L'uva: eco d'autunno

Nelle nostre italiche tavole imbandite è una delle più apprezzate, fresche e dolci delizie del palato: l’ uva!
La stagione migliore dell'uva coincide, da secoli, con la tarda estate e proietta verso i primi sprazzi di autunno.
Dalle origini della civilizzazione questo particolare frutto, che nasce dalla pianta “Vitis vinifera” (la specie della vite europea), ha ricevuto dall’uomo la più grande venerazione, fino a dedicarle uno specifico protettore divino, Dionisio per i Greci e Bacco per i Romani.
La vite, pianta della famiglia delle vitaceae, è originaria del bacino del mediterraneo, in una vasta zona compresa fra Europa, Africa del nord e Asia. La sua utilizzazione in Europa viene fatta risalire nel 600 a.C., grazie al civilissimo popolo dei Fenici che, oltre all'aver provocato la prima meravigliosa scintilla della comunicazione, divulgando l'alfabeto, ha avuto il merito di introdurre anche la “vitis vinifera”.
La sua coltivazione fu diffusa nelle regioni settentrionali dell'Italia probabilmente a opera degli Etruschi, come testimoniano le raffigurazioni di viti nelle loro tombe. Furono poi i Romani a trasferire la coltura della vite a tutte le popolazioni conquistate e fin dove il clima lo permetteva.
La vite, simbolo di forza, di capacità di adattamento e di trasformazione ha sicuramente rappresentato in pieno anche lo spirito del Cristianesimo, diventando così celebre emblema di quella religione. La Bibbia stessa testimonia che fu Noè, coltivatore della terra, a salvare la vite ed a impiantarla dopo il diluvio.

Del genere vitis esistono oltre 60 specie, alcune delle quali sono dette americane come la vitis cordifolia e la vitis rupestris che sono importanti solo come portainnesti per la vite europea. Una distinzione importante e fondamentale dell’uva è tra quella da tavola, quella da vino e da essiccare: le prime hanno buccia sottile, polpa compatta e pochi semi; le seconde, dalle quali si produce il vino, hanno polpa più succosa e tenera. Le uve da essiccare, infine, sono una varietà di frutto senza semi o vinaccioli, fra cui la più nota e' forse l'uva sultanina i cui acini sono molto dolci e piccoli sebbene i grappoli siano molto grandi e allungati.

L'uva da tavola è data principalmente dalle varietà più dolci di uva, con vinaccioli più piccoli e buccia più sottile. Contiene quantità apprezzabili di vitamine e minerali, mentre alcune varietà sono una fonte discreta di vitamina C. L'uva ha un potere saziante piuttosto basso, perciò…fate attenzione perché non è difficile spazzolarvi un chilo di uva (che corrisponde a un grosso grappolo), specie se ben matura e dolce…sappiate che state assumendo la bellezza di 600 kcal! Il consiglio?... consumate l'uva sempre insieme ad altri frutti, per esempio in una macedonia, per innalzare l'indice di sazietà. La bilancia ringrazierà.

Quando acquistate l’uva usate il colore come indicatore dello stato di maturazione: gli acini di uva bianca devono tendere al giallo e quelli di uva nera devono avere un colore molto scuro, tendente al nero. Gli acini devono essere saldamente attaccati al grappolo e il gambo deve essere flessibile.Il tipico strato di polverina che avvolge ogni acino è un importante segnale della freschezza del frutto, poichè tende a scomparire con il tempo anche a causa dei "passaggi di mano".
Una volta acquistata, bisogna asportare gli acini marci e riporre i grappoli in frigorifero all'interno di una scatola di plastica perforata. In questo modo si conserverà anche per una settimana.Bisogna lavare l'uva solamente prima di consumarla.

