29 giugno 2007

Un Estate al Melone...


Con l’arrivo di questa torrida estate 2007, dedico il mio post “culinario” ad uno dei frutti che va per la maggiore in questo periodo: il nostro caro buon vecchio MELONE!
Sinonimo di estate, grazie ai suoi colori e al suo inconfondibile profumo, il melone rappresenta al meglio la bella stagione per eccellenza.


Il suo orripilante nome scientifico è “cucumis melo”, mentre secondo i libri di botanica è un “peponide”, ovvero parente stretto delle zucchine e dei cetrioli! Forse originario dell'Asia (i cinesi ne usano le virtù terapeutiche), secondo altre fonti è di origine africana. In Italia fu introdotto in età cristiana, come testimoniano alcuni dipinti di Ercolano.

Per il suo scarso contenuto calorico (circa 30 calorie per cento grammi) e l’elevato valore in potassio, sali minerali e vitamine, è un formidabile alimento che riesce a coniugare sapore, linea e salute. In particolare il melone è ricco di carotenoidi, antiossidanti, elementi che gli conferiscono il caratteristico colore arancione ( e favoriscono l’abbronzatura) ma che fondamentalmente proteggono contro i tumori e i disturbi cardiocircolatori.
Esistono parecchie varietà di melone, da quella “estiva”, come il Cantalupo e il Retato, di forma ovoidale e buccia giallo-verdognola, la più conosciuta, dal sapore dolce molto accentuato e un profumo fruttato intenso e la polpa soda che va dall’arancione acceso al rosa salmone.

Esiste anche la variante invernale, di colore bianco-giallo all’interno e con buccia gialla o verde.

Il 60% della produzione mondiale proviene dall'Asia; in Europa i maggiori produttori sono Spagna, Romania, Francia e Italia (soprattutto nel mantovano e a Pachino in Sicilia).
Per stabilire se un melone è di buona qualità, bisogna picchiettare leggermente con le nocche sulla buccia: non si dovrebbe sentire alcun suono. Se questo esame va a buon fine, premere leggermente il frutto in corrispondenza del picciolo e all'estremo opposto: il melone dovrebbe essere piuttosto elastico ma non eccessivamente molle. La buccia non deve presentare ammaccature o macchie e dev'essere profumata (diversamente è probabile che il frutto non sia ancora maturo).

Se vi piacciono i meloni più saporiti scegliete i frutti “maschi”, ossia quelli che presentano un punto nero all'estremità opposta rispetto a quella dove si trova il picciolo.
Gastonomicamente parlando, il melone è abbastanza versatile e la sua innata freschezza lo rende abbinabile, oltre al classico prosciutto, anche a insalate leggere o addirittura a primi o secondi piatti.
Il vostro Mimmo vi propone perciò una gustosa variante: un risotto estivo al...melone!
Provatelo…e fatemi sapere! ;)


Risotto al melone

Ingredienti per 4 persone:
- 350 g di riso
- 1 melone
- 60 g di burro
- 70 g di prosciutto cotto
- 1/2 cipolla
- brodo
- vino bianco secco
- un dl di panna
- Parmigiano Reggiano grattuggiato
- sale
- pepe bianco in grani

Preparazione:
Fate soffriggere in una casseruola metà del burro con la mezza cipolla. Quindi unite al soffritto il riso, bagnate con il vino bianco secco e il brodo prima di portare il tutto a cottura.
Nel frattempo, tagliate con cura a dadini il prosciutto cotto e il melone maturo al punto giusto, ovviamente dopo averlo mondato dalla buccia e dai semi.
Poi soffriggete il prosciutto e il melone nel rimanente burro e uniteli al riso poco prima del termine di cottura.
A cottura ultimata aggiungete la panna ed il parmigiano.
Regolate di sale, aggiungete pepe bianco quanto basta e mescolate bene prima di servire il risotto in tavola.
Buon appetito!

26 giugno 2007

La lunga estate caldissima

L’Italia centro-meridionale sta boccheggiando da alcuni giorni con temperature che hanno tranquillamente infranto la barriera dei 40 gradi centigradi e fatto diventare questo Giugno 2007 il mese più caldo mai registrato nel nostro bollente Paese.

