31 ottobre 2007

CliccareMimmo si rinnova!


A quasi un anno dal lancio del mio blog (era esattamente il 2 Novembre 2006) ho deciso di festeggiare questo primo anno con l'imminente apporto di alcune modifiche che mi auguro rendano più gradevole e veloce le visite di tutti voi che, casualmente o volutamente, passate di qua e condividete col sottoscritto le riflessioni su questo strano mondo che ci circonda.
Visto che CliccareMimmo vuole continuare ad essere un blog curioso e di approfondimento a 360° di ogni tipo di notizia, curiosità, recensioni su album musicali, film e libri, ricette, politica, gastronomia, internet etc….lo farà, appunto, con questo piccolo “regalo”: una sfiziosa e nuova veste grafica!

In arrivo, oltre alle già citate novità grafiche, ci sarà anche spazio per il lancio di nuove “rubriche” (chiamiamole così) già in cantiere. Una di queste sarà un nuovo e specialissimo “angolo” che partirà subito e cercherà di suscitare ricordi, spero piacevoli, legati a tutto ciò che…è stato! ;) …posso solo svelarvi il nome: REWIND!
Ma basta con le anticipazioni. Voi rimanete in ascolto e aspettatevi, da un momento all’altro, di ritrovarvi davanti…il nuovo CliccareMimmo!
Oramai manca davvero poco.

Approfitto per augurare un “BUON PONTE” a chi avrà la fortuna di farlo e un sereno fine settimana a tutti gli altri!

Mimmo
ps: sopra potete ammirare in anteprima il NUOVO LOGO...vi piace?

Ratzy e le nuove frontiere dell'atto farmaceutico

"Diritto all'obiezione di coscienza anche per i farmacisti, affinché sia loro consentito di non collaborare, direttamente o indirettamente, alla fornitura di medicinali che hanno finalità immorali, quali l'aborto e l'eutanasia; diritto per tutti, soprattutto per le popolazioni dei paesi poveri, di accedere ai farmaci di prima necessità; no all'uomo cavia perché le scienze biomediche devono essere al servizio dell'uomo malato."

Lo ha ribadito papa Benedetto XVI, rivolgendosi ai partecipanti al XXV congresso internazionale dei Farmacisti cattolici, lunedì scorso. Nella ricerca farmacologica, avverte il Papa, "non è possibile anestetizzare le coscienze", soprattutto sugli effetti delle molecole che hanno come scopo principale quello di impedire l'annidamento di un embrione o di abbreviare una vita umana.
A tal fine, sempre secondo Ratzy, è importante che tutti i professionisti cattolici nel mondo sanitario, come tutti gli uomini di buona volontà, si mobilitino per orientare, in questo senso, l'approfondimento della formazione di quanti svolgono la professione sanitaria.

I farmacisti cattolici dovrebbero, in sostanza, divenire quindi i nuovi paladini della moralità sociale e dell'integrità umana nonchè mentori personali dei giovani scapestrati.
Peccato che l'ennesimo fervore di Ratzy cozzi con le leggi laiche del Belpaese, ed è espressamente l'articolo 38 del testo unico delle leggi sanitarie a parlare chiaro:

«...I farmacisti sono costretti, dietro prescrizione medica, a consegnare il farmaco o a procurarlo, se non disponibile, nel più breve tempo possibile...»

Mi metto nei panni di un povero farmacista disgraziato: se si accetta che è il fine per cui si usa un presidio quello a determinare la liceità o meno, non se ne esce più: prendiamo una semplicissima siringa, essa potrà servire per un farmaco salvavita (es. insulina) o anche per iniettarsi una dose di droga! Cosa dovrebbero fare allora le armerie? non dovrebbe più vendere nulla.
Oppure avete mai provato ad andare in un negozio di articoli religiosi? In teoria si dovrebbero vendere calici, paramenti, ostie e compagnia bella, previa identificazione dell'acquirente che deve essere realmente un sacerdote. Ma chi ce lo assicura, visti i numerosi casi di falsi preti o di misteriose sette sataniche?

Ma il discorso è forse un altro...le continue ingerenze della Chiesa nella vita quotidiana di TUTTI è ai massimi storici!
Chissà perchè invece quando si cerca di chiedere spiegazioni di fatti, gravi e non, ad opera della stessa o di alcuni suoi esponenti...si arrogano il diritto di non rispondere perche sono affari interni.
Sbaglio o c'è uno squilibrio??

Geniale la vignetta del bravissimo Mauro Biani!

30 ottobre 2007

“Stardust”: stella…cadente!

Arrivato nelle sale da poche settimane, “Stardust” è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo fantasy di Neil Gaiman (autore di numerosi best sellers come “Sandman”, “American Gods” e “Coraline”) e, nelle sue originarie intenzioni, voleva essere l’ennesimo film della migliore tradizione del genere fantasy d’annata (vedi tutto il filone di riferimento che và da "La storia infinita" fino a "Le cronache di Narnia") . La pellicola miscela, nella più classica delle fiabe, tutti quei cliché caratteristici dei film fantastici, strizzando però l’occhio anche a numerosi elementi avventurosi, una bella spruzzatina di splatter e di noir, oltre a diversi temi più “terreni” come complotti, omicidi e tradimenti.
“Stardust” fondamentalmente narra di una appassionata storia d’amore molto romantica immersa in una deliziosa atmosfera retrò da classico film di “cappa & spada” che si svolge a cavallo fra due mondi, uno reale (con il pacifico villaggio di Wall) ed uno governato dalla magia (il regno di Stormhold) e popolato da decrepite streghe, pirati glamour e da leggendari unicorni, ma separati fra loro da un muro millenario che funge da barriera invalicabile fra questi due universi così diversi. Ad unirli vi è solo un varco sorvegliato notte e giorno dagli abitanti del piccolo villaggio di Dunstan, affinché nessuno oltrepassi la recinzione.

