30 dicembre 2006

Buon DuemilaSette



Ci siamo....anche il 2006 ha fatto il suo corso nella storia mondiale...e personale di ciascuno di noi!

Auguro a tutti voi che leggete un nuovo anno ricco di novità, serenità e felicità!

Buttiamoci tutti gli orrori, errori e tristezze di questo anno...e proiettiamo invece le cose più belle al futuro prossimo.

Buon divertimento!!!!

ci sentiamo prestissimo!
;)


Domenico


26 dicembre 2006

Dolcissime lotte: Panettone vs Pandoro!















Nelle nostre tavolate natalizie sono immancabili, irrinunciabili!
Hanno attraversato le mode effimere che li hanno rivestiti e infarciti dalle creme più strane e golose, ne hanno cambiato a volte il formato e la consistenza, presentati nei modi più disparati e folli.
Ma se togliamo confezioni, glasse, coperture, farciture varie e altre affini culinari…il classico vero dolce tipico del Natale nostrano resta il simbolo della cultura italiana stessa: il Panettone e suo compare il Pandoro.
Da tempo si sono formate le fazioni a favore di uno o l’altro dolce.
Ma la loro storia e la tradizione che rappresentano, affondano le radici in una Italia ancora da unificare quando ancora non esistevano che i dolci costosissimi delle “Elite” che arrivavano dal nord Europa.


Già la storia della loro nascita è quanto mai dubbia e numerose sono le ricostruzioni. Dalle più fantasiose a quelle più probabili. Cercherò di illustrarvene alcune dopo aver fatto un piccola ricerca in giro nel web…
___________________________________

Il Dolce del Duomo
La sua tipica forma gli ha valso l'appellativo di "Dolce del Duomo di Milano" e Milano d'altronde è considerata la città dove fu confezionato la prima volta. Sull'origine del panettone sono state tramandate alcune leggende.
Una di queste sostiene che il panettone fu confezionato per la prima volta nel III secolo d. C. Avrebbe avuto la forma di un grosso pane, confezionato con una pasta pronta, quindi modellata e poi successivamente, dopo qualche giorno, messa a cuocere.

Secondo un'altra versione, la più conosciuta, il panettone si sarebbe chiamato all'inizio "Pane di Toni" dal nome dell’inventore, questa la storia fra leggenda e realtà:

“Siamo alla corte di Ludovico Sforza e, come ogni Natale, sta per essere servito in tavola, per il signore di Milano e per i suoi magnifici ospiti, un sontuoso banchetto.
Il famoso cuoco (la leggenda purtroppo non ce ne tramanda il nome) al servizio di Ludovico, stava facendo in modo che tutto andasse per il verso giusto, dirigendo i suoi numerosi sottoposti, sia ai fornelli che al servizio in tavola.
Verso le ultime portate, il cuoco si accorse che mancava il dolce, ma in forno trovò solo un ammasso bruciacchiato e immangiabile. Le urla e le bestemmie arrivarono fino ai tavoli degli invitati.
Toni, un povero sguattero, gli si avvicinò dicendo che aveva tenuto per sé un po' dell'impasto del dolce perduto a cui si era permesso di aggiungere un po' di frutta candita, uova, zucchero e uvetta. Voleva farselo cuocere al termine del lavoro per avere qualcosa da mangiare.
Se il cuoco voleva poteva portare quel dolce a tavola. Guidato dalla forza della disperazione il cuoco infilò nel forno quella specie di forma di pane.
Nonostante il povero aspetto, non avendo più nulla da perdere, il cuoco fece portare il dolce in tavola. Neanche a dirlo, il pan del Toni riscosse un successo strepitoso, tanto che il cuoco fu obbligato a servirlo a tutti i banchetti natalizi degli anni successivi e presto l'usanza si diffuse fra tutta la popolazione.”

