31 luglio 2007

Leonardo Da Vinci: l'ultima Rivelazione!


Ritorna il tormentone cult che ruota intorno all’ormai popolarissimo libro di Dan Brown, “Il codice Da Vinci” di alcune stagioni fa, che ha lanciato una vera e propria “moda” fatta di rivelazioni scottanti sulla vera storia di Gesù Cristo che, oltre a riportate prepotentemente alla ribalta la fama del grandissimo Leonardo Da Vinci, ha alimentato una serie di “attacchi” dal mondo religioso e una serie infinita di approfondimenti, reportage, libri-inchiesta, film e teorie di blasonatissimi scienziati ma anche di perfetti sconosciuti.

L’ultimissimo “capitolo” del ricco filone DaVinciano si arricchisce di un ulteriore mistero, scritto stavolta non da un romanziere ma da un esperto di computer: il 36enne mantovano Slavia Pesci. L’informatico ha dimostrato al mondo la sua casuale scoperta legata al Cenacolo di Da Vinci, che riporta nuovamente l’affresco al centro dell'attenzione mediatica.

Slavia racconta che alcune settimane fa, sfogliando una rivista, nota qualcosa di strano in un’immagine dell’ Ultima Cena: una strana ombra al centro, come un libro fotocopiato. Incuriosito ritaglia la foto e la piega seguendo l’asse di simmetria.
Sorpresa: alcuni particolari combaciano perfettamente!Pesci a questo punto, guidato dalla sua illuminante intuizione, stampa due copie della riproduzione dell’opera di Da Vinci, una normale e una su carta velina. Girando su se stessa quest’ultima e sovrapponendola alla prima compaiono nuovi elementi, tanto che il classico Cenacolo cambia incredibilmente faccia, tanto che spunta addirittura anche un misterioso personaggio inedito alla sinistra dello spettatore, proprio al posto di San Bartolomeo. Le primissime interpretazioni lasciano supporre che l’individuo cicciato fuori dalla celebre opera sia un TEMPLARE.
Non poco interessanti gli altri particolari che stravolgono il significato dell’immagine: il coltello in mano a Pietro, ad esempio, finisce sul piatto di carne dal lato opposto del tavolo. Le montagne, semplice sfondo del dipinto, vanno a incoronare due protagonisti della scena mentre il vestito di Gesù diviene interamente rosso e fa sparire quasi del tutto il colore celeste e quel poco che rimane va a disegnare sul tavolo, insieme al piatto, uno strano calice. Filippo, spostato dalla parte opposta, sembra avere in braccio un bimbo.

Tutti questi particolari sconvolgenti possono essere visti nel filmato che gira ultimamente nel web e permette di ripetere ciò che ha intuito Pesci e di giudicare coi propri occhi.
Pare che l’informatico mantovano non si è limitato al Cenacolo: ha infatti eseguito la stessa identica operazione su altri dipinti di Leonardo. Risultati simili si ottengono anche con la enigmatica Gioconda...


Insomma, i misteri così enigmatici del grande genio di Leonardo Da vinci continuano a mietere “vittime” ed alimentare un fuoco che non cessa di ardere. La parola d'ordine è nuovamente Templari e la discussione è già animata. In attesa di nuovi sviluppi, conferme o anche l’ennesimo best seller tematico…Pesci non ha però perso tempo: ha già depositato la sua scoperta a suo nome. Pensateci bene: a quale provetto emulo di Dan Brown non farebbe gola una nuova succulenta storia su un manipolo di templari e una serie di misteri assortiti?

Intanto visionate il video in questione che vi posto: cosa ne pensate? ;)





http://video.libero.it/app/play/index.html?id=2210047bb9e49a008d9c7192a3802bd5

27 luglio 2007

L’arte del suicidio

Il suicidio è sicuramente uno dei temi più perturbanti della storia della cultura sociale mondiale. Non esistono epoche o luoghi che non hanno avuto a che fare con le tematiche del “passare oltre”, divenendo quasi un tabù in alcune società. Parlare del suicidio, dal punto di vista sociale, permette però di esplorare i suoi meandri bui e scoprire molti particolari che coincidono con la storia mondiale: pensateci bene, la storia è incredibilmente costellata di suicidi dubbi, casi non risolti o troppo velocemente liquidati come banali incidenti ma restano strani e misteriosi.
Quanti, inoltre, hanno scelto di chiudere per sempre gli occhi su una vita apparentemente ricca, di successo, attraente?
Potrei nominarvi i casi irrisolti di suicidio di icone mediatiche come Marilyn Monroe o Elvis Presley, di scrittori come Hemingway o Pavese e così via.