Ma un giorno il giovane e curioso Thorn con uno stratagemma supera il varco ed entra nel magico mondo dove incontra una bellissima donna che dice di essere una principessa prigioniera di una terribile fattucchiera. Mistero sul fatto che la regale principessa non esita un attimo a passare una sola notte d’more infuocato che cambierà la vita del suo amante. Dopo nove mesi infatti viene recapitato un fagotto al giovane Thorn: suo figlio Tristran!
Il figlio dei due mondi, ignorando il suo speciale legame coi due mondi, oramai diciottenne, sfigatello e ipertonto, cerca di conquistare il cuore della sua amata Victoria, una viscida e falsa approfittatrice, promettendole di regalarle una stella cadente; sarà così che, così come fece il padre (è un vizio di famiglia!),attraversa la breccia nel muro proibito, e si imbarca in un’epica ricerca che scatenerà tutta una serie di eventi.
Riesce a trovare la stella che però, appena ha toccato il suolo, è diventata una giovane ragazza bionda di nome Yvaine. Ma Tristan non è l’unico interessato al fulgido astro: la malvagia strega Lamia, con le sue sorelle, vuole strappare il cuore della stella per garantirsi l’immortalità; i bizzarri e sanguinari sette figli del re del regno di Stormhold che la cercano per accaparrarsi il trono reale.
Così fra intrighi, fatture, disavventure e colpi di scena i giovani eroi finiscono per incrociare anche la strada del “terribile” pirata Capitan Shakespeare (che..fantasia!), che vola fra le oscure nuvole della pioggia per catturare fulmini da rivendere sottobanco.

Ma se la sensazione che ci sia troppa carne al fuoco sembra tanta…il risultato è, a mio giudizio, insufficiente! Il film risulta prima di tutto un brodo assai allungato, poiché presenta un certo squilibrio nelle sue due parti: il primo tempo stenta ad entrare nel vivo a causa di una lunghissima introduzione che rischia di stancare lo spettatore (…si prospettano i migliori sonni per coloro che sono un po’ allergici al cinema); segue un secondo tempo troppo incentrato sull’azione, che aumenta esageratamente il ritmo e crea una sequenza di eventi che si susseguono e rincorrono in maniera confusa.
Una pesantezza che, ahimè, colpisce anche i dialoghi scialbi, preconfezionati e privi di enfasi. Alcune scene strappano qualche sorriso…ma nulla di più.
L’ impostazione narrativa molto “parlata” (carta giocata male) finisce così per bilanciare negativamente il lato spettacolare della vicenda, che comunque è forse uno dei pochi pregi: la bella estetica della pellicola, con le sue affascinanti e incantevoli panoramiche visionarie a tratti bizzarre che si alterna a numerosi (troppi) primi piani. Spettacolare la nave volante dei pirati, non originalissima per chi conosce bene i magnifici vascelli volanti del famoso gioco Final Fantasy” o lo storico veliero de “Il pianeta del tesoro” della Disney.

L’ affollato cast di attori è tutto sormontato da una grande ironica e magnifica Michelle Pfeiffer, nei panni della maliziosa e ostinata strega Lamia, incapace di accettare l’avanzare degli anni; spicca anche l’interpretazione di Robert de Niro, che si diverte un mondo a gigioneggiare nei panni di un pirata che fa il verso a Jack Sparrow di Johnny Depp. Peccato che la sua interpretazione non è la migliore della sua carriera poiché risulta troppo macchiettistica e scontata.
Deludente l’eterna emergente Claire Danes (l’avevamo vista nel dimenticabile “Romeo+Juliet”), insopportabile nella sua terribile mimica fatta solo di un continuo sgranamento di occhi e mossette incomprensibili che, per tutto il film, caratterizzano una recitazione molto stucchevole e incolore...e poi...quanto è bruttina?!; stesso discorso per il protagonista, interpretato da Charlie Cox, che ho trovato assolutamente inespressivo ed inconsistente.

Perdonate…ma i VERI film fantasy che mi hanno emozionato sono stati altri e questo Stardust, per quel che mi riguarda si ferma ad un giudizio mediocre.
Forse è spiegato il floppone assoluto in Usa.

Il mio voto: 5,5


Trailer:

29 ottobre 2007

One, Two, Trhee, Four!: gran ritorno per i Matia Bazar

L’interesse è nato qualche settimana fa mentre beato stavo sorseggiando un cappuccino al bar e sono stato letteralmente rapito dall’ascolto di una versione di “Ho in mente te”, un vecchio successo musicale degli anni sessanta degli Equipe 84. Ma non riuscivo a capire CHI fossero i nuovi interpreti di questa nuova ed elegantissima versione… completamente differente dall’ originale. L’arcano è stato presto svelato: sono i Matia Bazar, lo storico gruppo musicale del panorama nostrano che, tra alti e bassi, si è sempre ritagliato una continua presenza nel mondo delle 7 note.
Una storia che inizia a Genova nel lontano 1975, anno della formazione del gruppo che deve la sua fortuna al suo “nucleo” storico formato da Piero Cassano e Giancarlo Golzi e dalla serie di vocalist donne che hanno dato ognuna un impronta tipica oltre che ad uno stile personalissimo. Tra le più popolari e brave c’è sicuramente Antonella Ruggiero, con la quale i Matia Bazar attraversano un periodo di grosso successo non solo in Italia ma anche in Europa (con le evergreen “Stasera che sera”, “Solo tu”, “ Per un ora d’amore”, “Vacanze Romane”…) consolidato da lunghe tournee che toccheranno anche il Giappone, la Russia e i paesi latini.
Dopo diverse vittorie e bagni di pubblico ai vari Sanremo e Festivalbar, arriviamo al 1989, quando Antonella Ruggiero lascia la band e viene sostituita dalla vocalist Laura Valente (attuale moglie di Mango). Arrivano altri successi (“Piccoli Giganti” e “Dedicato a Te”) ma se la brava Laura ce la mette tutta, in molti iniziano ad accusare la mancanza della prima storica vocalist e l’interesse inizia sensibilmente a scendere. Si assiste, oltre che ad abbandoni e ritorni vari dei componenti, anche a diverse svolte stilistiche, dal sound tecno a quello più elegante e morbido.
Dopo un inevitabile momento di smarrimento, dovuto nel 1998 alla prematura scompare di Aldo Stellita, bassista e autore storico del gruppo, Giancarlo Golzi decide di andare avanti e ricontatta Piero Cassano, uscito dal gruppo tempo prima. Arriva una nuova vocalist, la bolognese Silvia Mezzanotte, ed un giovane arrangiatore polistrumentista: Fabio Perversi. I Matia Bazar ritrovano così la via della propria identità musicale e si ripropongono nuovamente alla grande platea. Lo conferma la vittoria a Sanremo (con “Messaggio d'amore” 2002). Seguono tour in Italia e all’estero, al cui termine Silvia Mezzanotte e il gruppo decidono di intraprendere e proseguire progettualità artistiche separate.

Ma nel 2005 riparte il progetto Matia Bazar, complice il loro trentennale. La nuova formazione vede schierati Piero Cassano, Fabio Perversi, Giancarlo Golzi e una nuova straordinaria vocalist: Roberta Faccani. Dopo una partecipazione a Sanremo e la pubblicazione dell’album “Profili Svelati”, cui segue un tour, riescono a riguadagnare popolarità, consensi e qualche premio.
Arriviamo ad oggi e alla mia piccola “scoperta discografica”: il nuovo lavoro dei Matia Bazar. Un progetto discografico che, in due volumi, ripercorrerà la storia degli storici gruppi italiani dagli anni ‘60 fino ai giorni nostri, attraverso la reinterpretazione di hit che hanno lasciato un segno indelebile nella musica italiana. Certo, l’idea non è originalissima, visto la marea di artisti che ultimamente hanno cavalcato l’onda del “revival” che ha permesso vendite e successi (vedi il bestseller della mia Lauretta Pausini, “Io Canto”, che ha dato il via alla nuova moda) ma non sempre scontati e ben fatti. Non è questo però il caso dei “nuovi” Matia Bazar che hanno fatto così uscire il primo dei due album dal titolo “One1, Two2, Trhee3, Four4”, proprio come lo stacco rituale contato dal batterista di una band prima di iniziare un pezzo in ogni esibizione live davanti al pubblico.
Con estrema classe ed eleganza, Golzi e Co. ci regalano un buon album che mantiene in linea di massima il proprio scopo: rendere omaggio a tutti quelle band e gruppi italiani che con le loro canzoni hanno fatto grande il panorama della musica leggera italiana dagli anni ’60 fino ad oggi.
La scelta è veramente eterogenea e vede, in alcuni casi, la completa rivisitazione del brano, spogliato ricostruito e rivestito di diverse sonorità e potenzialità non ancora emerse nelle versioni tradizionali, secondo il loro gusto musicale che li identifica ancora meglio.

Ai primi ascolti ci si innamora subito di questo album, sarà per la estrema celebrità dei pezzi, per la nuova veste musicale o forse per la magistrale presenza vocale di Roberta Faccani: le sue interpretazioni sono molto convincenti e originali. In alcuni casi fa venire la pelle d’oca!
La sua è una voce potentissima e dalla estensione incredibile che riesce nel miracolo di non far rimpiangere i fasti della Ruggiero.
Basta ascoltarla trionfare fiera e sicura in “Ti sento”, unica hit storica dell’album degli stessi Matia, o ancora in “Questo folle sentimento” dove riesce a scatena la voglia di ballare e danzare al ritmo della sua possente voce. Bellissime anche le nuove versioni di “Noi due nel mondo e nell’anima”, hit sempreverde dei Pooh, e “Io vagabondo” dei Nomadi. Ma troviamo anche pezzi più recenti, come “Come mai” degli 883 (prima parte molto sofisticata ma peccato…il resto), “Un giorno migliore” dei Lunapop, “Svegliarsi la mattina” degli Zero Assoluto (era preferibile un bel canto di gruppo…) e “Mentre tutto scorre” dei Negramaro (una delle poche che non mi ha entusiasmato).
Una curiosità: pare che l’album dei Matia abbia suscitato reazioni non particolarmente felici da parte degli stessi Pooh, i quali usciranno a loro volta nel 2008 con un album di cover dedicato alle band degli anni passati che non esistono più o si sono sciolte.
Comunque, in attesa della seconda parte, “One1 two2 three3 four4 - vol. 2”, che dovrebbe uscire al più presto con tributi ad altre famose band italiane (Vibrazioni, Subsonica, Litfiba, New Trolls…), nel nuovo progetto di Cassano, Golzi, Perversi e Faccani, si ammira il coraggio di sorprendere, stupire e rimettersi in gioco oltre che di rimanere legati al passato e alla tradizione tipica delle loro origini senza però non perdere mai d’occhio il futuro prossimo. La band intanto sta seriamente pensando anche ad un tour teatrale.
Se avete la possibilità ascoltate questo album e…fatemi sapere!
Il mio voto: 7

Playlist:
1-“Jesahel”
2-“Ho In Mente Te (You're On My Mind)”
3-“Un Ragazzo Di Strada (I Ain't No Miracle Worker)”
4-“Mentre Tutto Scorre”
5-“Una Ragazza In Due”
6-“Impressioni Di Settembre”
7-“Ti sento”
8-“Noi Due Nel Mondo E Nell'Anima”
9-“Svegliarsi La Mattina”
10-“Come Mai”
11-“Io Vagabondo (Che Non Sono Altro)”
12-“Questo Folle Sentimento”
13-“Un Giorno Migliore”
14-“Moby Dick”
15-“L'Isola Di Wight"


"Ti Sento":



26 ottobre 2007

Indiana, John & Co.: l’Hollywood che verrà


L’anno che verrà sarà, cinematograficamente parlando, nuovamente “assaltato” dalle mastodontiche e nuove (in alcuni casi “si fa per dire”…) produzioni hollywoodiane.
Si nota, prima di tutto, un notevole calo di creatività, che comunque non ha colpito solo il mondo del cinema (abbiamo visto, qualche post fa, la sindrome da scongelamento musicale di vecchi gruppi musicali), e che porterà alla ribalta vecchi personaggi rispolverati e rimessi miracolosamente in sesto anche se a forte rischio FLOP!
Quindi grande revival di scongelamenti mitici e degli ennesimi soggetti basati su personaggi storici del mondo dei fumetti o dei libri.
L’Hollywood che vedremo a partire dall’anno venturo sugli schermi è naturalmente piena zeppa di produzioni ancora in corso o altre in fase di montaggio…così ho selezionato alcuni dei film più attesi e particolari. Tutte gustosissime anticipazioni arricchite da curiosità e trailer!
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Si comincia dall’ennesimo nuovo film basato su un supereroe dei fumetti: “Iron Man”. Il guerriero corazzato ed ipertecnologico rappresenta uno dei primi carachters inventati dalla casa editrice Marvel (quella di Spiderman o X-Men, per intenderci) nella seconda metà degli anni ’60 grazie all’immaginazione del grande sceneggiatore Stan Lee.
Tony Stark è un miliardario erede del gigante industriale Stark Enterprises, società produttrice di armi e tecnologia bellica fondata dal padre. Genio dell’ingegneria meccanica ed elettronica, concepisce e sviluppa una nuova tecnologia applicata all’uomo: un esoscheletro potenziato che, se indossato, aumenta le capacità fisico-motorie del pilota. Tony lo doterà di una corazza, di un sistema rivoluzionario di propulsione aerea e di varie armi ad energia elettromagnetica.
Ma per tutta una serie di circostanze ed eventi che minacceranno la sua stessa vita, deciderà allora di indossare la sua armatura, troppo potente per essere usata contro l’uomo, per proteggere la gente e rettificare i crimini delle gigantesche corporazioni mondiali, diventando il supereroe corazzato Iron Man.
Un personaggio molto controverso e complesso ma ricco di sfaccettature, protagonista di un film a metà tra azione e fantascienza prodotto congiuntamente dalla Paramount Pictures e Marvel Studios.

La saggia scelta dell'attore protagonista è ricaduta nel bravo Robert Downey Jr. .Accanto a lui ci sarà quel paletto sgraziato (scusate ma non la amo tanto) di Gwyneth Paltrow nel ruolo della segretaria e confidente di Tony Stark, mentre Jeff Bridges interpreterà il ruolo del "cattivo" e l'attore di colore Terrence Howard sarà il braccio destro e migliore amico di Stark.
Il regista Favrau ha rivelato che la caratterizzazione del personaggio sarà quella di una sorta di James Bond tecnologico ed il design della sua armatura sarà una sorta di “Robocop”, ma meno pesante e più elegante, realizzata dal vivo e con una successiva versione in grafica digitale. Il celebre designer e tecnico degli effetti speciali Stan Winston (Aliens, Predator, Robocop, Terminator) ha lavorato al concept meccanico-visivo del personaggio. Insomma…roba forte!
Le riprese sono iniziate a Febbraio 2007 a Los Angeles.
Il film sarà distribuito negli USA il 2 Maggio del 2008.

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Restando sempre nel prolifico filone dei film ispirati agli eroi Marvel…si attende il ritorno sul grande schermo di Batman, l’uomo pipistrello.
Il sequel si intitolerà “Batman: dark knight” (Il Cavaliere Oscuro) e segna una svolta del supereroe dei fumetti in una versione noir ed iperrealistica del regista Christophen Nolan, già responsabile del precedente “Batman Begins” (visto qualche sera fa su Italia1 in prima visione: MAGNIFICO!), che fu campione d’incassi e rilanciò alla grande la fama cinematografica dell’Uomo Pipistrello, dopo i pessimi “Batman Forever” e “Batman & Robin” che ne avevano appannato la figura.
Il sequel naturalmente continuerà a raccontare la guerra al crimine da parte del milionario Bruce Wayne/Batman e, come per l’episodio precedente, avrà una storia corale con molti personaggi; il fulcro della trama sarà incentrato sulla guerra fra le gang scatenatasi dopo il vuoto di potere lasciato dal boss Carmine Falcone, eliminato nel primo film. In particolare, c’è l’entrata in guerra di un astuto e pericoloso personaggio, ovvero il Joker, la cui presenza era stata già preannunciata nel finale del primo film. Sono previsti, inoltre, altri celebri nemici del supereroe come Due Facce, Riddler/L’Enigmista e, forse, il già visto Spaventapasseri.
La data del debutto Usa è fissata a giugno 2008.

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Il pipistrello nero non è l’unico eccellente ritorno…un altro storico e immortale eroe entrerà nuovamente in scena nelle sale di mezzo mondo.
Bastano nome e cognome: “JOHN RAMBO”.
Così si chiamerà la nuova pellicola del celebre personaggio cinematografico interpretato da un plastificato e attempato Sylvester Stallone giunto oramai alla veneranda età di 61 anni! Ma il dignitoso successo di pubblico e critica di “Rocky Balboa” (giunto al sesto episodio) gli ha permesso di riportare in vita le gesta dell’invincibile super-soldato Rambo.
Stallone promette di riproporre il suo eroe nella chiave realistica e crepuscolare del primo film del 1982. Chiave che si perse irrimediabilmente negli episodi seguenti, infarciti di eccessivo machismo e propaganda bellico-reazionaria all’acqua di rose. Cercando di recuperare la connotazione apolitica e di impatto sociale, avremo perciò di fronte un Rambo che non inneggia nessuna ideologia o guerra combattuta per ragion di stato, ma concentrandosi in una storia asciutta, attuale e realistica che però scade troppo facilmente in scene ed episodi eccessivamente sanguinolenti. Sarà, perciò, ancora guerra spietata: arti volanti, teste mozzate, corpi bruciati e tanto, tantissimo, spreco di succo di pomodoro.
Roba da fare invidia al Mel Gibson regista di quella perla di pure macelleria cinematografica in “Apocalypto” (recensita all’epoca dal sottoscritto).

La location prescelta è stata, udite udite, nella zona del nord-est della Thailandia, vicino ai confini con la Birmania. Proprio in Birmania ritroviamo Rambo reduce del Vietnam e della Guerra in Afghanistan, che sbarca il lunario accompagnando in barca i turisti e cacciando serpenti per venderli come souvenir (… che tristezza!).
Ma la sua vita cambia da un giorno all’altro quando decide di abbracciare la causa di un gruppo di missionari cristiani che intendono viaggiare lungo il fiume per portare medicinali e cibo ai profughi. Rambo si risveglia così dal suo rincitrullimento post-andropausa, recupera il suo antico idealismo giovanile e decide di partire per cercare i missionari scomparsi e salvarli dalle mani dei selvaggi miliziani birmani. L’ex-soldato combatterà ancora una guerra privata, confrontandosi con i genocidi, il potere militare, le sette, le pulizie etniche ed il conflitto civile della Birmania.
“JOHN RAMBO”, prodotto anche dallo stesso Stallone con un esorbitante budget di circa 50 milioni di dollari, è stato già pre-venduto in tutto il mondo. Ma bisognerà aspettare l’estate del 2008.

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Ma il buon vecchio Rambo non è l’unico eroe stagionato riesumato da Hollywood. Diciotto anni dopo dall’ultimo capitolo, anche il redivivo Harrison Ford torna ad indossare i panni di Indiana Jones, il celebre avventuriero archeologo con la frusta.
Il nuovo capitolo della saga, dal titolo “Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull” (in italiano suona come “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” ma chissà se i geniali distributori provvederanno a cambiargli titolo con qualcosa di improponibile come sono soliti fare!), è sicuramente il più atteso del 2008!
Il film, rispettivamente diretto e prodotto da sua Maestà Steven Spielberg e sua Grandiosità George Lucas, racconta una nuova avventura di Jones ambientata nel 1957, cioè molto tempo dopo le vicende dei primi tre episodi.
La travagliatissima stesura della sceneggiatura, rigorosamente top secret, è stata firmata da David Koepp (“Panic Room”, “Secret Window”) e Philip Kaufman (“Henry & June”, “Sol Levante”, “I Predatori dell’Arca Perduta”), ed è stata anche il motivo principale dei continui rinvii delle riprese…Ma, secondo indiscrezioni, pare che il mitico archeologo, ormai avanti negli anni, lavora come professore universitario a tempo pieno, ma non esita a tornare in azione imbarcandosi in un’epica ricerca delle rovine, nientepopòdimenoche, della leggendaria città di Atlantide!

Accanto ad Harrison Ford, recitano nel film la superba Cate Blanchett e assistiamo anche al gradito ritorno della simpaticissima Karen Allen (prima compagna dell'archeologo nel magnifico "I Predatori dell'arca perduta") nel ruolo di Marion Ravenwood e…madre del figlio di Indy, ruolo ricoperto dall’emergente Shia LaBeouf!
Dopo mesi di indiscrezioni e trattative sarà invece assente il magistrale Sean Connery che avrebbe dovuto interpretare il ruolo del padre dell’archeologo come successe nel terzo episodio. Ma il povero attore scozzese ha pur sempre 76 primavere suonate. Lasciamogli perciò godere la sua pensioncina dorata.
Le riprese del film sono iniziate il 4 Giugno 2007 a Los Angeles e poi in set segreti in varie parti del mondo, tra cui, si vocifera, New Messico, Marocco e Dubai. Il quarto episodio di Indiana Jones sarà nei cinema di tutto il mondo a partire dal 22 Maggio 2008. Sicuramente il film più atteso anche dal sottoscritto…visto che ho una grande passione per ReMida-Spielberg!

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Grande curiosità invece per il prossimo attesissimo film di quel geniaccio di
Tim Burton con protagonista il versatile Johnny Depp, oramai rodata coppia storica del grande schermo. La nuova pellicola, “Sweeney Todd” pare sarà, addirittura, un grande musical! La storia, top-secret, dovrebbe essere quella di un barbiere (Johnny) condannato ed imprigionato ingiustamente che, appena uscito dal carcere, cercherà vendetta con il suo rasoio affilato… tagliando le teste dei suoi nemici!
In attesa di ulteriori news è stato aperto anche il sito ufficiale della pellicola:
http://www.sweeneytoddmovie.com/

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Un altro film che promette bene e che negli states è stata una delle sorprese dell’anno è “1408”. La pellicola è un horror sovrannaturale tratto da una novella del maestro del brivido, Stephen King. Pensate che gli incassi sono stati di oltre 85 milioni di dollari, rispetto ai soli 25 utilizzati per realizzarlo, trasformano il film in uno degli horror di maggiore successo della stagione usa.
Interpretato da John Cusack e il bravissimo Samuel L. Jackson, la trama racconta di Mike Enslin (John Cusack), romanziere horror di successo che però crede, paradossalmente, solo a ciò che vede con i suoi occhi.
Volendo scrivere un suo nuovo libro inerente luoghi infestati, lo scrittore decide di soggiornare nell’antico “Dolphin Hotel”, un albergo con la fama sinistra di avere una stanza, la suite 1408, infestata da presenze ultraterrene. Nonostante gli ammonimenti del direttore dell’albergo (Samuel L. Jackson), Enslin occupa la stanza 1408, sfitta da anni, con l’intenzione di carpire le atmosfere del luogo per l’ispirazione del suo romanzo. Il peso di drammatici eventi accaduti nel passato piomberà sulle spalle dell’uomo, che da persona scettica dovrà alla fine ricredersi sull’esistenza di una vita dopo la morte, fronteggiando quanto si materializzerà davanti ai propri occhi e tentando di sopravvivere alla notte.
Ancora non si conosce l’uscita italiana della pellicola che sarebbe destinata a trovare un periodo di programmazione di nicchia.

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Un'altra chicca riguarda le anticipazioni Usa riguardo “ALVIN AND THE CHIPMUNKS”, che è il titolo di un famoso cartone animato americano degli anni ’50, poi rilanciato negli anni ’80 e trasmesso anche in Italia (Alvin Superstar).
Il cartone raccontava le avventure comiche di tre amici roditori Alvin, Simon e Theodore perfettamente a loro agio nel mondo degli uomini, tanto da replicarne modi e consuetudini come tre perfetti teen-agers americani.
Memorabili le loro canzoni pseudo-rap!
Il film sarebbe la trasposizione live action dell’omonimo cartone con ambienti ed attori in carne ed ossa miscelati a personaggi animati in grafica digitale tridimensionale, come è già successo per i due film sul gatto Garfield.
Protagonista “umano” del film è Jason Lee che interpreta l’ipocondriaco David Seville il quale si ritrova ad ospitare i tre roditori in casa che sognano una carriera nella musica come gruppo Rap. Se da un lato gli creeranno non pochi problemi, dall’altro Alvin, Simon e Theodore aiuteranno David a conquistare la bella vicina di casa Claire, interpretata da Cameron Richardson. Il film, prodotto dalla 20th Century Fox, sarà lanciato nei cinema americani il 14 Dicembre 2007.
Da noi, forse, arriverà entro la primavera del 2008.

Allora…dopo questa carrellata… quale pellicola vi ha incuriosito e quale attendete con ansia? Prossimamente TUTTE le novità sui prossimi eccezionali film di animazione attualmente in preparazione!



Trailer Gallery:

"Iron Man":


"Batman Begins: the Dark Knight":


"John Rambo":


"Indiana Jones 4" trailer non ufficiale:


"Sweeney Todd":


"1408":


"Alvin and the chipmunks":

24 ottobre 2007

Funghi: le sinfonie del bosco!

Con le prime piogge, che sono iniziate a cadere in diverse regioni italiane, è ufficialmente iniziata la stagione dei funghi!
I boschi italiani sembrano intonare le sinfonie dei suoi timidi e numerosi ospiti stagionali: si va dai celebri e pregiati porcini, passando per i finferli, i chiodini, i prataioli e fino a più comuni e diffusi, ma non gustosi, champignon (che si trovano praticamente in ogni momento dell’anno sugli scaffali dei supermercati). I preziosissimi doni della terra spuntano oramai dappertutto e i boschi si riempiono di volenterosi e appassionati cercatori della domenica e quindi sono pronti per essere gustati al meglio.
Ma sappiamo che non è semplice raccogliere il fungo giusto senza correre seri pericoli. Gli esperti suggeriscono perciò di non consumare funghi se prima non sono stati analizzati da esperti micologi che analizzano i funghi, stilano una sorta di certificato e tranquillizzano quando si tratta di funghi sospetti.
Molto importante è che siano ben cotti. In caso di comparsa di sintomi (dolori addominali, vomito o diarrea) bisogna contattare immediatamente il Centro Antiveleni (CAV) e ricordarsi di portare con sé eventuali resti di funghi cotti, crudi o residui di pulizia. I funghi sono assolutamente vietati alle donne in stato di gravidanza e a persone affette da particolari patologie.
Detto ciò vorrei soffermarmi sul RE dei funghi: Sua Altezza (…ehm) “Boletus Edulis”, volgarmente detto Porcino (ma sappiate che è molto permaloso!).
Il suo celebre profumo inconfondibile è esaltato dal suo sapore indimenticabile che non ha niente a che vedere con i “falsi” e scadenti funghi porcini che tristemente arrivano puntualmente dall'estero e invadono i mercati nostrani senza che a volte si riesca a riconoscerli.
La sua “caccia” è rigorosamente controllata da parte della Forestale che in questo periodo è sguinzagliata nei boschi. In alcune province, ad esempio Siena, occorre addirittura un tesserino apposito che si può acquistare mediante bollettino postale che dà il via libera alla raccolta. Ogni regione decide poi un tetto massimo per la raccolta che di solito si aggira attorno ai due o ai tre chili. I funghi raccolti vanno puliti sommariamente sul posto e conservati in appositi contenitori rigidi aerati (per esempio i famosi cestelli). Multe salatissime per chi non rispetta le regole.
Molti raccontano l’emozione magica che si vive ogni qualvolta avviene un incontro ravvicinato nei boschi col succulento e pregiato fungo. In effetti è difficile scovarli, a meno che non siano belli grandi con il gambo che sbuca dalle foglie.
Ovviamente sono da preferirsi i bei porcini comprati direttamente da chi è un esperto conoscitore, ma se però avete voglia di andare alla ricerca di questi preziosi doni della natura (…è un ottima ginnastica!),
ecco allora qualche consiglio per chi vuole cimentarsi nella raccolta del porcino:

- i primi boschi utili sono quelli di castagno, con le foglie chiare che formano una sorta di tappeto che copre i porcini e li mimetizza perché sono più o meno dello stesso colore delle foglie, marrone chiaro.
- il boletus edulis, di colore più scuro, con il gambo talvolta più tozzo, può nascere in questo periodo anche nel cerro, una sorta di quercia che lascia sul terreno foglie dal bordo frastagliato. In genere gli ultimi a uscire dal terreno, se le piogge aiutano, sono quelli che nascono nell'erica in boschi di quercia.
Ecco invece il Decalogo del comportamento del perfetto raccoglitore di funghi in generale:
1 Quando si effettuano le prime esplorazioni micologiche è buona norma farsi guidare da persona esperta, la stessa saprà orientarvi e vi darà sicurezza.
2 Ricordatevi durante la passeggiata di fissare dei punti di riferimento, procedete sempre con cautela ed attenzione, avete la fortuna di percorrere zone selvagge ed incontaminate, ma per uscire dalle quali dovrete fare affidamento solo alle vostre risorse, vivete queste esperienze con equilibrio, pesando i vostri limiti e soprattutto datevi il tempo che serve.

3 Se non avete un ottimo senso dell'orientamento evitate escursioni da soli e in posti che non conoscete, tutti gli anni si contano a decine i dispersi e qualche volta i mai più ritrovati (io ad esempio ancora vagherei sconsolato!).
4 Non vi avventurate in escursioni quando è prossimo il tramonto del sole, la notte e fredda e buia (non siete dei gufi!).
5 Nelle prime escursioni portate con voi sempre due contenitori, in uno riporrete i funghi dei quali siete sicuri della determinazione e nell'altro tutti quelli che non conoscete affatto o dei quali non siete certi , porterete questi ultimi da persone esperte ed in questo modo aumenterete le vostre conoscenze.
6 I contenitori da utilizzare per la raccolta dei funghi devono obbligatoriamente essere cestini di vimini, devono avere una base sufficientemente ampia e un manico corto e schiacciato tale da non esservi di ingombro durante la passeggiata. Va quindi assolutamente evitato l'utilizzo di sacchetti di plastica e di carta, oltre ai rastrelli che potrebbero alterare l'humus.
7 Nel bosco abbiate cura di rispettare tutte le forme di vita animale e vegetale che vi capiterà sicuramente d'incontrare, atteggiamenti da terminator nei confronti di ignare vipere o salamandre non sono in nessun caso tollerabili, se vivete tale esperienza con istintiva e preistorica angoscia ancestrale non trasformatevi in tribali vendicatori, state a casa il bosco ve ne sarà profondamente grato!
8 Affrontate l'escursione evitando di mangiare o bere durante la stessa; si tratta comunque di un discreto impegno atletico che si affronta con maggiore disinvoltura a stomaco vuoto: eviterete gambe pesanti e crisi di arsura e poi all'uscita del bosco il ristorante tipico del posto non manca mai (amen!).
9 Non tagliate MAI i funghi alla base e non raccogliere esemplari troppo giovani che non hanno ancora prodotto le spore. Infine, evitare sempre di consumare dei funghi che non siano stati identificati con certezza: nel dubbio meglio non rischiare!

10 Se avete tempo e sufficiente passione è consigliabile cercare un posto tutto vostro: l'Appennino e lungo e le grandi masse dei fungaioli della Domenica (per fortuna) s'imbarcano sempre in poche zone estremamente circoscritte.

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Per chi non ha voglia di inoltrarsi tra i boschi ma vuole gustare comunque un bel piatto a base di porcini e compagnia bella, ci sono due valide alternative: partecipare alle numerose sagre e manifestazioni dedicate ai funghi (per scovare questi appuntamenti da non perdere il sito: http://www.sagreinitalia.it/) oppure, semplicemente, mettersi ai fornelli!
Passiamo perciò al più interessante e ghiotto versante…gastronomico, che offre per il mondo dei funghi, decine e svariati modi di preparazione.
I funghi possono tranquillamente accompagnare primi e secondi piatti, carni e cacciagione oppure polente, salse e contorni di ogni tipo! Spesso vengono erroneamente considerati come un cibo calorico; al contrario ad essere calorici sono i piatti a cui si accompagnano, ovviamente! Così che si eccede nel consumo e, nei soggetti predisposti, possono insorgere disturbi gastrointestinali; basta allora non esagerare nelle scorpacciate e limitarsi nel condimento.
I funghi infatti sono un alimento naturale assolutamente povero di calorie, adatto anche a diete ipocaloriche: contengono molta cellulosa, sono composti dal 95% di acqua e, ribadiamolo, non fanno ingrassare!
Detto ciò il vostro Mimmo vi propone una succulenta ricetta in sintonia con i colori, i sapori ed i profumi dell’autunno che vede come protagonisti assoluti i porcini.
E’ molto semplice da preparare ed è una delle poche, secondo me, che permette di mandare in estasi anche i palati più raffinati.


Tagliatelle ai funghi porcini

Ingredienti per 4 persone
- 400 g di tagliatelle (fresche o confezionate)
- 3 o 4 porcini freschi di stagione (in alternativa porcini secchi lasciati in ammollo)1 cipolla bianca
- 1 spicchio d'aglioprezzemolo tritato fresco
- sale pepe
- olio extravergine di oliva
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- parmigiano reggiano grattugiato



Preparazione:
In una capiente padella lasciate dorare bene la cipolla bianca tagliata finemente, assieme allo spicchio d'aglio schiacciato ma con ancora la sua buccia, in abbondante olio extravergine d'oliva.
Tagliate i funghi porcini freschi in fettine non troppo sottili (o dopo aver fatto rinvenire i porcini secchi in un pentolino), aggiungeteli al soffritto e fateli rosolare per qualche minuto. Aggiungete e fate sfumare il vino bianco, subito dopo, per insaporire ulteriormente, potete versare un paio di cucchiai di brodo vegetale previamente preparato.
Lasciate evaporare a fuoco lento fino a formare un sughetto di colore scuro. Regolate di sale e pepe e spolverate con abbondante prezzemolo tritato, lasciando però i funghi ben sodi. Infine togliete lo spicchio d'aglio, tirate le tagliatelle al dente nella padella e saltate.
Aggiungete prima di servire il prezzemolo ben tritato e spolverate con parmigiano.
Servite subito e…Buon Appetito!



Per la ricetta ringrazio anche i consigli del bel blog di Lalla, “Profumo di Sicilia”.

21 ottobre 2007

Il ritorno di Albanese: i comizi di Cetto La Qualunque!

"Cchiù pilu pé tutti": è questo lo storico e famoso slogan pseudoelettorale che identifica Cetto La Qualunque, fantomatico noto politico calabrese, interpretato magistralmente da Antonio Albanese.
Da qualche settimana è finalmente ritornato in televisione come guest star fissa di uno dei programmi più interessanti, piacevoli e gradevoli della tv italiana: “Che Tempo Che Fa”, condotto dal bravo Fabio Fazio.
Quest’anno, oltre all’altrettanta conferma della presenza della mia adorata Lucianona Littizzetto, più in forma che mai, è appunto Albanese a dividersi con quest’ultima uno dei due appuntamenti settimanali (Luciana di scena ogni domenica col commento alle notizie e sabato con Albanese) del programma di RaiTre, proprio in coda…insomma, le ciliegine sulla torta!

Antonio Albanese, nato in provincia di Lecco nel 1964 ma da genitori siciliani, dai fasti delle prime edizioni di “Mai dire Gol” della Gialappa’s Band e passando con successo dal teatro al cinema, ha sempre avuto un grande favore popolare e di critica non indifferenti, grazie ai suoi azzeccati personaggi (Alex Drastico, Epifanio, Mino Martinelli o ancora Frengo, il simpaticissimo telecronista foggiano con riporto selvaggio), che con i loro lunghissimi soliloqui senza capo né coda, i numerosi e strani tic ed il loro carattere iperattivo e malinconico, sono in realtà molto più profondi di quello che possono sembrare.
Essi rappresentano, in qualche modo, aspetti dell’alienazione sociale. Un tema sempre attuale che Albanese affronta con grande capacità e bravura attraverso le sue macchiette portate in scena.
Quella del calabrese Cetto La Qualunque è la più strabordante, comica e dispettosa: leggenda vuole che sia nato nel bunker sotterraneo di un ospedale abusivo dell’estremo Sud.
Cattivo, depravato, perverso, misogino e politicamente scorrettissimo nei confronti dell'opposizione guidata dal fantomatico De Santis, la sua carriera da rampante uomo in carriera è rivolta tutta all’interesse di problemi legati a immani disastri economici e devastazioni paesaggistiche, a soprusi e angherie, corruzioni e vessazioni varie.
La sua infinita campagna elettorale è così costantemente pensata ad allocare i vari figli di famiglia, scegliendo per loro un'occupazione in base alle informazioni suggerite dai sui stretti collaboratori. Tra un avverbio sgangherato e l'altro, con un continuo confronto col vocabolario italiano (perso, naturalmente, già in partenza), lancia le sue improbabili e scontate iniziative che riconducono sempre all’ennesimo "Cchiù pilu pé tutti" (sarebbe a dire “più gnocca per tutti”…per intenderci), sicuro di captare sia l'elettorato di destra, che quello di sinistra.
Cetto è un formidabile personaggio che mette alla berlina e rappresenta orgogliosamente la parte più malsana dell’italia, il più classico e provinciale ignorante politico italiano.
Non perdetevi le sue esilaranti performance...ma potete assaporare e godere di un suo comizio "tipo" con i due video che seguono, uno tratto da una sua partecipazione a "Ballarò", l'altro dalla prima apparizione del suo ritorno a "Che tempo che fà"...RISATE GARANTITE!

Da "Ballarò":

"Che tempo che fà":