La vendemmia, invece, rappresenta il processo fondamentale per trasformare l’uva in vino. È stata sempre celebrata in Italia con sagre, assaggi in cantina e ricorrenze varie a partire dalle tradizionali feste nell’antica Roma, la più famosa e popolare delle quali è stata il “Baccanale”, un rito che celebrava il culto di Bacco, Dio del vino e dei vizi, e che permetteva di solennizzare l’uva deposta in cantina e il suo primo mosto.
Così, il gran momento della maturazione e della raccolta dell’uva è divenuta nei decenni una tradizione festosa, fatta in giornate di caldo umido, con le mani sporche di mosto e le braccia e le gambe stanche di ripetere gli stessi movimenti.
Nella società contadina, la data d'inizio della vendemmia era stabilita dal "capoccia", che grazie a ripetuti assaggi valutava la ricchezza zuccherina degli acini. Accadeva così che intere famiglie si spostavano di podere in podere, gareggiando nel chi vendemmiava prima il filare assegnato.
Un albero come l’olmo era il “testucchio” sul quale si appoggiavano le viti, per questo i grappoli, che stavano molto in alto, erano raccolti per mezzo di scale e panieri con uncino. Dai cesti, le uve, prima buttate nelle “bigonce” in cima al campo, erano poi trasportate alla cantina col carro trainato dai buoi.
Nel passato, in effetti, l’uva costituiva una risorsa alimentare importante non solo per il vino che offriva. Con i suoi chicchi ben allineati sulla pasta di pane, si realizzava la classica ricetta contadina della schiacciata.
Con il suo primo dono, il succo non fermentato, si otteneva una bevanda rinfrescante, oppure con il mosto fresco di giornata, fatto cuocere lentamente assieme a noci, fichi o mele, si preparava la “sapa”, una sorta di sciroppo conservato in bottiglie e utilizzato per varie preparazioni.


Ma torniamo ai nostri giorni…attualmente la produzione mondiale di uva da tavola supera i settanta milioni di quintali; l'Italia detiene il primato, con oltre quindici milioni. Le due regioni in cui viene prodotta la maggioranza di uva da tavola italiana sono Puglia (65%) e Sicilia (25%).
Le previsioni della vendemmia per il 2007, invece, elaborate dalla Coldiretti, parlavano qualche mese fa di un 60% della produzione vinicola che sarebbe stata commercializzata sotto una delle 484 denominazioni di origine (Docg, Doc e Igt) oggi riconosciute. Una produzione realizzata per quasi i due terzi in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi.
Ma quella del 2007 sarà invece ricordata come una vendemmia tra le più scarse degli ultimi 50 anni. A denunciarlo è questa volta “Assoenologi”, l'Associazione enologi enotecnici italiani, che divulga le tradizionali e più realistiche prime stime di inizio settembre: si produrranno 43 milioni e 200 mila ettolitri di vino, il 13% in meno rispetto al 2006, mentre le contrattazioni saranno caratterizzate, inevitabilmente, da aumenti dei prezzi all'ingrosso compresi tra il 5 e il 20%. Per trovare una vendemmia inferiore a quella attuale bisogna tornare al 1957, quando si produssero circa 43 milioni di ettolitri.
Una delle cause di questa situazione è stata determinata dalle condizioni climatiche che ha provocato un anticipo nelle operazioni di raccolta dell’uva che, in alcune zone, sono iniziate addirittura nella prima decade di agosto (dai 10 ai 20 giorni rispetto alla media pluriennale), determinando una segmentazione della produzione che comunque, sempre secondo Assoenologi, consentirà di ottenere una qualità eterogenea, in alcuni casi eccellente.

Consigli cosmetici per le gentili donzelle (e non solo): Il succo d'uva e' consigliato nelle dermatosi (eczema e foruncolosi) e per l'estetica del volto ove va lasciato seccare per 10 minuti e poi lavato con acqua tiepida e un pizzico di bicarbonato di soda. Secondo una vecchia ricetta tradizionale in caso di incanutimento dei capelli vanno bolliti 4 gr di solfato di ferro in 250 gr di vino rosso e poi con un pettine bagnato vanno pettinati i capelli e lasciati asciugare naturalmente, per una diecina di minuti al giorno per 15-20 giorni consecutivi. Si prosegue con una frequenza di due volte alla settimana.

Il mosto di vino, invece, ha potere diuretico e lassativo, mentre l'olio di vinaccioli e' ricco di acidi grassi insaturi e di tocoferoli, che lo rendono stabile e quindi facilmente utilizzabile nella produzione di cosmetici. Nei semi sono presenti anche i pro-cianidoli a spiccata azione antiradicalica e dermoprotettiva. La loro azione anti-radicale, emolliente, lenitiva e protettiva, e' 50 volte piu' potente di quella della vit.E e 20 piu' della vitamina C e puo' aiutare a ridurre l'infiammazione e l'edema.
L' alcool etilico che si ottiene per fermentazione degli zuccheri dell'uva in cosmesi e' impiegato nei tonici e nelle frizioni per capelli ed è anche il solvente abituale delle essenze nella profumeria alcoolica.

