori pulsanti strappati dal, il corpo disfatto pezzo per pezzo e teste mozzate fatte rotolare lungo l'infinita parete delle piramidi.....cosa hanno aggiunto tutte queste trovate al valore del film???
MEluccio caro....se hai voglia di sbizzarirti sul genere...ti consiglio un bel filmetto Horror
.

Apocalypto resta comunque un film avvincente per stomaci forti che, seppur nasce dall'immaginazione di un Mel Gibson sempre più difficile da stimare come persona, merita senz'altro la visione.

TotoMel: quale sarà secondo voi il prosimo spunto-pretesto???

4 commenti:

Anonimo ha detto...

mio fratello l ha appena scaricato..
mo me lo guardo :) e ti dirò che ne penso :)

ps.sn contro l illegalità, sempre, e comunque.

giudi

Mimmo ha detto...

ottime motivazioni direi!
...tant'è che in carcere al massimo ci finisce il fratello!!! ihihihih....

W la legalità...! ;)

Anonimo ha detto...

mmmm..nn sono riuscita a vederlo fino alla fine...
in realtà neanche fino a metà :S :S

giudi

Mimmo ha detto...

giudi...
ma perche ti ha fatto ribrezzo....
o te sei abbioccata? ;)