Un mondo dal quale ha attinto anche il cinema rievocando vecchi e tristi suicidi…da “The Hours” (2002) fino al manifesto liberale protofemminista di “Thelma & Louise”...
…anche se buttarsi nel fottuto Grand Canyon con una Thunderbird è tutta un'altra cosa, diciamolo!

Ultimamente pare che sia diventato “di moda” scegliere tutti quei luoghi in ogni angolo del mondo che esercitano un fascino particolare e un'attrazione irresistibile che si adattano a fare da cornice all’ultimo folle gesto di coloro che scelgono di togliersi la vita in modo “cool”.
Ma c’è chi è andato oltre e ha scelto di morire più volte attraverso un sistema inedito di mixaggio del tragico tema con massicce dosi di ironia dissacrante.

L’artista si chiama Bill Thomas e la sua specialità è scattare fotografie di se stesso, in cui simula il suicidio in una sterminata varietà di modi complicati e paradossali.
L’improbabile fotografo pare usi questa macabra tecnica per esorcizzare un trauma avvenuto il 15 settembre 1959, quando, ancora studentello, fu testimone delle sanguinose conseguenze di una bomba esplosa in una scuola elementare. Uno shock ed un trauma sconvolgenti che, solo decenni dopo, Thomas cercò di esorcizzare cominciando a scattarsi foto in situazioni che neanche Will Coyote o Tom avevano mai architettato per acciuffare, rispettivamente, gli odiati Road Runner e il piccolo topolino Jerry.

Ecco quindi il fantasioso Bill, aspirante suicida, immerso nel fondo di un fiume con i polpacci legati da pesanti catene fissate a due sassi ma con indosso maschera e boccaglio…o ancora nella vasca da bagno con un tostapane elettrico sulla pancia, oppure disteso su un tavolo sovrastato da un inquietante paletto appuntito trattenuto solo da una precaria cordicella, o seminascosto dall’erba di un prato in attesa di un minaccioso trattore, o ancora, con un fucile puntato alla tempia il cui grilletto è legato ad una corda tenuta rigida da un osso del cane che vediamo appostato in attesa del suo pasto!
Un’ossessione che sta paradossalmente fruttando parecchi soldoni a Thomas grazie a diverse mostre che stanno facendo il giro del mondo.
Perciò, se seriamente state pensando di passare a migliore vita, fatelo con buon gusto e fantasia, accidenti!
A quando, mi chiedo, la prima linea firmata di cappi e cordicelle varie, griffate D&G e Armani???


Aforismi ad-hoc:
Non sprecate il vostro suicidio; ammazzate prima qualcuno che vi e' odioso.
(Marcello Marchesi)

Un giorno decise di suicidarsi: si mise la camicetta di quando aveva quattro anni e allacciò il bottone del colletto.
(Alessandro Bergonzoni)

"Che fa sabato sera?". "Occupata. Devo suicidarmi". "Allora venerdì sera?".
(Woody Allen)

La mia famiglia era cosi' povera che a Natale mio padre usciva di casa e sparava un colpo di pistola; poi rientrava dicendo: Babbo Natale si e' suicidato.
(Jake La Motta)

Ho deciso: devo assolutamente suicidarmi o perire nel tentativo.
(Anonimo)


Gallery degli scatti di Bill Thomas:





















































24 luglio 2007

"Full Metal Alchemist": il mito degli Alchimisti

Ultimamente il vostro Mimmo è in fissa per un anime (termine utilizzato per indicare le opere di animazione di produzione specificamente giapponese) che sta andando in onda dal lunedì al venerdi alle 13 su Mtv, oggi l’unico network italiano a trasmettere le più interessanti serie “made in jap” non rivolte solo ad un pubblico minorenne.
No…tranquilli…la mia non non è un insolazione per il caldo record di questi giorni…ma una sana passione che mi trascino dietro da anni per il favoloso mondo dei manga e degli anime di ultima generazione.
Una passione che era stata un po’ abbandonata e accantonata visto i precedenti impegni universitari del sottoscritto.