Insomma…andate nel fruttivendolo all’angolo…svaligiatelo di ogni acino d’uva…e VIA libera agli impacchi. ;)

Ma passiamo a cose più interessanti: l’angolo della PAPPA!!!! :)
Di ricette ce ne sono a bizzeffe, da quelle classiche dei dolci, fino a d arrivare a particolari preparazioni, come quella che vorrei proporvi e che mi ha incuriosito parecchio: il filetto di maiale all'uva bianca!
Io ve lo propongo…e cercherò di trovare cavie tra amici che vorranno provarlo quando cercherò di “riprodurlo” nelle mie cucine. Voi fate altrettanto…ma badate: mi sollevo da ogni responsabilità! ;)


Filetto di maiale all' uva bianca e Lambrusco

Ingredienti per 4 persone:
500 gr di Filetto di maiale
una decina di chicchi di uva bianca
una noce di burro
1/2 bicchiere di cognac
1 bicchiere di Lambrusco
4 fettine di pancetta
farina
sale e pepe q.b.

Preparazione:
Prendete il vostro bel pezzo di filetto di maiale, salatelo e infarinatelo per bene. Adagiatelo in una padella insieme ad una noce di burro (una trentina di grammi sono sufficienti) o se preferite qualche cucchiaio di olio extravergine, e rosolate perfettamente il filetto da tutte le parti.
A questo punto alzate la fiamma al massimo e sfumate il 1/2 bicchiere di Cognac...facendo attenzione che non vi vada in fiamme la cucina!
Non appena il cognac è evaporato, unite un bicchiere di Lambrusco secco. Incoperchiate e cominciate la cottura della carne a fuoco basso, che dovrebbe essere poco più di mezz'oretta circa. Quando mancheranno una decina di minuti al termine della cottura unite al filetto gli acini d'uva bianca (che non troppo dolce), da cui avete eliminato precedentemente i semi. Fate stringere per bene.
Tenete in caldo la preparazione e saltate le fettine di pancetta in padella. Montate il piatto adagiando il filetto tagliato a fette sul letto di pancetta e guarnendo con gli acini di uva e con il sughetto ottenuto.
Servite ben caldo...e buon appetito!

Commenti

Il Mari ha detto…
Ciao Mimmo, sono nuovamente on-line.
Più tardi tornerò a leggere il tuo post, ma ora ti comunico che sei stato nominato per un MEME (quello per cui pensavi di essere salvo!)
Davide ha detto…
l'uva...a me non piace tanto come frutta...xò alcuni tipi di vini si...vino veritas...
Franca ha detto…
Caspita che dissertazione!
Franca ha detto…
P.S. La ricetta mi tenta. Penso proprio che la proverò
Mimmo ha detto…
IlMari...ma non dovevi lavorare???! ;) grazie per avermi nominato (si dice così no?!).

Davide...io al contrario, mi piace l'uva...ma sono "allergico" al vino. Non sò apprezzarlo...datemi una ciofeca e vi dirò che è un ottimo vino! :)

Franca...qua mica stiamo a pettinà le bambole!!! ;) ...ricorda: mi sollevo da ogni responsabilità circa la riuscita del piatto! ... ma a te verrà benissimo.
orchideablu ha detto…
HA HA HA HA SEI STATO NOMINATO DA MARI...HA HA HA HA E PREPARATI PSICOLOGICAMENTE CHE TRA POCHE ORE TE NE ARRIVA UN'ALTRO SECCO!!!
TE LI SEI CERCATI STELLINA!!!

La ricetta la proverò sicuramente...i consigli estetici li sapevo ( qualsiasi donna è informata su queste cose):-) Ciao Mimmetto:-)
Mimmo ha detto…
Orchideablu...io me lis ono cercati?????....maledetti, me la pagherete! :) ...fammi sapere per il Meme che mi stai scagliando addosso...almeno faccio un post unico :)
baci&abbracci
Aiuolik ha detto…
Caspita che preparazione in tema di uva! Complimenti per il blog!
Ciao,
Aiuolik
orchideablu ha detto…
C'è MEME PER TE...I HI HI HI NIENTE POST UNICO ...2 MEMI 2 POST !!! bacetto
Viviana ha detto…
AAAHHHHH PPPPPEEERRRRòòòòòòòò!!!
questa del'impacco per il viso non la sapevooooo, mo vado a svaligiare il fruttivendolo!!!
complimentoni davvero!!! un'ode all'uva di tutto rispetto! multiedrica poi!!
anche la ricetta mi incuriosisce molto!!! la proverò!!!
mo ti lascio ai tuoi memi ah ah ah
ciauuu
Mimmo ha detto…
Viviana...grazie per la tua solidarietà! ;) benvenuta e un abbraccio. Ti aspetto...ma non con dei MEME: sei avvisata! :)

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