Già scattati i vari allarmi per le ondate di calore: oltre all'inevitabile incremento dei consumi energetici dovuto all'uso massiccio di condizionatori d'aria e refrigeratori (la domanda elettrica ha già toccato i 54.300 Mw), si sta infatti registrando anche un inevitabile aumento dei consumi idrici che aggrava la situazione già difficile delle scorte d'acqua in alcune regioni.
La Protezione civile ha lanciato l"allarme rosso" nelle città di Bari, Palermo, Pescara, Campobasso, Cagliari e Catania. Città che soffocano con temperature che superano i 44° C, complice anche un vento caldissimo che soffia inesorabile!

Così, in queste ore, nel Barese l'Aeronautica Militare ha registrato una temperatura record di 47°. A Roma la massima è stata di 31,2 gradi, ma la temperatura percepita era di ben 40 gradi, a causa dell'alto tasso di umidità che sta raggiungendo livelli record. L’altro ieri, era addirittura del 63%. A Catania la temperatura percepita e' stata di 45 gradi, con un forte vento che sull'isola ha favorito il divampare di numerosi roghi. Così come in Calabria ma anche in alcuni Paesi Europei, visto che l’ondata di caldo ha colpito anche gran pare dell'Europa Sudorientale e del Medio Oriente: le autorità greche, con colonnina di mercurio oltre i 47°, hanno allertato tutti i servizi di emergenza per affrontare i numerosi blackout i mentre la scorsa settimana 19 persone sono morte in Romania a causa del solleone.

Ma con l'arrivo del caldo record è boom anche negli acquisti di cocomeri, meloni e pesche...con malcelata e diabolica soddisfazione della Coldiretti che, in occasione dell'arrivo della stagione estiva con il solstizio d'estate, registra un aumento della domanda dei caratteristici frutti per effetto del clima afoso che interessa l’intera penisola.

La prima ondata di caldo estivo, insomma ci sta facendo veramente cuocere allo spiedo!
Io, che mi trovo da pochi giorni “in ferie” nella mia Calabria…posso solo dire che i condizionatori di casuccia mia funzionano alla grande.
Con buona pace dei consumi elettrici.
Almeno risparmio acqua…mettiamola così! ;)

24 giugno 2007

Le favole di L'Aura

Videoclip nuovo di zecca in uscita e degno di nota!
Si tratta di “Non è una favola” di L'Aura, girato da Maki Gherzi con la tecnica del passo-uno (detta anche “stop motion”).

Un lavoro originalissimo che incastona questa nuova canzone che, onestamente, mi piace tantissimo perché con ironia punta il dito sulle nevrosi di taluni personaggi dello star system che fanno della loro vita dorata una trappola di infelicità, mischiando sonorità elettroniche molto suggestive.

Il singolo anticipa il nuovo atteso album di L'Aura, che si intitola "Demian", nome ispirato da una celebre opera di Herman Hesse, e composto da dodici nuovi brani, in lingua italiana e inglese.

Laura Abela (il suo vero nome) 22 anni, può vantare un talento unico sia come compositrice, sia come musicista polistrumentista e cantante.

Ha ufficialmente debuttato nel 2005 con il disco "Okumuki", lanciato dalla simpatica e trascinante "Radio Star" che ha conquistato il pubblico così come i diversi singoli estratti arrivati ai primi posti delle classifiche. Ha inoltre partecipato al Festival di Sanremo e ottenuto vari riconoscimenti.

La cantante bresciana ha, effettivamente, una voce inconfondibile, molto potente ma allo stesso tempo molto dolce che crea delle sofisticate e intense atmosfere.

Ma in attesa di testare l’album, ecco il particolarissimo videoclip “Non è una favola”, tutto da gustare, come la canzone.



22 giugno 2007

I segreti di Sir Newton


Disdite tutti gli impegni che avete fissato per il 2060!

…prevista, infatti, l’ennesima e definitiva fine del mondo. La preziosa rivelazione non è dettata però da un Branco qualsiasi o un Do Nascimiento dei poveri, bensì da un eccellente insospettabile: Sir Isaac Newton!

La leggenda lo vuole sdraiato sotto un albero quando, colpito da una mela elaborò la teoria della gravità dei corpi. E se Newton è considerato il fondatore della fisica e dell'astronomia classiche, nonché padre della scienza moderna, è proprio perché le sue teorie sono nate dall'osservazione empirica della realtà. Insomma, un razionalista puro.