Ma, secondo altri racconti, l'invenzione del panettone avvenne in modo diverso. Esso era originariamente nient'altro che un grosso pane, alla preparazione del quale doveva sovrintendere il padrone di casa, che prima della cottura vi incideva col coltello una croce in segno di benedizione.
Il grosso pane veniva poi consumato dalla famiglia solennemente riunita per la tradizionale cerimonia natalizia "del ciocco".
Il padre, o il capo di casa, fattosi il segno della croce, prendeva un grosso ceppo, solitamente di quercia , lo adagiava nel camino, vi poneva sotto un fascetto di ginepro ed attizzava il fuoco.Versava il vino in un calice, lo spruzzava sulle fiamme, ne sorseggiava egli per primo poi lo passava agli altri membri della famiglia che, a turno, l'assaggiavano.
Infine gli venivano presentati tre grandi pani di frumento ed egli, con gesto solenne, ne tagliava solo una piccola parte, che veniva riposta e conservata sino al Natale successivo.
Il ceppo simboleggiava l'albero del bene e del male, il fuoco l'opera di redenzione di Gesu' Cristo; i pani, progenitori del panettone, simboleggiavano il mistero della Divina Trinita'. Di quest'antica e suggestiva tradizione a noi sono giunti due elementi: la credenza del "potere taumaturgico" dei resti del "pangrande" consumato a Natale, e lo stesso "pangrande" in veste di panettone.

La diffusione del panettone oltre i confini d'Italia ebbe comunque inizio già 300 anni or sono.
Attualmente si preparano i panettoni seguendo due scuole: quella tradizionale che privilegia panettoni tondeggianti, larghi di base, piuttosto bassi e schiacciati e l'altra, preferita dalle grandi industrie dolciarie, orientata su panettoni alti, a base stretta e a cupola accentuata.

L'impasto è sempre lo stesso secondo una preparazione lunga e laboriosa che avviene ancora, in alcuni laboratori artigianali, come un vero e proprio rito.
La ricetta tradizionale del panettone prevede che esso sia confezionato con farina di frumento, zucchero, burro di panna, uova, uvetta sultanina e cedro candito: alla versione piemontese sono aggiunte anche nocciole tonde e gentili delle Langhe, utilizzate per la glassa


_____________________________________________

PAN D'ORO della Serenissima
Questa è una golosità tipica veronese, delicata, soffice, che ha trovato un posto d’onore nelle tavole natalizie italiane. La sua storia è ricca di aneddoti e leggende. L'attuale versione del pandoro risale all'ottocento come evoluzione del "nadalin", il duecentesco dolce della città di Verona.
Il suo nome e alcune delle sue peculiarità risalirebbero invece ai tempi della Repubblica Veneziana dove sembra fra l’offerta di cibi ricoperti con sottili foglie d’oro zecchino, ci fosse anche un dolce a forma conica chiamato “pan de oro”.

Un’altra storia assegna la maternità del pandoro alla famosa brioche francese, che per secoli ha rappresentato il dessert della corte dei Dogi.
La fonte più antica risale addirittura al primo secolo dopo Cristo, ai tempi di Plinio quando si cita un pane preparato con fiori di farina, burro e olio.

La versione più recente sull'origine del pandoro lo lega invece alla Casa Reale degli Asburgo, sicuramente fin dal '700-'800 erano note le due tecniche del croissant e del "Pane di Vienna" che sono rimaste alla base della preparazione del pandoro.

In ogni caso c'è una data che sanziona ufficialmente la nascita del pandoro, il 14 ottobre 1884, giorno in cui Domenico Melegatti depositò all'ufficio brevetti un dolce dall'impasto morbido e dal caratteristico stampo di cottura con forma di stella troncoconica a otto punte, opera dell'artista Dall'Oca Bianca, pittore impressionista.

Il nome pandoro descrive alla perfezione il colore della pasta, il giallo oro, conferitogli dalle uova. Leggero e soffice, come la pasta brioche, ha un sapore delicato e leggermente profumato di vaniglia.

___________________________________

Alla fine della Prima guerra mondiale Milano vede nascere due grandi aziende: Motta e Alemagna, che fino agli anni ‘60 divideranno ideologicamente i golosi milanesi: due pasticcerie rivali, due salotti rivali, due modi diversi di pensare.
Oggi i due marchi sono stati assorbiti dalla Nestlè, annullando l’antica rivalità.
Accidenti……..possiamo chiamarlo un esempio di globalizzazione? Giuro che non sarei mai arrivato a questa scottante questione………anzi, quella che più mi premeva era la fatidica: “Voi cosa preferite? panettone o pandoro?”
…io? Dopo la personale egemonia incontrastata del Pandoro…da pochi anni ho riscoperto anche il Panettone classico…naturalmente senza canditi ma con tanta uvetta! Slurppppp!!!

Buone Feste…e Buon Appetito! ;)

24 dicembre 2006

Merry Simpson

Dopo il megaspeciale puntatone natalizio andato in onda su Italia1 sui Simpson non potevo tacere su una notiziuola davvero HOT:

La serie di cartoni animati più famosa del mondo diventa finalmente un film!!!!

La Fox, la casa di produzione ha trasformato i mitici Simspon Homer, Marge, Burt, Lisa e Maggie, in personaggi cinematografici.
Matt Groening, il papà della famiglia più strampalata e cinica del mondo dei cartoon, ha accettato la proposta di Rupert Murdock, il proprietario della Fox, che già in molte altre occasioni aveva chiesto a Groening di consentire la trasposizione cinematografica dei suoi Simpson.

La pellicola cinematografica dei Simpson è attesa per il 27 Luglio 2007 negli Usa...ma purtroppo in Italia la data fissata è posticipata al 29 Settembre 2007.
Poche notizie ancora sulla trama: a quanto si dice, Homer inquinerà accidentalmente il fiume con rifiuti tossici, e tutti i cittadini saranno costretti a lasciare Springfield…

ma ecco l'attesissimo trailer ufficale:

>>>>>>> http://www.youtube.com/watch?v=72rlehEcG10 <<<<<<


link sito ufficiale: http://www.thesimpsons.com/

21 dicembre 2006

Il ritorno di Montalbano

Un’agenzia dell’Ansa battuta il 13 Dicembre riapre una speranza, per migliaia di appassionati come me, sul grande ritorno del “Commissario Montalbano”:

(ANSA) - ROMA, 13 DIC - Montalbano si rifara'.
Rai Fiction, Palomar e Luca Zingaretti sono in trattativa per far tornare su Raiuno il commissario di Vigata.
“Abbiamo la possibilita' - spiega Carlo Degli Esposti della Palomar - di fare altri quattro Montalbano dagli ultimi tre romanzi di Camilleri 'La luna di carta', 'La vampa d'agosto', 'Le ali della sfinge' per girarli tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008.
Io sto negoziando con Zingaretti il suo impegno nel nuovo ciclo”

L'attore romano Luca Zingaretti, divenuto celebre come protagonista dei 12 film della serie del commmissario Montalbano, sembra quindi ritornato sui suoi passi dopo il clamoroso annuncio di voler lasciare il personaggio di Salvo Montalbano.
Un personaggio per cui l'attore dichiarò il proprio affetto e che gli ha regalato la popolarità presso il grande pubblico, che Zingaretti salutò aggiungendo di essere "geloso di chi lo interpreterà in futuro", ma anche ribadendo la volontà di chiudere un ciclo per fare altre cose ed anche per dedicarsi alla regia.
Ma in effetti….chi sennò lui ha il pieno titolo oramai di vestirne i panni?

Per capire il fenomeno del Montalbano televisivo basterebbero i numeri: dal '99 dodici film seguiti (con le varie repliche) da quasi 200 milioni di spettatori!
Merito naturalmente non soltanto della grande bravura di Zingaretti ma soprattutto del genio di Andrea Camilleri!

Il "caso" Camilleri
Il successo raggiunto da Andrea Camilleri negli ultimi anni ci pone indubbiamente davanti ad un "fenomeno" letterario di vastissima portata con poche analogie in Italia.


Le sue opere (e non solo quelle che hanno come protagonista il commissario Montalbano) occupano per mesi i primi posti delle classifiche dei libri più venduti: in tutto quasi cinque milioni di libri venduti in Italia.

Camilleri è lo scrittore italiano più letto in Francia mentre si moltiplicano le traduzioni dal tedesco al portoghese, dallo spagnolo all'olandese, dal danese al ceco, dal norvegese al polacco e all'ungherese, perfino in giapponese, in turco e in antico gaelico.

Viene chiamato in tutta Italia e all'estero per parlare dei suoi libri, dei suoi personaggi, della sua vita e del successo arrivato "tardi", nella piena maturità (ha da poco festeggiato gli 80 anni!).

Viene studiato nelle università ed è diventato un vero e proprio oggetto di culto per molti giovani. Dà origine a veri e propri "fans club" e riempie pagine di forum.

Andrea Camilleri, nato a Porto Empedocle (Agrigento) nel 1925 ma vissuto per molti anni a Roma, è stato regista e sceneggiatore per il teatro e per la tv. Così egli stesso spiega il particolarissimo linguaggio usato nei suoi libri:


“…Sono nato in provincia di Agrigento,
e il dialetto l'ho molto frequentato.
La lingua che uso nei miei libri non è la
trascrizione del dialetto siciliano.
È una reinvenzione del dialetto
ed è il recupero di una certa quantità di
parole contadine,
che si sono perse nel tempo.
E questa è una lezione che ho appreso
da Pirandello…
Cataminarisi ("muoversi"), per esempio,
non viene adoperata nel linguaggio
piccolo borghese che era il nostro:
era linguaggio contadino…”

Nel 2003 l'amministrazione comunale di Porto Empedocle ha deciso di mutare la denominazione ufficiale del comune in Porto Empedocle Vigata con il benestare dello scrittore che, nell'occasione, si è dichiarato particolarmente onorato della richiesta degli amministratori.

Così il toponimo inventato dallo scrittore per ambientare le sue storie è stato aggiunto al nome storico del comune agrigentino.

CURIOSITA’: Il nome Montalbano venne scelto da Camilleri in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, creatore di un altro detective famoso, Pepe Carvalho: i personaggi hanno molte cose in comune, l'amore per la buona cucina e le buone letture, i modi piuttosto sbrigativi e non convenzionali nel risolvere i casi, una storia d'amore controversa e complicata con donne anch'esse complicate.

per chi volesse approfondire:

18 dicembre 2006

Natale VS Marketing



La diatriba è accesa...il Natale, il VERO Natale ha lasciato il posto ai nuovi simboli della religione vincente: il marketing delle grandi indutrie consumistiche!
Forse si esagera....o forse no.
Fatto stà è che mai come quest'anno il classico "clima natalizio" sembra un triste ricordo...chi di voi in questi giorni andando in giro, per bar, negozi e luoghi pubblici si è sentito augurare un "buon natale" anche di quelli falsissimi?
io manco uno!
Sembra che sia diventato un peso il Natale...prima arriva, prima se ne và, meglio è!
Sarà perchè oramai per molti le feste natalizie sono sinonimo di regali, soldi, cene, palate di soldi che si devono sborsare e quant'altro.

E parlare di Natale Cristiano manco a pensarci...anzi...nessuno se ne preoccupa a parte le solite lamentele che sulla mancanza dei presepi nei negozi che è stata subito "politicizzata".

Siamo avvinghiati dalle spire della corrente consumistica perche come recita l'orrendo jingle della Bauli "A NATALE PUOI FARE QUELLO CHE NON PUOI FARE MAI..." il tutto sapientemente condito da falsi abbracci e tanta iposcrisia....veicolando il messaggio ai bambini che a Natale è l'unico momento per comprare e darci giu' coi soldi tra telefonini, portatili e Co. ... altro che dare il panettone al barbone..

Ma lo sapevate che Babbo Natale così come lo vediamo oggi è stato inventato dalla Coca-cola???
Pensate che suo volto è stato ricostruito (a lato la foto!) basandosi sulle reliquie di San Nicola, il vescovo di Myra vissuto nel XIV secolo d.c. i cui resti sono conservati nella basilica di San Nicola a Bari e al quale s'ispira appunto il mito. La leggenda narra che il santo, nato nel 270 d.c. a Patara nel sud della Turchia, rimase orfano dei genitori, ma ereditò grandi ricchezze delle quali si servì per aiutare i poveri.

Entrato in un monastero, divenne vescovo di Mitra e dedicò la sua vita ad aiutare il prossimo. L'equipe di scienziati ha utilizzato i più moderni metodi di diagnostica per ricreare il volto, per mezzo di raggi X e misurazioni delle ossa del santo, prese 54 anni fa quando la cripta fu aperta per il restauro.


Il Babbo Natale vestito di rosso e con la barba bianca è quindi un puro travisamento, un personaggio inventato. Peggio. Un personaggio da réclame. Sono stati quindi i pubblicitari della Coca Cola, all'inizio degli anni '30, a creare l'immagine del vecchietto sulla slitta, per promuovere la bevanda nei mesi invernali.
La simpatica multinazionale ha così reinventato le sembianze contemporanee, tingendo il suo vestituccio di rouge, il colore del marchio. Un'astuta operazione di marketing che però, tutto sommato, ora quasi nessuno associa più.

Ricordando la solita distinzione tra globalizzazione buona e globalizzazione cattiva, c'è da dire che la "Befana" noi non siamo riusciti ancora ad esportarla.

15 dicembre 2006

Natale "Calabro" in Vaticano 2006

Svetta in piazza San Pietro l'albero di Natale, giunto all'alba del 13 dicembre nella piazza vaticana.

Il maestoso abete arriva quest'anno dalla mia Calabria e ha percorso tutta l'Italia prima di arrivare a destinazione in Vaticano.
Un viaggio di ben 57 ore attraverso un trasporto eccezionale su tir, scortato dalle pattuglie di Polizia Stradale, Corpo Forestale dello Stato, Protezione Civile della Regione Calabria e Anas, partito alle ore 21 del 10 dicembre. Un ritardo dovuto a problemi tecnici e alla nebbia.
Lo speciale dono della Calabria al Papa ed è stato issato da 2 potenti gru poichè l'abete bianco della Sila, infatti, è alto 32,95 metri, pesa 95 quintali e per dimensione ha superato ogni primato nella storia dei festeggiamenti natalizi in piazza San Pietro.
L’albero si trovava ai piedi del monte Gariglione a 1.350 metri di quota, a circa 12 chilometri dalla più vicina strada carrozzabile. Proprio questa distanza ha reso necessario l’impiego di un elicottero per il trasporto del grande abete.
La scelta è caduta sull’elicottero Erickson S64F "Nuvola Rossa" del Corpo Forestale dello Stato, di base a Lamezia Terme.
Questo tipo di elicottero viene normalmente impiegato nel servizio antincendio boschivo.

Ecco le foto della prima fase del trasporto:



l'arrivo a Piazza S.Pietro in Vaticano:






















L' abete bianco proveniente dalla riserva naturale Massiccio del Gariglione, all'interno del Parco nazionale della Sila, non è l'unico contributo calabrese!
Il "Natale in Vaticano 2006" si compone anche di altri 29 abeti in zolla, di diversa altezza, prelevati nei vivai dellAfor di Mongiana, sulle Serre vibonesi, distribuiti in varie parti della cittadella vaticana, compreso lappartamento privato del Pontefice.
Quelli alti sei metri sono già stati collocati ed addobbati nellAula Paolo VI.
Il 20 dicembre è prevista la cerimonia delle Luminarie, durante la quale il Papa benedirà l'albero e il presepe.