La serie “colpevole” della mia santa mezz’oretta quotidiana davanti agli schermi (al pari della massaia fissata da Centovetrine) si intitola “Full Metal Alchemist”.
Questa meraviglia è tratta da un manga (termine, sempre di origine giapponese, che indica i fumetti prodotti in Giappone) creato nel 2001 dalla eccellente matita della mangaka Hiromu Arakawa (nella biografia di ogni volume, si ritrae sempre con l'aspetto di una mucca...), e trasformato quasi subito in una serie di 51 episodi grazie alla Square-Enix, nata dall’unione di due delle più grandi protagoniste del mondo dell'industria videoludica giapponese (Square, per intenderci, è la sviluppatrice della popolarissima e spettacolare saga di giochi di ruolo “Final Fantasy”).
In Italia il manga è stato edito dalla “Planet Manga”, una sottoetichetta della Panini Comics.
FMA, trasmesso in patria dall’ottobre 2003 all’ottobre 2004, ha entusiasmato i telespettatori nipponici per poi conquistare anche gli USA e la Francia. Mentre in Italia è adesso alla seconda replica.

Il particolare genere della serie si basa su di un mix che gli addetti denominano Steampunk e Shonen: lo Steampunk è un sottogenere fantascientifico che mescola Fantasy e Horror. Solitamente è ambientato nella Londra vittoriana del XIX secolo (non chiedetemi perché) ma immersa in un atmosfera felicemente descritta dallo slogan "come sarebbe stato il passato se il futuro fosse accaduto prima”.
Gli Shōnen Manga si focalizzano, invece, sull'azione e sulle battaglie, dando grande importanza alla forza dei personaggi.
Ma uno dei punti di forza di questo anime è la varietà dei temi trattati, tre su tutti: alchimia, guerra ed etica. E scusate se è poco.

L'alchimia è l’aspetto più interessante e fondamentale in Full Metal Alchemist.
Questa antichissima pratica protoscientifica, dalle origini arabe e greche e poi riscoperta nel tardo Medioevo nell’ Europa Occidentale, combina elementi di chimica, fisica, astrologia, arte, semiotica, metallurgia, medicina, misticismo e religione.
Fra i grandi obiettivi perseguiti dagli alchimisti, il più importante riguardava la scoperta del processo che permetteva la trasmutazione dei metalli in oro o argento.
In secondo luogo, essi tentarono di creare la panacea universale, un rimedio che avrebbe curato tutte le malattie e prolungato indefinitamente la vita.

La chiave di tutto ciò risiede nella mitica pietra filosofale, una misteriosa sostanza di tipo etereo che riunisce in se tutti i colori (può assumerne diversi, in FMA è rossa), e potrebbe essere una polvere, un liquido o una pietra che, oltre a realizzare gli obiettivi sopra citati, può addirittura creare la vita e l'onniscienza.
L'alchimia si suddivide in tre fasi: distruzione, trasformazione e ricostruzione. Nella prima fase si distrugge l'oggetto, nella seconda lo si trasforma come si desidera e nella terza lo si ricostruisce.

Perchè si possa effettuare una trasmutazione è inoltre necessario l'utilizzo di un cerchio alchemico, in grado di incanalare l'energia nell'oggetto sul quale si desidera effettuare la trasformazione; questi particolari cerchi possono essere disegnati su oggetti, come su guanti o bracciali, per evitare di essere disegnati ogni volta.
Ma non è così facile modificare la materia, poiché vige un principio alchemico imprescindibile, il cosiddetto Principio dell'Equo Scambio: non è possibile ottenere qualcosa senza sacrificare qualcos'altro di pari valore. Per questo è molto arduo trasmutare gli oggetti in oro o gli esseri umani, in quanto il prezzo da pagare sarebbe elevatissimo.
Lo sanno bene i due giovani fratelli protagonisti di FMA, Edward (12 anni) e Alphonse (11 anni), figli di un famoso alchimista che non hanno mai conosciuto. Dopo la scomparsa del padre, la madre si ammala gravemente e muore. Nel tentativo di riportarla in vita, Edward e Alphonse adoperano delle formule alchemiche ma ignorando i segreti e i principi stessi dell’alchemia, falliranno e oltretutto subiscono gravi danni fisici. Edward perderà un braccio e una gamba mentre Alphonse tutto il corpo.

Ma grazie alla sua abilità Edward, riuscirà a salvare l'anima di Alphonse, l’unica cosa che gli è rimasta, sigillandola all'interno di una gigantesca armatura, mentre lui farà ricorso agli arti artificiali (chiamati “automail”) costruiti da Winry Rockbell, la loro amica d'infanzia esperta di meccanica, che vive insieme alla nonna Pinako dalla quale ha appreso tutti i segreti di questa tecnica. Ormai soli e con il peso del loro handicap, i due fratelli partono dal loro villaggio per affrontare un lungo viaggio alla ricerca della Pietra Filosofale, l’unica che può restituire il corpo di Alphonse e le membra di Edward, in quanto evita il principio dello “scambio equivalente”.
Tuttavia questa pietra preziosa è ambita anche da vari eserciti e dagli Homunculus, esseri nati in seguito ad una trasformazione alchemica fallita, ognuno dei quali rappresenta uno dei sette peccati capitali: lussuria, invidia, orgoglio, accidia, ira, avarizia e gola.