Ma Newton, nonostante il suo pensiero positivista, non fu impermeabile al senso del mistero e della superstizione e non si dilettò solo nello studio della fisica e dell'astronomia, ma anche nell'interpretazione dell'Apocalisse, alla ricerca di un mondo simbolico, misterioso e colmo di profezie nascoste.
Personalità complessa e curiosa, poiché pare che in 50 anni di attività, il professore di Cambridge abbia scritto addirittura più di 4500 pagine sul tema delle profezie e alimentato una grande passione per la faccia misteriosa della realtà e su quegli ambiti che la scienza ha sempre bollato di 'superstizione': l'alchimia (la possibilità di trasformare i metalli più vili in oro lucente) come il millenarismo (il calcolo matematico per prevedere il giorno dell'Apocalisse).

A dimostrare tutto ciò una sua lettera che viene esposta a Gerusalemme in questi giorni. Una lettera che, sulla base delle sole scritture bibliche dei versi del libro di Daniele, preannuncia la fine del mondo. E, con precisione scientifica, ne fissa la data nell'Annus Domini 2060, esattamente 1260 anni dopo la fondazione del Sacro Romano Impero d'Occidente.
Informazioni di diretta provenienza divina, almeno secondo Newton, messe nero su bianco.

La lettera, identificata dalla sigla “Yahuda MS 7” e datata 1704, appartiene a un ricco collezionista di manoscritti scientifici e non veniva esposta al pubblico dal 1969. Un testo che già qualche anno fa suscitò l'interesse del mondo scientifico e, soprattutto, dei mass-media, ma che solo oggi è possibile vedere e leggere coi propri occhi dopo un lungo e particolare viaggio che portò le sconvolgenti carte teologiche, profetiche ed eretiche, dagli archivi della famiglia Newton agli uffici londinesi di Sotheby's, nel 1936, fino alle lontane sale della Jewish National and University Library.
Oggi è il pezzo forte di una mostra allestita presso la Jerusalem's Hebrew University dal titolo accattivante "Newton's Secrets".

…meno di 53 anni. Siete stati avvisati!

20 giugno 2007

Le origini della "CASTA"

La politica italiana ultimamente si sta interrogando sul sempre più diffuso senso di disaffezione e di allentamento da parte dei cittadini. Una sorta di cancro che stà attaccando le fondamenta delle POLTRONE di TUTTI i nostri preoccupati Dipendenti.

L'attuale crisi politica è stata già da più parti paragonata al periodo di Tangentopoli, quando il sistema politico zompò e si passò dalla prima alla seconda repubblica. Esattamente quattordici anni fa, era il 1993 quando il popolo italiano, stufo, annoiato, derubato e sopratutto incazzato, di destra di centro e di sinistra, sentenziò con una condanna inappellabile il decadimento, il fallimento globale della politica italiana.

Una punizione all’intero sistema partitico che si riflesse con un forte astensionismo nei successivi appuntamenti elettorali. Il quadriennio che va dal ’92 al ’96 si chiude lasciandosi, così, alle spalle gli anni di Mani Pulite, della P2, dell’attacco di Cosa Nostra allo stato, del ricordo dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino…e di altri valorosi.


Dopo un periodo di transizione, con governi tecnici, legislature di durata limitata e cambiamenti degli assetti partitici dovuti al sistema elettorale, il secondo governo Berlusconi, dal 2001 al 2005, sarà il primo governo nella storia della Repubblica a durare 5 anni.

Ma negli ultimi anni si è assistito ad un rinnovato mutamento del rapporto tra politica e affari, con alcune questioni percepite significativamente dalla popolazione e salite agli onori di cronaca, come la posizione in conflitto di interesse dell’allora Premier Silvio Berlusconi, capo di governo ed imprenditore al tempo stesso o lo scandalo che travolse nel 2005 l’allora governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, in merito ad alcune losche vicende del mondo bancario.

Ma forse converrebbe guardare più indietro, proprio agli anni Ottanta, all'inizio di una fase irreversibile ed incontrollabile della vita partitica italiana.
Fu allora, probabilmente, che quei poteri forti di cui oggi tutti avvertono il fiato sul collo, cominciarono ad accarezzare l'idea di poter "prendere" tutto il potere" nella nostra società.
Gli anni Ottanta furono gli anni della disillusione politica, anni in cui si affermò il principio che quello capitalista fosse il migliore dei mondi possibili e furono poste le premesse perché la "questione morale", lungi dall'essere superata con Tangentopoli, bloccasse come una ganascia il sistema politico italiano.