11 dicembre 2006

Cronaca di una Domenica di Fuoco!


Ieri sono stato tra il pubblico di uno dei programmi più seguiti della domenica italiana.
Un programma storico,“Domenica In”, dai mitici studi DEAR della Rai a Roma, condotto da un altrettanto conduttore storico della tv in assoluto: Pippo Baudo.


Ma la mia più grande gioia e continua emozione (ogni volta sembra la prima) è stata rivedere uno dei miei miti di sempre…la grande Laura Pausini!
Ieri in diretta ho assistito così all’ospitata di Laura che ha cantato alcune canzoni dell’ultimo album “Io Canto” (ancora numero 1 in Italia!!!) rigorosamente LIVE!



Bhè…che dire….la sua grande passione, dolcezza e amore per la musica traspaiono da ogni suo centimetro del corpo.
Una forza della natura capace di mettere i brividi addosso, senza maschere e con una umiltà, generosità e autenticità UNICHE!
Al giorno d’oggi non riesco a trovare ancora paragoni nel mondo della musica.



L’apparizione di Laura è durata mezz’ora (dalle 19:30 alle 20) e subito finita la diretta naturalmente mi sono catapultato verso di lei…così come tutti gli altri.
Naturalmente circondata da guardie del corpo solo in pochi siamo riusciti a ricevere una stretta di mano al volo…anche se lei vorrebbe ogni volta fermarsi con noi…i suoi “protettori” la portano via a forza.


Ma non demordo…fuori dagli studi attraversato il grande corridoio se ne apre uno stretto e lungo dove ci stanno la regia e i vari camerini. Ovviamente sbarrato dalle guardie!
Dopo 10 minuti vediamo Laura uscire dal camerino e incamminarsi verso l’uscita del piccolo corridoio stesso.
In quell’istante le guardie vanno via…..e in me balena all’istante il fatidico “…ora o mai più”!
Così con la mia proverbiale FDC (ve lo devo tradurre?...Faccia Di C**o...grazie Miky ;)) rompo la linea e attraverso indifferente tutto il corridoio con dietro il nugolo di fan che si mettono a ridere allibiti.




Varco l’uscita……
E LEI è davanti a me……in procinto di scendere la scaletta antincendio per salire nel macchinone che l’aspetta giù.
“Laura….scusami…posso fare una foto con te???”
e lei “certo…ma dopo che scendo..” :)
l’energumeno che l’accompagna l’aiuta a scendere (Laura aveva delle scarpe che si prestavano poco) mentre io li seguivo dietro mezzo infartato.



Arrivati giù…lei accanto alla macchinona si gira mi abbraccia e io (infartato totalmente!!) dò la macchina digitale ad alcuni fan che mi avevano seguito (manco me n’ero accorto)….
FLASHHHHH!!!!!!!!
L’abbraccio nuovamente…firma qualche autografo e sale subito in macchina…faceva molto freddo in effetti, su Roma ieri imperversava il maltempo!

Ultima infartata….Laura che mi mandato una caterba di baci dal finestrino…io sono già sotto shock!!!!
Come diceva la Consoli “Confuso e Felice”…..


Grazie Laura,
e grazie Divini (i fan di Laura)!!







Vi posto alcune foto fatte dal sottoscritto:









e le foto con i vari VIPSSSSSSSSSSS beccati negli studi... ;)



la bellissima Barbara Zappamiglio...corista di Laura.




















Brunella Pinna, una delle vocalist di Domenica In













Alba Parietti....ci sono commenti per la Pariettona Nazionale?


















quanti bambini l'hanno amata???



la MITICA Cristina D'avena!