Edward, a dispetto della sua giovane età ma grazie alle sue doti innate, riuscirà ad entrare nell’ordine degli Alchimisti di Stato, un reparto speciale dell'esercito costituito da soli alchimisti dalle doti più disparate. A causa dei suoi automail, è subito soprannominato l'Alchimista d’Acciaio, ovvero il Full Metal Alchemist.
Iniziano così le avventure dei due inseparabili fratelli alla ricerca della Pietra Filosofale, in un mondo alternativo che ricorda l’Europa dei primi anni del 1900.
Ed, dal carattere testardo, impetuoso e deciso, è aiutato dal piccolo Al, più timido e introverso, molto dolce e sentimentale (una contraddizione a dispetto dell’ingombrante armatura metallica nel quale è racchiuso), e “funziona” da contraltare al carattere impulsivo di Ed, quasi un piccolo grillo parlante. Entrambi dovranno capire che in fondo l'alchimia è un percorso intimo e individuale, una delle varie strade che portano alla crescita interiore.

La partenza della serie è forse un po’ flemmatica, ma gradualmente l'intreccio del mondo dell’ alchimia, la grande introspezione dei due fratelli, gli homunculus e il loro mistero, la tragedia della madre, la trasmutazione fallita e tutto il resto creano un mosaico sorprendente e memorabile, grazie anche ai sapienti risvolti tragici o comici. Molto belle le animazioni, la regia e le musiche.
Forse qualche episodio non aggiunge nulla al corso della storia e a volte i tanti personaggi e co-protagonisti risultano essere “troppi”, facendo registrare un bello sforzo mnemonico.
Ma visto che sono ancora neanche a metà della serie in replica su Mtv…posso comunque ben sperare in una serie che si preannuncia ricca di colpi di scena mozzafiato, combattimenti grandiosi in un turbine di emozioni, rivelazioni e supposizioni che si collegheranno al vero finale della serie, il lungometraggio " FMA - Il conquistatore di Shambala", uscito nel 2005 e vincitore del Taf2006, considerato l’Oscar dell’animazione giapponese.
Il film è stato presentato in Italia nel Gennaio 2007 in occasione del Future Film Festival di Bologna, la rassegna dedicata alle nuove tecnologie del cinema d'animazione.
Insomma, miei cari, se avete voglia di sognare un po’ ed emozionarvi con l’ennesima ed interessante serie jap insaporita da Pietre Filosofali, Chimere, Homunculus e compagnia bella …sapete cosa fare.

Vi posto un fantastico montaggio che rende bene l’atmosfera della serie (grazie a quella perla di canzone degli Evanescence) e la sigla originale.
Buona visione.












trailer inglese del film:


Sito Ufficiale Americano: http://www.fullmetalalchemist.com/

19 luglio 2007

Back to Latina: data zero per Tiziano Ferro

Ricomincia da Latina. La sua città natale.
Così Tiziano Ferro fà partire la data Zero del nuovo tour estivo "Nessuno è Solo" che replica il successo di quello invernale che ha fatto il giro dei palasport italiani.

La sua è una storia che sembra una favola...partita da quando il giovanissimo Tiziano scriveva canzoni sulla panchina del giardino comunale della città pontina, divenuta oggi meta di ogni fan che si rispetti, e dove pare sia nata Xdono, la prima hit di questo interessantissimo personaggio della nuova musica italiana che ha varcato felicemente anche i confini italici, arrivando fino in Sudamerica, dove oggi gode di una fama non indifferente che lo annovera tra le stelle luminose di Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Andrea Bocelli.

Ferro è quello che ha "inventato" la cosidetta E-Music (European Music) contemporanea, secondo un termine coniato dallo stesso artista. Una miscela di pura musica R&B, Black e Pop che è sapientemente dosata dalla voce inconfondibile e, oramai, marchio di fabbrica di Tiziano, improntata in uno stile unico e originalissimo.