Insomma, è indubbio che la politica in generale ha fatto pochi passi avanti verso una maggiore eticità e responsabilità. Se da un lato, il governo Berlusconi, ha avuto personaggi con scarso senso istituzionale o alle prime armi, dall’altro, l’ultimo governo Prodi, non ha fatto meglio, aumentando il numero delle poltrone, con pochissime donne, e con le solite facce.

Solo dando una occhiata al numero di ministri dei passati governi italiani possiamo fare delle tristi considerazioni: dal 1983 al 2006 la media totale di ministri in italia è stata di circa 30 unità!
A confronto con altri paesi europei, tralasciando i rispettivi sistemi elettorali, Germania e Spagna contano sedici ministri; in Francia con la presidenza di Nicolas Sarkozy sono quattordici, di cui 7 uomini e 7 donne; la Svezia conta ventidue dicasteri in totale. Inoltre, gli incarichi e consulenze esterne sono limitati, e ragionevoli sono anche i compensi.
Valutando sempre globalmente, non dimentichiamo le indennità dei parlamentari, tra le più alte in Europa, e la possibilità di ottenere una pensione dopo un paio d’anni di mandato.

Aspettiamo tutti delle risposte da questo governo, in tema di sprechi e privilegi della casta politica...come l'omonimo libro, "La casta-Così i politici italiani sono diventati intoccabili" di Sergio Rizzo e Gianantonio Stella, che ha suscitato notevoli polemiche e, come accade in questi casi, ha avuto grande successo e stà spopolando in libreria.

Gli avvenimenti dell'ultima settimana sono la risposta: politici che si lamentano per l'assenza del gelato nella buvette del Senato, politici che si fingono malati per superare i blocchi stradali a bordo di un' ambulanza, politici che chiedono a gran voce il diritto alla privacy per impedire ai cittadini di sapere quali sono i loro loschi affari. Eh sì, quando si tratta di difendere i loro interessi e i loro privilegi i nostri politici marciano compatti, non c'è destra o sinistra che tenga, quando invece si parla dei problemi degli italiani si dividono il più che possono per proteggere il loro preziosissimo bacino elettorale, fonte dei loro privilegi di casta.

Sarebbe un bel segnale se il Parlamento adottasse dei provvedimenti per dimezzare le indennità ed eliminare, ad esempio, le “pensioni d'oro”.
In merito vi segnalo una petizione, ovviamente politicizzata ma pur sempre onesta nel suo intento, che cerca di portare avanti delle richieste riguardanti l'abolizione di alcuni privilegi assurdi del mondo politico.

Se volete firmare, questo il link: http://www.idvgiovani.it/petizione/




19 giugno 2007

Mamma, ho rifatto l'aereo!

Una vera e propria mania ha ultimamente invaso il cyberspazio. Protagonista assoluto di questa nuova "moda" è nientepopòdimenoche il vecchio caro aeroplanino di carta!

Un ritorno che sa di nostalgico andante quando a tenere banco a scuola erano i piccoli caccia di carta, croce degli insegnanti e delizia degli studenti di qualche anno fa, quando i videofonini non esistevano ancora e non ci si poteva scambiare filmati bullistici o sexy con i compagni.

Ma se i tempi cambiano (in peggio, non si sa) la gloriosa epopea degli aerei di carta pare essere tornata ad esercitare il suo fascino, trasferendosi dalle scuole ai laboratori universitari dove, ad esempio, ingegneri provetti e serissimi professori dell'Università inglese (sempre loro!) di Leeds, si sfidano nella costruzione dell'aereoplanino PERFETTO che vola più veloce, più lontano e assolutamente più a lungo.
Popolarissimi sono diventati i video online caricati a decine dagli studenti di ingegneria aereonautica, nei quali si spiega come trasformare un semplice foglio di carta in un aliante.
Ma per i più esigenti esistono anche diversi libri di testo, come ad esempio “Il libro dei record mondiali degli aeroplani di carta”, scritto dall'ingegnere aerospaziale statunitense Ken Blackburn che ha voluto condividere con i lettori i suoi segreti di costruttore.
Così Blakburn, oltre ad occuparsi di caccia e incursori volanti, ha fatto della passione per gli aerei di carta un vero e proprio secondo lavoro trasformando il singolare hobby in una disciplina sportiva, che impegna il geniale ingegnere più ore a settimana, e nella quale detiene addirittura il record mondiale di durata del volo a porte chiuse: ben 27,6 secondi. Ottenuto nei momenti morti mentre lavorava all’ F-18, lo storico jet dell'aeronautica militare Usa.

Ken ritiene che il vero aereo di carta debba essere fatto a partire da un solo classico foglio di carta A4 rigida se si vogliono raggiungere prestazioni serie. Ma una sola è la regola fondamentale:
“…l'aero con la punta più dura vola meglio”.
...
e si schianta eroicamente con miglior risultato sulle spalle del primo supplente utile!

Per tutti coloro che vogliono perfezionare la propria tecnica in questa particolare declinazione occidentale (e guerresca) dell'arte orientale dell'origami, vi consiglio alcuni siti che dovrebbero fare al caso vostro, dove viene minuziosamente spiegato come realizzare aerei dalle più svariate forme, classificandoli in base alle prestazioni di volo e alla complessità nel costruirli.






18 giugno 2007

Intervista doppia: Michael VS Virginio

Nuovo appuntamento con lo spazio dedicato alle interviste doppie.
Questa volta ho scelto una storica intervista che vede protagonisti due celebri conduttori della tv italiana.
Uno è Michael Nicholas Salvatore Bongiorno..ma tutti lo conosciamo come l’inossidabile Mike Bongiorno, mito vivente e rappresentante ufficiale della storia televisiva nostrana.
Nato a New York il 26/05/ 1924 (da padre siciliano), il re dei quiz ha praticamente tenuto a battesimo il primo quiz della televisione italiana, "Lascia o raddoppia?" contribuendo a far entrare il nuovo mass media nella cultura popolare dell' Italia post-guerra.
Seguirono decenni di quiz e show-game ("Lascia o Raddoppia?", "Il Rischiatutto", "TeleMike", "La Ruota della Fortuna"...), prima nelle braccia di mamma Rai per poi passare definitavamente nelle amorevoli cure delle reti private del Berlusca .

Ottant'anni celebrati alla grande nel 2004, con il conferimento meritatissimo dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito. Mentre nell'autunno 2007 SuperMike sarà insignito della laurea "honoris causa" in televisione, cinema e produzione multimediale presso lo IULM di Milano.

Bongiorno è noto sopratutto per le sue popolarissime gaffe e papere, create da facili doppi sensi oppure su storpiature di nomi propri e che hanno fatto di Mike una delle sue più riconoscibili caratteristiche di scena. Potete trovarne una ricca (per quanto minuscola) rappresentanza nell'esilarante video-raccolta che potete gustarvi qua in basso.


L'altro intervistato eccellente è colui che è considerato il degno successore di Mister Mike, ovvero Virginio (Gerry) Scotti, nato nel Pavese il 07/08/1956.
Anche se personalmente non mi fà impazzire è indubbio lo stile di conduzione di Scotti che ha presentato e lanciato numerose trasmissioni televisive di successo, da "Chi vuol essere milionario?", fino a "Passaparola", "La corrida" e "Smile".
Nato artisticamente nel 1982 come prima voce di Radio Deejay, il primo amore di Gerry fu proprio la musica e tanti i programmi musicali che condusse, ("Festivalbar", "Azzurro", "DJ Television")...per poi divenire negli anni asso pigliatutto delle reti Mediaset.
Non posso che essere d'accordo con Umberto Eco, che in un suo saggetto ("Fenomenologia di Mike Bongiorno") afferma che:"...l’esercizio della mediocrità, la celebrazione del nozionismo fine a se stesso, il luogo comune, la finta gaffe architettata ad arte sono tipici di uno e dell’altro conduttore.
Credevamo che Mike ormai fosse storia della tv, nonostante si aggrappi con le unghie e con i denti al suo quiz con i bambini (che notoriamente odia).
E invece no. Lo hanno clonato. Dalla grappa al risotto, la storia della tv nozionista e nazionalpopolare continua con il suo alter-ego della bassa padana..."

Ottima analisi perchè in effetti Scotti penso sia un clone a tavolino di Mike Bongiorno, con la sostanziale differenza che Mike, nella sua carriera, ha inventato i quiz, mentre Scotti li conduce solamente. E scusate se è poco!

Ma ecco l'intervista doppia, che troverete anche nello spazio a sinistra dedicato, e un video-chicca con le gaffes celebri di Bongiorno.
Allegriaaaa....

Intervista doppia:

Alcune memorabili gaffesdi Mike:

17 giugno 2007

Grazie!

Onestamente 5000 visite in pochi mesi sono una bella soddisfazione...sono piacevolmente stupito di questo risultato che dimostra come, a volte, scrivere e aggiornarsi insieme a voi è qualcosa di stimolante e molto positivo.
A me aiuta a scaricarmi e rilassarmi, oltre che a servire da "allenamento giornalistico-creativo".
Poi un pò di sano egocentrismo, con questo post...permettetemelo! ;)
Fa bene a noi stessi...ma se assunto in piccole dose e lontano dai pasti!
Grazie di cuore a tutti voi!
.....e naturalmente...continua!
mimmo

16 giugno 2007

Giornata del Bambino Africano

Oggi si celebra la "Giornata del Bambino Africano", voluta dallUnicef e mirata a chiedere una misura di prevenzione per lo squallido traffico che ha per oggetto proprio la popolazione più innocente della grande Africa.

Le stime sono allarmanti e da rimanere sbigottiti: ogni anno oltre 1,2 milioni di bambini africani sono vittime del traffico dedito alla prostituzione, ai gruppi armati (come bambini soldato), per ottenere lavoro a poco prezzo o gratuito e per farli lavorare come domestici o mendicanti; una situazione favorita dalla posizione geografica e dalla storia del Paese, che ha sempre avuto migrazioni di popolazione verso i paesi limitrofi.

Le cause di fondo del traffico di minori sono complesse e tra loro correlate: povertà, limitato accesso all'istruzione, mancanza di protezione contro lo sfruttamento, debolezza delle istituzioni. I bambini vittime del traffico subiscono traumi psicologici dovuti alla separazione dalle famiglie, vengono esposti a gravi stati d'incuria, all'infezione da HIV, oltre che ad abusi fisici sia da parte dei trafficanti che da altri sfruttatori.

Questo triste e allucinante traffico viola profondamente il diritto di ogni bambino di essere protetto, di crescere in un ambiente familiare e avere PIENO accesso all'istruzione.

La cosa più sconvolgente è che la parte di mondo più fortunata (ipertecnologica. moderna e all'avanguardia...) resta a guardare indifferente forse troppo lontana da questa realtà per assumerla come un REALE problema.

Il nostro "mondo" ha però la possibilità, e aggiungo anche il DOVERE, di sconfiggere la povertà estrema, le malattie, l'inquinamento ambientale ed innalzare la qualità della vita di ogni essere umano che abita il pianeta...questo perchè la civiltà globalizzata del terzo millennio possiede la ricchezza, la conoscenza e i mezzi per coronare il sogno di un'umanità affrancata dalla miseria e dalla mancanza dei bisogni di base.

Questa filosofia spinse, nel 2000, i Capi di Stato e di governo di tutti gli Stati membri dell'ONU, a porre la propria firma in calce alla "Dichiarazione del Millennio" (United Nations Millennium Declaration).
Quello che viene richiesto, fra gli altri, è semplicemente il rispetto di questi punti...per la tutela e il diritto a ciascun bambino di CRESCERE umanamente!

Alcune iniziative importantissime per riscattare milioni di bambini dalla condizione di povertà in cui vivono, da un futuro incerto e dalla discriminazione e di affiancarli perché possano costruirsi un futuro migliore, riguardano oggi tutte le associazioni che si occupano anche di adozioni a distanza. Uno strumento che permette di dare un aiuto IMMEDIATO e tangibile a chi non ha modo di autosostenarsi sufficientemente, con il vantaggio di rimanere nella propria terra e magari, un giorno, essere veri protagonisti di un cambiamento profondo e positivo.
Importante anche l'operato del commercio EQUO-SOLIDALE, nella quale si cerca di garantire ai produttori ed ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo un trattamento economico e sociale equo e rispettoso che auspica, così, una economia DIVERSA globale e locale. Un modello di sviluppo "dal basso", sostenibile e partecipato.