Solo tre album di inediti...tanto è bastato per catapultare il giovane ventisettenne agli onori della musica. Certo, la strada è lunga ma la speranza di un futuro musicale e artistico personale è più che promettente.
Come ha ampiamente dimostrato ieri sera in questa prima tappa, o meglio data zero, di un concerto che Tiziano ha dedicato alla sua Latina con tutta l'energia e la passione possibili!
Un gran bello show per una gran bella voce e una ancora più grande perfomance degna della sua fama.


Si inizia alle 21 e 45...lo stadio Francioni è un colorato concentrato di 15.000 appassionati fans di ogni età, anche se lo zoccolo duro rimane la larga fascia dei teen-agers.
Ma Tiziano è pronto a dimostare quanto vale...e lo farà inseguendo uno dopo l'altro i grandi successi della sua discografia, dalla fortunata "Xdono" fino ai suoi cavalli di battaglia, dalla intensissima "Sere Nere", passando per "Non me lo sò spiegare" fino all'ultimo successone, "Ti scatterò una foto". Il pubblico è caldo, caldissimo. Intonano tutti a memoria i ritornelli di canzoni che entrano di diritto nella storia della musicaitaliana....momenti di grande impatto.
Si continua così con gli altri brani dell'ultimo album di Tiziano, che ad un anno dall'uscita si trova ancora in top ten e prossimo al quinto disco di platino! Ovazione per l'ultimo singolo estivo, "E raffaella è mia", che fà saltellare l'intero stadio! Tiziano stesso ha riproposto durante la canzone la sua versione "nerd" del video...maglioncino a rombi neri e occhialoni neri. Molto ironico e divertente!
Le due attesissime sorprese sono state la "prima" del prossimo impegno discografico di Tiziano...un duetto "virtuale" con l'immenso Dean Martin e la sua "Arrivederci Roma", molto ben interpretata da Ferro mentre scorrevano immagini del compianto artista americano sugli schermi. Il duetto contribuirà alla realizzazione dell’album “Forever Cool”, insieme ad illustri colleghi, che sarà nei negozi dal 24 Agosto.
Seconda sorpresa la straordinaria versione elettro-pop di "Centro di gravità permanente" uno storico brano di Franco Battiato, che rivisata da Tiziano ha veramente fatto saltare tutto lo stadio: una bella botta di adrenalina!
Chicca finale è stata la canzone inedita scritta appositamente per Latina...veramente un altro bellissimo pezzo che secondo me potrebbe essere inserito come bonus track nel prossimo album di inediti.

Finalmente si assiste ad una padronanza maggiore del palco da parte di Tiziano, e ad un contatto meno teso e forse più determinato a dispetto di quanti ne criticassero la sua scarsa valenza nella dimensione live...per la cronaca mi pare di non aver sentito nessuna stecca.
Notevoli le semplici ma raffinate coreografie scenografiche e gli effetti luce che hanno accompagnato tutti i brani della scaletta, supportati in diversi casi dalla presenza di ballerini professionisti. Molto toccanti, ad esempio, le immagini che scorrono durante "Già ti guarda Alice"...una sorta di riassunto della nascita della vita. O il finale quando un divertito Tiziano stesso usa una videocamera per riprendere sè stesso e tutto il pubblico del Francioni che si rivede negli schermi, attacca "Ti scatterò una foto" ed è un boato...

Insomma uno spettacolo a tutti gli effetti a 360 gradi molto fresco, rockeggiante e intensissimo che ha permesso ancora una volta alla città di Latina di fare da cornice ad un evento tanto atteso, dopo gli sfraceli della tappa del Blasco che sembravano già un ricordo.
Ma questa volta la presenza di un suo cittadino così importante ed emozionatissimo di vedere lo stadio stracolmo...non ha avuto eguali.

Sarà che apprezzo molto e stimo la stoffa di questo "personaggio" della musica italiana, ma permettetemi di dare un bel 9 pieno a questo nuovo live del signor Ferro!
Da citare anche l'impegno sociale dell'artista, con la sua diretta collaborazione da testimonial ufficiale dell'Avis...Tiziano ha lanciato un chiaro messaggio di sensibilizzazione riguardo al nobile gesto della donazione del sangue, dando inoltre la disponibilità all'Avis per l'allestimento di uno stand che si troverà in ciascuna delle tappe estive del tour. Gran bel gesto, direi.
Non perdetevi perciò le varie tappe del "Nessuno è Solo Tour"...non ve ne pentirete.
ps: un grazie molto speciale a Caterina! ;) ....sei stata davvero GRANDE! Grazie!

Gallery Esclusiva di CliccareMimmo.
Per ingrandire cliccare sulla foto: